Yoga: allinearsi con la Sorgente

Stupendo filmato in lingua inglese che racconta la nascita mitologica dello yoga e la sua diffusione nel mondo intero. Dalle pendici himalayane fino alle metropoli occidentali, lo scorrere silente e ininterrotto nei secoli della conoscenza yogica si è riversata in ogni angolo del pianeta diventando una realtà tutta da vivere e sperimentare. Fino a qualche decennio indietro era difficile trovare un centro dedicato allo yoga per sperimentarne i benefici effetti: era una attività di nicchia. Ora in quasi ogni città è presente una realtà dello yoga che più ci è consona, tutta da scoprire e praticare. Vi auguro una buona riflessione sulle immortali verità dello Yoga, antiche come l’Universo stesso.

Meditazione come terapia

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Pratiche spirituali, meditazione o preghiera possono aiutare a difendere il cervello dalla depressione. Lo studio pubblicato su Jama Psychiatry che riabilita il ruolo dimenticato della spiritualità. La meditazione fa bene. E su questo tema, sono ormai decine le ricerche che ne hanno dato conferma. Anche altre pratiche meditative, indubbiamente, sono utili anche alla salute. Ma finalmente adesso ne conosciamo il motivo. Le pratiche spirituali, infatti, sarebbero legate a un ispessimento  della corteccia cerebrale.

Il risultato che ne deriva, secondo alcuni studiosi della Columbia University, proteggerebbe dalla depressione e da altri disturbi di salute mentale, in particolare nei soggetti geneticamente predisposti. I sintomi della depressione provocano nei soggetti calo di interesse nelle attività di gruppo, nelle varie relazioni sociali (amicizie, famiglia, interessi culturali, sportivi ecc.) e nell’amore per la vita stessa.

Secondo recenti stime la depressione colpisce ben 121 milioni di persone in tutto il mondo. Per tale motivo, alcuni ricercatori hanno deciso di indagare sulle motivazioni scatenanti e se ci sono reali effetti protettivi legati alla ricerca spirituale (atma vichara). Per far ciò, sono stati coinvolte 103 persone adulte, sia ad alto che basso rischio di depressione. Tale rischio era basato sostanzialmente sul vissuto familiare dei soggetti. Nei volontari sottoposti a risonanza magnetica si è potuto notare come chi dava grande importanza alla ricerca interiore o alla spiritualità in generale, possedesse delle cortecce cerebrali molto più spesse, rispetto a soggetti non interessati allo yoga o al Dharma. Ma non è tutto: tale ispessimento si notava in particolar modo nelle stessa zona in cui vi era un evidente assottigliamento nelle persone con altissimo rischio di depressione: come se il tessuto cerebrale nei soggetti ad alto rischio depressivo venisse lentamente eroso!

“Il nuovo studio collega questo (estremamente grande) beneficio protettivo della spiritualità o religione” – spiega Lisa Miller, docente di Psicologia e direttrice dello Spirituality Mind Body Institute presso il Teachers College della Columbia University . Studi precedenti erano riusciti a individuare grandi distese di assottigliamento corticale in regioni specifiche del cervello, nei figli adulti di famiglie ad alto rischio di depressione. Prima di tale ricerca, Miller e il suo team avevano rilevato una diminuzione del 90% della depressione nelle persone che seguivano pratiche spirituali  o meditative rispetto ai genitori che, invece, erano soggetti ad alto rischio.

Dai risultati dello studio pubblicato su JAMA Psychiatry è anche emerso che la frequenza regolare di un luogo preposto – per esempio frequentare una chiesa, un tempio, un centro – non era assolutamente necessaria. Era invece di estrema importanza il rilievo che si dava alla disciplina o alle proprie pratiche. Miller afferma che senz’altro saranno necessarie ulteriori ricerche in merito, ma già i dati ottenuti sono molto promettenti e mettono in evidenza come una pratica meditativa possa incidere notevolmente anche a livello fisiologico.

Potremmo concludere l’articolo, ricordando l’antico detto di Virigilio – anche se inizialmente il senso era un po’ differente –  “Mens agitat molem”,  e cioè lo spirito vivifica la materia. A questo aggiungerei il primo degli Yoga Sutra di Patanjali: “Yoga Chitta Vritti Nirodha”, che immancabilmente sottolinea: “La pratica dello yoga tiene sotto controllo le onde agitate (Vrittis) della mente (Chitta)”. Meditate, gente, meditate! Scrivetemi le vostre esperienze utili per chi ci segue.

Fonte: lastampa.it del 22-01-14, – Neuroanatomical Correlates of Religiosity and Spirituality

Vivekananda e il potere della mente

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Questo è un esercizio di meditazione insegnato da Swami Vivekananda ai suoi studenti, da fare la mattina presto, la sera al tramonto o appena dopo le vostre pratiche di pranayama. Vivekananda insegnava ai propri studenti come usare le loro menti secondo gli antichi insegnamenti dello yoga, controllando i pensieri e coltivando armoniosamente la forza di volontà. Applicatelo alla vostra routine quotidiana, lentamente e con pazienza infinita. I risultati vi sorprenderanno. Raccontate la vostra esperienza in merito, sarà preziosa per me e per gli altri praticanti di yoga.

“Siedi in una postura meditativa con la schiena ben diritta, e la prima cosa che devi fare è mandare correnti di sacri pensieri a tutto il creato. Ripeti mentalmente: “Che tutti gli esseri siano felici; che tutti gli esseri vivano nella pace; che tutti gli esseri siano benedetti”. Eseguilo nelle quattro direzioni est, sud, nord, ovest.

Più diffondi questi  pensieri, maggiore sarà il senso di benessere che sentirai. Scoprirai che il modo migliore per rimanere in salute è visualizzare che gli altri siano in salute, e che il modo più facile di essere felici è di visualizzare gli altri felici.

Dopo aver fatto questo, coloro che credono in Dio dovrebbero pregare ma non per ottenere denaro, né per la salute e nemmeno per la propria salvezza. Pregate per la Conoscenza e la Luce: ogni altra motivazione è egoista.

Poi pensate al vostro corpo, visualizzatelo forte e in salute: è lo strumento migliore di cui disponete. Sentite che il corpo è forte e resistente come un diamante e che con l’aiuto di questo corpo attraverserete l’oceano della vita.

La libertà non è mai stata raggiunta dai deboli. Scrollatevi di dosso qualsiasi debolezza. Dite al vostro corpo che è forte, dite alla vostra mente che è forte ed abbiate fede e speranza incrollabili in voi stessi”

Essere spontanei

 
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“Una regina andò nel suo giardino e trovò alcuni alberi e delle pianticelle morenti, mentre alcuni fiori erano appassiti. Cominciò a chiedere ad alcune piante le ragioni di questo stato. La quercia disse che stava morendo perché non poteva essere alta come il pino. 
Osservando il pino, il re lo trovò sofferente perché non poteva portare grappoli come la vite.  La vite stava morendo perché non poteva fiorire come una rosa. Infine trovò una pianta, il Lilium, fresco e fiorente come sempre.
Alla domanda della regina, la pianta rispose: “Mi è sembrato scontato che quando tu mi hai piantato, volevi un lilium. Se tu avessi desiderato una quercia, un pino, una vite o una rosa, avresti piantato quelle.
Allora ho pensato: visto che non posso essere altro che ciò che sono, cercherò di manifestarmi al meglio di me stesso”.

L’importanza della meditazione quotidiana

Le parole di Swami Vishnudevananda Saraswati, fondatore dello Yoga Vedanta Kutir a Prayag (Allahabad), sono uno squarcio di un’India dell’epoca vedica e sottolineano la pratica quotidiana delle pratiche meditative. I sottotitoli in inglese permetteranno di capire il senso profondo delle parole di questa Luce dello yoga. Buona visione e…commentate!