Auguri!

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Dopo tanti trascorsi di lezioni passate insieme in questo 2013 il centro Surya augura a voi tutti un sereno Natale di Pace e un nuovo Anno, all’insegna della pratica yoga e illuminato dalla Luce Interiore.

“La pratica dello yoga aiuta il corpo pigro a diventare attivo e vibrante. Trasforma la mente, rendendola armoniosa. Lo yoga aiuta a mantenere il corpo e la mente in armonia con l’essenza, l’anima, così che i tre siano fusi in uno”.

B.K.S.Iyengar

Asana: immagini da Surya

Questo blog è fatto soprattutto di parole. Il post di oggi vi rimanda alla fotogallery di Surya, dove troverete le immagini di alcuni degli asana che pratichiamo nel nostro centro Surya a Civitavecchia.

Le immagini sono divise per temi, e vi troverete anche gli asana rigeneranti e quelli eseguiti con la sedia. Sfogliate, guardate e praticate.

Vi aspettiamo nel centro yoga Surya per approfondire insieme divertendoci le diverse sfaccettature del meraviglioso metodo Iyengar.

Le benedizioni di un santo

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“Un santo aveva il dono del far avverare le proprie parole: quello che diceva diventava vero. In qualunque città andasse, la gente del posto si recava da lui per avere il suo darshan e per ottenere le sue benedizioni.I l santo, che era anche pieno di compassione, rimuoveva l’infelicità della gente benedicendoli. Poiché le sue parole diventavano sempre vere, le benedizioni portavano sempre frutto. Ecco perché era così popolare.

Durante i suoi viaggi venne in una città dove, come al solito, molte persone si riunirono intorno a lui per ottenere le sue benedizioni.Tra coloro che cercavano le benedizioni, c’era un ladro. Egli venne di sera per avere il darsan del santo e chiese la sua benedizione.

Quando il santo lo benedisse, il ladro fu molto felice e si sentì certo che, per queste benedizioni, quando la notte sarebbe andato rubare, avrebbe avuto successo.Ma le cose andarono altrimenti.

Ogni volta che cercava che entrare in una casa, qualcuno in quella casa si svegliava e il ladro era costretto a fuggire. Egli provò in tre o quattro posti, ma in nessuno di questi ebbe successo.A causa del suo fallimento, il ladro si arrabbiò molto con il santo. Il mattino successivo tornò da lui e gli disse con rabbia,: “Tu sei un impostore! Tu dai false benedizioni alla gente.”

Il santo con molta calma gli domandò la ragione della sua rabbia e l’uomo rispose narrando quello che
era successo durante i suoi tentativi di furto la notte precedente. Avendo udito la sua storia, il santo osservò: “In questo caso, la benedizione ha portato frutto.” – ‘Come?’ Domandò il ladro con sorpresa. – “Fratello, per prima cosa dimmi se essere un ladro è un lavoro buono o cattivo…” – “E’ cattivo,” ammise il ladro, ma quindi si difese dicendo, “ma allora cosa si deve dire riguardo allo stomaco che deve essere nutrito?”

Il santo continuò con la sua spiegazione: “Non avere successo in un lavoro sbagliato significa che le benedizioni hanno davvero portato frutto. Ci sono molti altri modi per riempire lo stomaco. Tu devi accettare uno di questi. Per giungere a questa conclusione, era necessario che tu non avessi successo nel tuo lavoro di ladro.” Il ladro capì e informò il santo che in futuro avrebbe fatto qualche altro lavoro onesto. Si prostrò davanti al santo e se ne andò.”

Sri Ramana Maharishi

Vivekananda e il potere della mente

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Questo è un esercizio di meditazione insegnato da Swami Vivekananda ai suoi studenti, da fare la mattina presto, la sera al tramonto o appena dopo le vostre pratiche di pranayama. Vivekananda insegnava ai propri studenti come usare le loro menti secondo gli antichi insegnamenti dello yoga, controllando i pensieri e coltivando armoniosamente la forza di volontà. Applicatelo alla vostra routine quotidiana, lentamente e con pazienza infinita. I risultati vi sorprenderanno. Raccontate la vostra esperienza in merito, sarà preziosa per me e per gli altri praticanti di yoga.

“Siedi in una postura meditativa con la schiena ben diritta, e la prima cosa che devi fare è mandare correnti di sacri pensieri a tutto il creato. Ripeti mentalmente: “Che tutti gli esseri siano felici; che tutti gli esseri vivano nella pace; che tutti gli esseri siano benedetti”. Eseguilo nelle quattro direzioni est, sud, nord, ovest.

Più diffondi questi  pensieri, maggiore sarà il senso di benessere che sentirai. Scoprirai che il modo migliore per rimanere in salute è visualizzare che gli altri siano in salute, e che il modo più facile di essere felici è di visualizzare gli altri felici.

Dopo aver fatto questo, coloro che credono in Dio dovrebbero pregare ma non per ottenere denaro, né per la salute e nemmeno per la propria salvezza. Pregate per la Conoscenza e la Luce: ogni altra motivazione è egoista.

Poi pensate al vostro corpo, visualizzatelo forte e in salute: è lo strumento migliore di cui disponete. Sentite che il corpo è forte e resistente come un diamante e che con l’aiuto di questo corpo attraverserete l’oceano della vita.

La libertà non è mai stata raggiunta dai deboli. Scrollatevi di dosso qualsiasi debolezza. Dite al vostro corpo che è forte, dite alla vostra mente che è forte ed abbiate fede e speranza incrollabili in voi stessi”

Saggezza pratica di Socrate

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Nell’antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza. Un giorno un uomo venne a trovare il grande filosofo, e gli disse:” Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?…”

“Un momento”, rispose Socrate. “Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.”

” I tre setacci?”, chiese interdetto l’uomo.

“Certamente!” continuò Socrate. “Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendersi del tempo per filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?

“Beh…No… ne ho solo sentito parlare…”

“Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?

” Ah no: al contrario!”

“Dunque”,  continuò Socrate, “vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio: quello dell’utilità. E’ utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?

“No, davvero…”

“Allora”,  concluse Socrate,  “quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?”

Essere spontanei

 
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“Una regina andò nel suo giardino e trovò alcuni alberi e delle pianticelle morenti, mentre alcuni fiori erano appassiti. Cominciò a chiedere ad alcune piante le ragioni di questo stato. La quercia disse che stava morendo perché non poteva essere alta come il pino. 
Osservando il pino, il re lo trovò sofferente perché non poteva portare grappoli come la vite.  La vite stava morendo perché non poteva fiorire come una rosa. Infine trovò una pianta, il Lilium, fresco e fiorente come sempre.
Alla domanda della regina, la pianta rispose: “Mi è sembrato scontato che quando tu mi hai piantato, volevi un lilium. Se tu avessi desiderato una quercia, un pino, una vite o una rosa, avresti piantato quelle.
Allora ho pensato: visto che non posso essere altro che ciò che sono, cercherò di manifestarmi al meglio di me stesso”.