Pratica dello yoga e miglioramento dell’umore

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Aprite il pdf quì allegato e leggete questo interessante articolo sui benefici dello yoga Iyengar. Buona lettura e…sono graditi i vostri commenti!

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Vivekananda e il potere della mente

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Questo è un esercizio di meditazione insegnato da Swami Vivekananda ai suoi studenti, da fare la mattina presto, la sera al tramonto o appena dopo le vostre pratiche di pranayama. Vivekananda insegnava ai propri studenti come usare le loro menti secondo gli antichi insegnamenti dello yoga, controllando i pensieri e coltivando armoniosamente la forza di volontà. Applicatelo alla vostra routine quotidiana, lentamente e con pazienza infinita. I risultati vi sorprenderanno. Raccontate la vostra esperienza in merito, sarà preziosa per me e per gli altri praticanti di yoga.

“Siedi in una postura meditativa con la schiena ben diritta, e la prima cosa che devi fare è mandare correnti di sacri pensieri a tutto il creato. Ripeti mentalmente: “Che tutti gli esseri siano felici; che tutti gli esseri vivano nella pace; che tutti gli esseri siano benedetti”. Eseguilo nelle quattro direzioni est, sud, nord, ovest.

Più diffondi questi  pensieri, maggiore sarà il senso di benessere che sentirai. Scoprirai che il modo migliore per rimanere in salute è visualizzare che gli altri siano in salute, e che il modo più facile di essere felici è di visualizzare gli altri felici.

Dopo aver fatto questo, coloro che credono in Dio dovrebbero pregare ma non per ottenere denaro, né per la salute e nemmeno per la propria salvezza. Pregate per la Conoscenza e la Luce: ogni altra motivazione è egoista.

Poi pensate al vostro corpo, visualizzatelo forte e in salute: è lo strumento migliore di cui disponete. Sentite che il corpo è forte e resistente come un diamante e che con l’aiuto di questo corpo attraverserete l’oceano della vita.

La libertà non è mai stata raggiunta dai deboli. Scrollatevi di dosso qualsiasi debolezza. Dite al vostro corpo che è forte, dite alla vostra mente che è forte ed abbiate fede e speranza incrollabili in voi stessi”

Saggezza pratica di Socrate

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Nell’antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza. Un giorno un uomo venne a trovare il grande filosofo, e gli disse:” Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?…”

“Un momento”, rispose Socrate. “Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.”

” I tre setacci?”, chiese interdetto l’uomo.

“Certamente!” continuò Socrate. “Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendersi del tempo per filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?

“Beh…No… ne ho solo sentito parlare…”

“Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?

” Ah no: al contrario!”

“Dunque”,  continuò Socrate, “vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio: quello dell’utilità. E’ utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?

“No, davvero…”

“Allora”,  concluse Socrate,  “quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?”

Essere spontanei

 
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“Una regina andò nel suo giardino e trovò alcuni alberi e delle pianticelle morenti, mentre alcuni fiori erano appassiti. Cominciò a chiedere ad alcune piante le ragioni di questo stato. La quercia disse che stava morendo perché non poteva essere alta come il pino. 
Osservando il pino, il re lo trovò sofferente perché non poteva portare grappoli come la vite.  La vite stava morendo perché non poteva fiorire come una rosa. Infine trovò una pianta, il Lilium, fresco e fiorente come sempre.
Alla domanda della regina, la pianta rispose: “Mi è sembrato scontato che quando tu mi hai piantato, volevi un lilium. Se tu avessi desiderato una quercia, un pino, una vite o una rosa, avresti piantato quelle.
Allora ho pensato: visto che non posso essere altro che ciò che sono, cercherò di manifestarmi al meglio di me stesso”.

L’importanza della meditazione quotidiana

Le parole di Swami Vishnudevananda Saraswati, fondatore dello Yoga Vedanta Kutir a Prayag (Allahabad), sono uno squarcio di un’India dell’epoca vedica e sottolineano la pratica quotidiana delle pratiche meditative. I sottotitoli in inglese permetteranno di capire il senso profondo delle parole di questa Luce dello yoga. Buona visione e…commentate!