Saggezza pratica di Socrate

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Nell’antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza. Un giorno un uomo venne a trovare il grande filosofo, e gli disse:” Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?…”

“Un momento”, rispose Socrate. “Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.”

” I tre setacci?”, chiese interdetto l’uomo.

“Certamente!” continuò Socrate. “Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendersi del tempo per filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?

“Beh…No… ne ho solo sentito parlare…”

“Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?

” Ah no: al contrario!”

“Dunque”,  continuò Socrate, “vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio: quello dell’utilità. E’ utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?

“No, davvero…”

“Allora”,  concluse Socrate,  “quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?”

Essere spontanei

 
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“Una regina andò nel suo giardino e trovò alcuni alberi e delle pianticelle morenti, mentre alcuni fiori erano appassiti. Cominciò a chiedere ad alcune piante le ragioni di questo stato. La quercia disse che stava morendo perché non poteva essere alta come il pino. 
Osservando il pino, il re lo trovò sofferente perché non poteva portare grappoli come la vite.  La vite stava morendo perché non poteva fiorire come una rosa. Infine trovò una pianta, il Lilium, fresco e fiorente come sempre.
Alla domanda della regina, la pianta rispose: “Mi è sembrato scontato che quando tu mi hai piantato, volevi un lilium. Se tu avessi desiderato una quercia, un pino, una vite o una rosa, avresti piantato quelle.
Allora ho pensato: visto che non posso essere altro che ciò che sono, cercherò di manifestarmi al meglio di me stesso”.

L’importanza della meditazione quotidiana

Le parole di Swami Vishnudevananda Saraswati, fondatore dello Yoga Vedanta Kutir a Prayag (Allahabad), sono uno squarcio di un’India dell’epoca vedica e sottolineano la pratica quotidiana delle pratiche meditative. I sottotitoli in inglese permetteranno di capire il senso profondo delle parole di questa Luce dello yoga. Buona visione e…commentate!

Incontri di anime

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Lettera di un bimbo diversamente abile alla sua mamma

“Cara Mamma,
lo so che non è stato facile… ma ti voglio raccontare una cosa, che forse non sai.
Ogni anima, prima di incarnarsi, sa già quale percorso deve compiere, così anch’io sapevo che sarei nato per vivere un certo tipo di esperienza. Lo sapevi?…
Ci sono anime più e meno evolute, ma adesso non pensare quello che viene più logico… non è proprio così.

La scelta di nascere e vivere un’esistenza, diciamo “difficile”, è una scelta dura e faticosa, ma anche una scelta d’amore che solo anime molto sensibili ed elevate possono possono permettersi di fare.
Non riesci a spiegartelo? Non è facile da capire, non tutto è semplice, ma credimi, non è la manifestazione fisica che conta. E tu sai che la mia è un’anima pura e bellissima: questo conta, questo lo hai capito subito dalla prima volta che mi hai preso tra le braccia… Del resto ognuno di noi si sceglie i genitori, ed io vi ho cercati e vi ho trovati: che bello!
Dovevo essere sicuro di essere accettato e amato completamente, dovevo trovare due persone così stupendamente… insomma voi due.
 Spero ti faccia piacere sapere che stai svolgendo un compito superiore, che non è da tutti, che ti viene affidato dal cielo. Sai, alcune mamme, non tu lo so, vivono questa esperienza male, quasi come una punizione e non sanno che è un premio da un “essere” che ha tutta la capacità e l’amore per vivere un tipo di esperienza così delicata e a volte faticosa, ma che sa dare momenti così unici che non è possibile descrivere… però io e te li conosciamo, vero mamma?

Non si possono spiegare con le parole, ma solo con le emozioni… e con le energie sottili che si scambiano.
Mamma, come vorrei che tu riuscissi a comunicarlo a tutte quelle persone che ignorano la danza delle nostre varie esistenze… ma per ora non importa, mi basta averlo comunicato a te, che in fondo lo sapevi già… ma volevo darti una conferma della tua intuizione.

Noi tutti siamo esseri di luce, che ogni tanto scendono sulla terra ad imparare una “pagina” di lezione. Le nostre due luci sono così simili che si sono riconosciute, tu sei nata per aspettarmi ed io sono arrivato, tutto come era scritto: con una penna dall’inchiostro dorato.
Ti abbraccio, mamma, ti ringrazio e di essere come sei e di darmi tutto il tuo amore. Non preoccuparti mai, stai già facendo tutto, abbi solo fiducia quanta io ne ho in te e continuiamo la nostra danza, con la musica che gli Angeli hanno composto solo per noi.

Ti amo, mi ami… perché l’amore è la risposta ad ogni cosa.

Il tuo bambino”.

Fonte: “Fiori di Bach per bambini”, Barbara Mazzarella

Praticare con animo sereno

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Con il post di oggi voglio invitarvi a praticare con tranquillità. Come si pratica è molto più importante di cosa si pratica, che siano asana, pranayama o meditazione.

Si può praticare in maniera aggressiva, provando a forzare impropriamente i limiti del proprio corpo, digrignando i denti e corrugando la fronte nello sforzo oppure…  permettere al corpo di muoversi e riallungarsi in tranquillità, rendendo la respirazione lunga, ampia e profonda e godendosi il viaggio all’interno dell’asana e del pranayama!

Siete voi e solo voi che decidete come praticare. Se praticate con tensione, non farete altro che aggiungere ulteriore tensione allo stress accumulato alla fine di una dura giornata di lavoro. Lo yoga serve per rigenerarsi, ricordatelo, non a generare ulteriore stress!

Ricordo i primi tempi del mio approccio con lo yoga, e ripenso a tanta energia sprecata nel forzare il mio povero rigido corpo a fare asana che per me erano allora proibitive, per l’integrità della mia schiena e delle mie giunture. Col tempo i preziosi insegnamenti dei miei maestri, l’esperienza e la maturità sopraggiunta con l’età hanno trasformato la mia visione della pratica dello yoga e del suo insegnamento.

Per cui invito voi che amate lo yoga, principianti ed esperti, a praticare con tranquillità. Riuscirete a ottenere molto più dal vostro corpo e dalla vostra mente e con uno sforzo minore: lo stress si ridurrà grazie a questo “nuovo” approccio da parte vostra. Raccontate le vostre preziose esperienze di pratica, commentando e… buona pratica rigenerante!