Amicizia incondizionata

Amicizia[1]

“Quando qualcuno attraversa un periodo difficile, spesso ci viene istintivo di offrire delle soluzioni che per noi sono state di aiuto.

Sebbene sia una qualità positiva il voler aiutare, parte della nostra trasformazione è arrivare ad essere più sensibili circa il sapere quando è il momento di dare un consiglio o quando è meglio restare in silenzio e ascoltare.

Non è nostro compito aggiustare gli uomini. Il nostro compito è esserci per loro”.

Fonte: Yehuda Berg

“Quando non sarò più che un sogno”

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Questa meravigliosa poesia, tratta dal libro di Paramahansa yogananda  “Sussurri dall’Eternità”, parla dell’amore immortale che unisce Guru e discepolo, una volta che il Guru ha accettato di guidare vita dopo vita questo discepolo, e quando l’abbandono incondizionato alle istruzioni del Guru permette al discepolo di bruciare gradualmente i semi del proprio karma terreno. Da stampare e da tenere costantemente sotto i nostri occhi, in un punto della nostra casa dove risalta allo sguardo. Il nostro amore spesso è mutevole, instabile e tiepido, e le relazioni umane sono molte volte soggette a condizioni. Ma la parola del Guru è una. E per sempre.

“Vengo a voi per dirvi di Lui e della via per chiuderlo nel vostro cuore e della disciplina che porta la Sua grazia.

Per mezzo della mia mente che in silenzio vi parla, io comunico con voi che mi avete chiesto di guidarvi alla presenza del mio Amato o vi parlo con un dolce sguardo espressivo o con amore vi dico parole sommesse o, in modo chiaro, vi induco a non allontanarvi da Lui.

Ma quando non sarò più che un ricordo o un’immagine mentale, o una voce silente, quando nessun richiamo terreno potrà mai rivelare la mia dimora nello spazio inesplorato, quando né lievi implorazioni, né duri, possenti comandi vi porteranno la mia risposta, sorriderò nella vostra mente quando sarete nel giusto e quando avrete torto piangerò coi miei occhi osservandovi nell’oscurità, e piangerò coi vostri occhi, forse; e, sussurrando, parlerò nella vostra coscienza e ragionerò con voi attraverso la vostra ragione e amerò tutti attraverso il vostro amore.

Quando non potrete più parlare con me, leggete i miei Sussurri dall’Eternità; attraverso di essi vi parlerò eternamente.

Sconosciuto camminerò al vostro fianco e vi proteggerò con braccia invisibili. E non appena conoscerete il mio Amato e udrete la Sua voce nel silenzio voi conoscerete anche me in un modo tangibile, più di quanto mi abbiate conosciuto su questo piano terrestre.

E, inoltre, quando non sarò più che un sogno per voi verrò a ricordarvi che anche voi non siete altro che un sogno del mio Celeste Amato, e quando anche voi saprete di essere un sogno, come lo so io ora, saremo tutti per sempre desti in Lui.

Paramahansa Yogananda

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Condividi la tua positività, condividi la tua Luce, condividi tutto ciò che hai.Qualunque cosa bella tu abbia non accumularla. La tua saggezza condividila. La tua preghiera condividila. Il tuo amore, la tua felicità, la tua gioia, condividila. Dai il sacro pasto ai cani, getta le perle ai porci, ciò che importa è il dare.

Accumulare avvelena il cuore. Ogni forma di accumulazione è velenosa. Condividendo liberi il tuo organismo dai veleni. Quando dai non curarti se coloro a cui dai ti dicono “grazie”!

Viceversa, sii grato tu stesso perché quella persona è stata disposta ad ascoltare la tua canzone, a guardare la tua danza. Siile grato perché quando sei venuto per dare non ti ha respinto, mentre avrebbe potuto respingerti.

Fragilità nella rigidità

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“Ogni impulso violento nasce in un corpo carico di tensione. Ogni incapacità di tendere una mano a chi ha bisogno di aiuto nasce in un corpo che non sa più sentire”.

Donna Farhi, “Yoga, mind, body and spirit”.

Gabriel Garcia Marquez: il pupazzo

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GABRIEL GARCIA MARQUEZ

 Vi raccomando la sua lettura perche è veramente commovente.

IL PUPAZZO

” Se Dio, per un istante, dimenticasse che sono un pupazzetto di stoffa e mi donasse un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma in fin dei conti, penserei tutto quello che dico.

Darei valore alle cose non per quanto valgono, ma per quello che esprimono .

Dormirei poco, sognerei di più, capendo che per ogni minuto in cui chiudiamo gli occhi perdiamo sessanta secondi di luce.
Andrei quando gli altri si fermano, mi risveglierei quando gli altri si coricano.
Ascolterei quando gli altri parlano e… come saprei godermi un buon gelato al cioccolato!

Se Dio mi facesse dono di un ritaglio di vita vestirei senza fronzoli, mi butterei di pancia al sole, lasciando scoperto non solo il mio corpo, ma pure la mia anima.

Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e attenderei così l’arrivo del sole.
Dipingerei con un sogno di Van Gogh, sulle stelle, una poesia di Benedetti; e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Annaffierei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine, e l’incarnato bacio di quei petali…

Dio mio, se io avessi uno scampolo di vita…
Non lascerei passare un solo giorno senza dire alla gente che amo, che la amo. Ad ogni donna e ad ogni uomo farei capire che sono loro i miei prescelti e vivrei innamorato dell’amore.

Agli uomini dimostrerei che sbagliano quando pensano che uno smette di innamorarsi perché invecchia, ignorando che uno invecchia proprio perché ha smesso di innamorarsi!
A un bambino darei le ali, ma lascerei che da solo imparasse a volare.
Ai vecchi insegnerei che la morte non è fatta di vecchiaia, ma di oblio.

Tante cose ho imparato, da voi uomini…
Ho imparato che tutti quanti vogliono vivere sulla cima della montagna, senza capire che la vera felicità sta nel modo di salire quel pendio.
Ho imparato che quando un neonato afferra col suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo fa per sempre.

Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro uomo dall’alto in basso soltanto quando si appresta ad aiutarlo a rialzarsi.
Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma in verità di poco mi serviranno, perché quando mi metteranno dentro quella valigia starò, infelicemente, già morendo.

Dì sempre quel che senti e fa quello che pensi.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedrò dormire, ti abbraccerei forte e chiederei al Signore di poter essere il guardiano della tua anima.
Se sapessi che è questa l’ultima volta che ti vedrò uscire da quella porta, ti darei un abbraccio, un bacio e ti chiamerei poi indietro per continuare a darteli.
Se sapessi che questa è l’ultima volta che sentirò la tua voce, registrerei ognuna delle tue parole per poter ascoltarle una e un’altra volta, all’infinito.
Se sapessi che sono questi gli ultimi minuti che mi restano per guardarti, ti direi “ti amo”, senza pensare, scioccamente, che tu lo sai da sempre.

C’è sempre un domani e la vita di solito ci offre la possibilità di rifare ogni cosa per bene, ma se mi sbagliassi e l’oggi fosse tutto quanto ci rimane, mi piacerebbe dirti questo, che ti amo, e che non mi riuscirà di dimenticarti.

Nessuno, vecchio o giovane, ha il domani assicurato. Oggi potrebbe essere l’ultima volta che vedi coloro che contano per te.
Per questo non aspettare, fallo ora , perchè se quel domani infine non arriva, rimpiangerai il giorno in cui non trovasti il tempo di un sorriso, un abbraccio, un bacio; troppo occupato per concedere alla vita la sua ultima grazia.
Tieni coloro che ami vicino al cuore, sussurragli all’orecchio che hai bisogno di loro, amali, trattali bene, e trova del tempo per dire “mi dispiace”, “scusami”, “ per favore”, “grazie” , voglio dire, tutte quelle parole d’amore che hai in grembo.

Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi la forza e la saggezza per esprimerli. Dimostra ai tuoi amici quanto tieni a loro”.

E’ un invito a riflettere su tutto quello che possiamo apprendere dalla nostra esperienza terrena. E’ un invito a utilizzare il tempo che abbiamo e a non sprecarlo. Fatelo girare, stampatelo e mettetelo su un posto a portata di sguardo, leggetelo più e più volte, imparatelo a memoria perché la vita, come dice un canto vaishnava, “è come una goccia d’acqua che scivola leggera su una foglia di loto”. Un attimo…