Musica per l’anima

Musica per le vostre pratiche yogiche, da usare durante il pranayama e la meditazione, durante gli asana rigeneranti, nello Shavasana o semplicemente quando abbiamo bisogno di chiudere momentaneamente con il caos e ritrovare noi stessi nel silenzio interiore. Buon ascolto amici dello Yoga!

Album dell’India

 

Immagini dall’India. Immagini di una terra senza età, la sacra terra di Bharata, dove Kala, il tempo, sembra essersi fermato in una realtà impalbabile, sottile, magica. Templi, fiumi, animali, gli occhi dei bambini, l’odore pungente delle spezie, i canti all’alba dei mantra da parte dei brahmana, i mille colori dei vestiti femminili, il silenzio ovattato della campagna bengalese dove Surya (il sole) all’alba si leva glorioso.

Profumi d’incenso in ogni dove e profumo di Prashadam, il cibo sacro offerto nei templi e negli ashram alla Divinità, gli scherzi ilari dei bimbi che ti fermano per giocare con te chiedendoti – Da dove vieni? –  Suoni di sitar, harmonium, dolack, mridanga, kartalas, le voci vibranti preghiere, che ti afferrano l’anima e  formano insieme una sinfonia senza età e quasi sovrannaturale, che innalza il tuo Cuore liberandolo dalle strette mondane…

Sembra di entrare nel mondo dei Gandharva, e di percepire cose al di sopra dell’esperienza razionale. Questo e molto di più è l’India. Spero di farvene perdutamente innamorare, cosi che anche voi possiate vedere quegli spettacoli dipinti dalla mano di Dio con tanta rara maestria.

Il mio è stato “un flusso di pensieri in libertà”, come ama ripetermi sovente la mia maestra di scrittura Luisa Carrada, ma è proprio grazie a questo flusso di liberi pensieri del Cuore che, come il fumo dell’incenso, le mie parole potranno salire in alto raccontando la storia di un paese senza età: l’India.

 

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il potere di Swadhyaya

8837789-meditation-room[1]

Molto ci sarebbe da dire sul potere di Swadhyaya applicato alla nostra quotidianità. E’ uno strumento che permette di sondare gli abissi della nostra coscienza, studiandone le poliedriche sfaccettature nel loro insieme complesso e multiforme. Swadhyaya può essere applicato in molti campi della nostra ricerca interiore, dalla meditazione, al pranayama all’esecuzione degli asana. Altrimenti la pratica del nostro Yoga diverrà puramente meccanica, robotica e arrivati a un certo punto ristagnerà, non avendo terreno fertile e irrigato sul quale fruttificare rigogliosamente.

Ascoltiamo questa interessante intervista a Salvatore Brizzi che ci illustra dei preziosi spunti di riflessione. studio della nostra anima, centratura nel momento presente: Swadhyaya, appunto! Buona visione e…donate il vostro prezioso commento e se vi è piaciuta.

Sarvangasana con sedia

Per i miei allievi che ancora mi chiedono: “Come si sale che non mi ricordo più?” Ora non avete più scuse. Buona visione e buona pratica!

)