Amicizia incondizionata

Amicizia[1]

“Quando qualcuno attraversa un periodo difficile, spesso ci viene istintivo di offrire delle soluzioni che per noi sono state di aiuto.

Sebbene sia una qualità positiva il voler aiutare, parte della nostra trasformazione è arrivare ad essere più sensibili circa il sapere quando è il momento di dare un consiglio o quando è meglio restare in silenzio e ascoltare.

Non è nostro compito aggiustare gli uomini. Il nostro compito è esserci per loro”.

Fonte: Yehuda Berg

Elevarsi dal sé verso il Sé

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“Meditazione è la scoperta che
la meta dell’esistenza
è sempre raggiunta
nell’istante presente”
(Alan Watts
)

La poesia che oggi voglio proporvi è stata composta dal maestro ch’an Han Shan, vissuto tra la seconda metà del 1500 e la prima del 1600 secolo. L’esperienza delle realtà interiori sono senza età e senza tempo. Ciò che è stato testimoniato poco più di quattrocento anni prima risuona come attuale e familiare, perché il nostro Sé come attestano i Veda è “kalatitam”, oltre la dimensione temporale. O per ricordare il Mahatma Gandhi – “La Verità (Satya) è antica come le montagne” – . E’ un piccolo affresco poetico dove l’esperienza meditativa viene resa scrittura, tipico dei mestri Zen (Chan) che illustravano con brevi e coincise poesie delle insondabili realtà spirituali.

Purifica la tua mente

La vera natura è pura e profonda, Come acqua quieta e limpida. Se è agitata dall’amore e dall’odio, Sorgono onde di passioni. E continuando così, Renderanno torbida la natura del sé. Gli affanni e l’ignoranza Aumenteranno a tua insaputa.
Quando il sé si aggrappa all’altro, È come gettare fango nell’acqua. Se il sé è mosso dall’altro, È come se si versasse olio sul fuoco. Anche se i fenomeni esterni sono caos, il Sé è vero. Quando il caos è considerato reale, nasce l’ego. Se l’ego cessa di levarsi, Anche le passioni, bruciate per eoni di tempo, si congelano.
Perciò un uomo saggio Abbandona sempre il suo ego. Se non vi è un ego, Come potranno i fenomeni esterni essere un ostacolo? L’abbandono dell’ego Conduce all’elasticità. Quando le passioni compaiono, Le riconosci immediatamente.
La vigilanza porta alla consapevolezza; Nell’istante in cui si vigila un pensiero, Ogni traccia è spazzata via. Subito sarai limpido e sereno, In questa immobilità serena e pura, Solo e sovrano tu godrai L’armonia più perfetta, Che nessuna cosa esteriore può eguagliare.

Fonte: Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualità)

Meditate gente, meditate…

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 Oggi voglio proporvi un articolo interessante tratto da “La Stampa.it” salute, del 06/6/ 2013, dove vengono trattate molti temi della medicina allopatica e delle cure alternative naturali. Si stanno sempre più diffondendo le pratiche meditative anche come supporto per le terapie della mente, la dove a volte i farmaci sono completamente inefficaci. Cosa aggiungere all’articolo? Nulla direi, se non il fatto che scriverò molti altri post più approfonditi e “tecnici” in merito alle pratiche meditative, le varie tradizioni dalle quali hanno avuto origine e la loro diffusione nella nostra società tecnologica, tanto bisognosa del silenzio naturale dell’anima. Buona lettura e…commentate!
 La meditazione Mindfulness pare abbia un evidente effetto anti-ansia. Ecco come la meditazione Mindfulness aiuta a ridurre l’ansia. Uno studio mette in luce quali sono le funzioni cerebrali coinvolte nella pratica della meditazione che agiscono con un effetto calmante. Questo è un problema che attanaglia milioni di persone, e lo testimonia la gran quantità di farmaci ansiolitici venduti ogni giorno. Questi farmaci, che possono essere utili – a volte indispensabili – nel trattamento dei sintomi dell’ansia, non sono tuttavia esenti da effetti indesiderati, tra cui dipendenza, sonnolenza e altri ancora.Esistono delle alternative più naturali e, magari, prive di effetti collaterali? Qualcuna sì, e una di queste pare sia la meditazione.
Sebbene l’effetto anti-ansia della meditazione sia stato provato da diversi studi, il meccanismo per cui tutto questo avviene non è del tutto chiaro. Così, per comprendere meglio, i ricercatori statunitensi del Wake Forest Baptist Medical Center (WFBMC) hanno condotto uno studio in cui sono riusciti a identificare le funzioni del cervello coinvolte in questo processo.
Il dottor Fadel Zeidan e colleghi del WFBMC hanno reclutato 15 volontari che soffrivano di ansia di intensità media, o a livelli definiti normali, non patologici, per avviarli a un programma di meditazione Mindfulness, o Consapevolezza. Il programma prevedeva quattro sessioni della durata di 20 minuti ciascuna. Tutti i partecipanti non avevano mai praticato la meditazione. Durante il training, ai volontari è stata insegnata la tecnica Mindfulness, che consiste nel concentrare l’attenzione sul momento presente; prendere consapevolezza del proprio respiro e delle sensazioni che il corpo trasmette. Allo stesso tempo si fa attenzione ai pensieri, per identificare le fonti di disturbo o distrazione. Tuttavia non si attua una strategia di opposizione, ma si osserva e si lascia andare.
«Anche se abbiamo scoperto che la meditazione può ridurre l’ansia, non avevamo individuato i meccanismi cerebrali specifici coinvolti nella alleviare l’ansia in individui sani – ha spiegato il dottor Fadel Zeidan, autore principale dello studio – In questo studio, siamo stati in grado di osservare quali aree del cervello sono state attivate e quali sono state disattivate durante la meditazione per combattere l’ansia».
Ai partecipanti, sia prima che dopo le sessioni di meditazione, sono state eseguite delle scansioni cerebrali per immagini con una speciale risonanza magnetica particolarmente efficace nel rilevare i processi cerebrali in attività con la meditazione. Allo stesso modo sono stati valutati i report sull’ansia prima e dopo la scansione del cervello. I risultati dello studio, pubblicati su Social Cognitive and Affective Neuroscience, hanno mostrato che la maggior parte dei partecipanti ha riportato una diminuzione nei livelli di ansia: nello specifico, l’ansia si era ridotta del 39 per cento.

Le scansioni del cervello hanno evidenziato che quando i volontari praticavano la meditazione Mindfulness vi era un’attivazione della corteccia cingolata anteriore e la corteccia prefrontale ventromediale, le aree del cervello coinvolte nelle funzioni di livello esecutivo. Durante la meditazione, poi, si è osservata una maggiore attività nella corteccia prefrontale ventromediale, l’area del cervello che controlla la preoccupazione. Infine, a seguito di un aumento dell’attività nell’area che governa il pensiero e l’emozione – la corteccia cingolata anteriore – l’ansia è diminuita.
«Questi risultati dimostrano che pochi minuti di meditazione Mindfulness possono aiutare a ridurre l’ansia normale di tutti i giorni – fa notare Zeidan – La Mindfulness ha come premessa il mantenere l’attenzione nel momento presente e il controllare il modo in cui reagiamo ai pensieri e sentimenti quotidiani. E’ interessante notare che gli attuali risultati rivelano che le regioni del cervello associate con la meditazione per il soccorso in caso d’ansia sono notevolmente coerenti con i principi dell’essere consapevoli». Consapevoli, dunque, e meno ansiosi. Pensiamoci, prima di impasticcarci.

Einstein, moderno yogi

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Ho estratto uno stralcio di un famoso libro di Albert Einstein, “Il mondo come io lo vedo”. Libro notevole, perché questo scienziato-filosofo espone in chiave moderna e comprensibile per tutti concetti che Patanjali espose molti secoli prima. Solo in questo brano troviamo concetti come Ahimsa, Asteya, Aparigraha, Santosha, Tapas. Un breve squarcio di Luce della sua anima per indicarci il sentiero del Dharma da seguire. E per il quale, come dice Einstein, siamo venuti su questo pianeta.

“Ben singolare è la situazione di noialtri mortali.
Ognuno di noi è su questa terra per una breve visita; egli non sa il perchè, ma assai spesso crede di averlo capito.
Non si riflette profondamente e ci si limita a considerare un aspetto della vita quotidiana; siamo qui per gli altri uomini: anzitutto per coloro dal cui sorriso e dal cui benessere dipende la nostra felicità, ma anche per quella moltitudine di sconosciuti alla cui sorte ci incatena un vincolo di simpatia.
Ecco il mio costante pensiero di ogni giorno: la vita esteriore ed interiore dipende dal lavoro dei contemporanei e da quello dei predecessori; io devo sforzarmi di dar loro, in eguale misura, ciò che ho ritenuto e ciò che ancora ricevo.
Sento il bisogno di condurre una vita semplice e ho spesso la penosa  consapevolezza di chiedere all’attività dei miei simili più di quanto non sia necessario.
Mi rendo conto che le differenze di classe sociale non sono giustificate e che, in fin dei conti, trovano il loro fondamento nella violenza; ma credo anche che una vita modesta sia adatta a chiunque, per il corpo e per lo spirito”.

Equaminità

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Non siate né eccitati né depressi

rispetto a qualunque cosa

che sia esterna a voi stessi

Osservate

il transitorio spettacolo della vita

con mente equanime,

perché gli alti e bassi della vita

sono soltanto onde

su un oceano in movimento.

Evitate

il coinvolgimento emotivo con esse

e rimanete sempre calmi e felici

nel vostro centro interiore,

nella spina dorsale.

Parmahansa Yogananda