L’arte di sapersi rilassare 3


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Come affronta lo yoga realmente il problema delle tensioni? In primo luogo attraverso la pratica degli asana lo yoga aiuta ad eliminare le tensioni parassite che ci sottraggono energia vitale. Grazie alle ultime scoperte della psiconeuroimmonologia, si è scoperta la grande influenza che le ghiandole endocrine hanno sul comportamento fisico e sull’umore mentale. Mente e sistema ghiandolare sono strettamente interconnessi tra di loro.

La pratica regolare degli asana aiuta a mantenere il sistema ghiandolare in equilibrio e rilassa le tensioni mentali e muscolari, qualcosa che è essenziale per le persone di oggi oberate da ritmi lavorativi sempre più stressanti. Se gli asana vengono svolti con concentrazione, elimineranno velocemente lo stress favorendo la pace della mente. Il praticante si sentirà sollevato, in armonia e in grado di fronteggiare le sfide della giornata con fiducia e senza angoscia.

Grazie anche alla pratica del pranayama il cervello riceve una giusta fornitura d’ossigeno, il carburante di cui ha bisogno per funzionare in maniera corretta. Se non rifornite la vostra auto di benzina questa non si muoverà. Sono molte le persone che non nutrono il loro cervello e il loro sistema nervoso adeguatamente a causa di una respirazione non corretta. Le tossine in questo modo si accumulano nel cervello. Il pranayama aiuta i praticanti di yoga a rimuovere questi veleni e permette al sistema nervoso di funzionare armoniosamente, cosa che favorisce il rilascio graduale di ogni genere di tensione.

Le persone sentono che si stanno rilassando quando si distendono in poltrona con una bevanda, o una sigaretta e leggono il giornale o guardano la televisione. In realtà tutto ciò non sarà mai sufficiente come definizione yogica del rilassamento: queste sono solo diversioni sensoriali dove la mente è impegnata nel “fare un qualcosa”. Il vero rilassamento è in effetti un’esperienza che va oltre tutto ciò. Grazie allo yoga, diventa un metodo sistematico per indurre una completa rigenerazione fisica, mentale ed emozionale.

Durante le fasi più profonde del rilassamento il praticante sembra addormentato, ma la sua coscienza funziona ad un livello di consapevolezza più profondo. In questo stadio intermedio tra il sonno e la veglia, il contatto con le dimensioni subcosciente ed inconscia avviene spontaneamente. Se la coscienza può essere separata dalla consapevolezza esteriore e dal sonno, essa diviene molto potente e può essere applicata in molte maniere, per esempio per sviluppare la memoria, per incrementare la conoscenza e la creatività o per trasformare la propria natura. Questo perché quando il rilassamento è completo la ricettività della coscienza è maggiore, mentre quando la coscienza è collegata ai cinque sensi la ricettività è minore.

E’ lo stato mentale che Patanjali chiama “pratyahara” dove la mente e la consapevolezza sono disconnesse dai canali sensoriali. A causa del processo d’intellettualizzazione, la conoscenza entra che nel cervello non rimane impressa in quest’ultimo. Ma quando grazie al pratyahara la mente si ritira dai sensi, si entra in uno stato in cui non si è nel sonno profondo, né completamente svegli: qualsiasi impressione che entra nella vostra mente in quel momento, diviene potente e lì vi rimane. Qualsiasi impressione voi immettete nella mente subcosciente crescerà e i suoi frutti arricchiranno ogni aspetto della vostra vita. Molte altre cose ci sarebbero da aggiungere e questo non vuole essere un trattato sul rilassamento, ma vuole offrire uno spunto d’approfondimento per i praticanti con esperienza e uno stimolo ulteriore per chi vuole avvicinarsi allo studio di questa meravigliosa arte di vita che è lo yoga. Concludo questo affascinante viaggio nel mondo del rilassamento yogico con le parole di Swami Satyananda  Saraswati :

“Quando la consapevolezza è separata dalle vritti,

Quando veglia, sogno e sonno profondo scorrono come nuvole,

Ma tuttavia la consapevolezza dell’atma rimane,

Questa è l’esperienza del rilassamento totale”.

 

L’arte di sapersi rilassare 1

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La vita moderna è diventata molto complessa. La lotta per l’esistenza si è fatta molto competitiva. Una grande quantità di usura costante, mentale e fisica, viene imposta all’umanità attraverso ritmi lavorativi pesanti  e modalità di vita innaturali. L’essere umano ha acquisito molte abitudini artificiali. Attraverso atteggiamenti posturali scorretti, ha portato tensioni ai suoi muscoli e nervi e ha dimenticato i principi fondamentali del rilassamento.

Se voi praticate il rilassamento regolarmente nessuna vostra energia verrà dissipata. Sarete molto attivi ed energici. Durante il rilassamento i muscoli e i nervi sono a riposo. Il prana e l’energia sono conservati e immagazzinati. La maggior parte delle persone disperde la loro energia creando dei movimenti inutili e impegnando muscoli e nervi forzatamente. Alcuni scuotono le gambe senza necessità mentre sono seduti. Altri tamburellano con le dita delle mani sulla tavola, lasciando vagabondare la loro mente. Alcuni fischiettano. Molti scuotono il capo, con tic nervosi: la loro energia è dissipata attraverso movimenti non necessari dovuti alla mancanza degli elementi di base della scienza del rilassamento.

Attenzione: non scambiate la pigrizia per rilassamento! La persona pigra è inattiva, piena di letargia e inerzia. La persona che pratica il rilassamento rigenera se stessa. Ha vigore, forza, vitalità e resistenza. Non permette mai che nemmeno una piccola quantità della sua energia venga dispersa.  Realizza una gran mole di lavoro in un tempo minimo. Persone con nature facilmente irritabili non possono godere della pace mentale: il cervello, i nervi e i muscoli sono sempre sotto una grande tensione. Sebbene possano essere dotati di forza fisica sono in realtà deboli, poiché perdono l’equilibrio della loro mente con estrema facilità.

Se veramente volete godere di una pace indisturbata e raggiungere la gioia, dovete applicarvi per ottenere una mente calma ed equilibrata, attraverso lo sradicamento di impulsi come preoccupazione, paura e rabbia. Se vi preoccupate di frequente, svilupperete un’abitudine alla preoccupazione: la vostra vitalità ed energia vengono risucchiate, muscoli e nervi sono sempre in tensione e contrazione. Il continuo sorgere d’impulsi e contro-impulsi o la repressione di questi causa ancora più tensione nel cervello, nel sistema nervoso e nell’apparato muscolare. Difatti molte sono le persone schiavi dei loro impulsi. Sono scaraventati qua e là, come in balia di un uragano. Ecco che non possono godere della pace mentale.

La scienza del rilassamento è un’ antica conoscenza dello yoga. Può essere appresa velocemente. Il rilassamento dei muscoli è fondamentale tanto quanto la loro contrazione. Possiamo dividere il rilassamento in fisico e mentale. Nel rilassamento fisico dovete sapere come rilassare tutti i muscoli del vostro corpo: questo rigenererà sia la mente che il corpo. La tensione muscolare verrà sciolta e il silenzio si espanderà in tutte le cellule. Quando praticate il rilassamento pensate alla calma e alla forza che state incamerando. Chi pratica questa scienza dello yoga raramente sperimenta stanchezza. Quando ci si rilassa, l’energia scorre nei nervi proprio come l’acqua tiepida scorre da un rubinetto che viene aperto. Come ogni attività artistica il rilassamento va praticato regolarmente, per farlo diventare man mano una seconda natura. Nei prossimi post illustrerò le varie tipologie di rilassamento, dove agiscono, come praticarle e il modo in cui lo yoga dona sollievo dallo stress, tagliandone le radici e instaurando al suo posto un senso di radiante benessere.

Parivrtta sthiti: la sinfonia del corpo che ruota

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Parivrtta Sthiti è il termine usato nello yoga per indicare gli asana che ruotano la spina dorsale sul proprio asse estendendola e riallungandola. Parivrtta in sanscrito significa voltato, ruotato: è la capacità della colonna di poter girare alternativamente a destra e a sinistra e creare spazio tra le vertebre.

Come viene descritto nella foto, in lingua inglese, le rotazioni creano un “effetto-strizzaggio” degli organi interni nel cavo addominale. Questa azione aiuta a purificare il fegato e gli altri organi interni guidando il sangue e il sistema linfatico nei vasi più grandi del sistema cardiocircolatorio, drenando le tossine e poi eliminandole. ILinfa e sistema linfatico
l sistema linfatico consente alla linfa di fluire nei tessuti corporei purificando ogni angolo dell’organismo, prima di riversarsi nelle vene toraciche.Linfa e sistema linfatico
Parallelo al sistema cardiocircolatorio, il sistema linfatico si oppone ad eccessivi accumuli di fluidi nei tessuti ed è considerato il baluardo di difesa del nostro organismo.

Spiegherò ora l’asana sopra raffigurato e le zone del corpo interessate nella torsione. L’asana in questione è Parsva Siddhasana (Siddhasana ruotato), e quì i muscoli addominali sono il motore principale nei Parivrtta Sthiti . L’addome è  assistito da altri muscoli come lo sternocleidomastoideo (lati del collo), il latissimus dorsi (gran dorsale) e il tricipite da un lato, e supportati dal bicipite e i tendini dall’altro, per far si che la torsione aumenti e divenga più intensa.Il tutto con un magnifico effetto di riallungamento e rotazione nei processi spinali, che imbeve i dischi intervertebrali di linfa fresca e irrora i nervi spinale di nuovo sangue ossigenato, migliorandone l’efficienza.

A volte le rotazioni rappresentano una sfida per lo studente, ma questi asana hanno il potenziale di condurre la mente dei praticanti in uno stato di neutralità. Fisicamente parlando l’allungamento procurato dai Parivrtta Sthiti riporta la spina dorsale in un atteggiamento posturale neutro, rispetto al piegarsi in avanti o all’arcuarsi indietro. Da un punto di vista più meditativo il fatto di ruotare il canale centrale del corpo (la colonna), offre al praticante una ulteriore possibilità di guardare in ogni direzione e, in ultimo, di stabilire la propria coscienza nel punto dove la dualità (desiderio e repulsione) inizia a tramontare, per essere lentamente assorbita dalla pace dell’anima. Praticate, sperimentate e ascoltate la sinfonia del vostro corpo risuonare nelle profondità della vostra mente stabilizzata dallo Yoga.

 

 

 

 

 

 

Il canto dell’Om per la meditazione

La musica e le immagini parlano da sole. Ricordo tutto questo nel mio viaggio in Ladhak, terra degli stupa e dei monasteri abbarbicati sui fianchi di montagne che si stagliano verso il cielo. Odori d’incenso, canti delle scritture con toni d’altre dimensioni, i monaci, le danze sacre nelle feste, i kilometri percorsi in paesaggi lunari aldilà del tempo e dello spazio. E la notte, quella vera, con le stelle di un nitore del diamante, che potevano essere afferrate con le mani tanto sembravano vicine a quota 5.600…Il the salato al burro, odore di legna nei fuochi degli accampamenti notturni. La neve e il candore dei ghiacciai eterni dell’Himalaya. Praticando la vostra meditazione con questi suoni, entrate sempre più dentro voi stessi. Lì, ci incontreremo nel luogo di ristoro di tutti gli entronauti di ogni epoca e sentiero: la fonte del Cuore.

 

 

Iyengar yoga come preparazione atletica

Questo post illustra come nella preparazione atletica della squadra di rugby australiana, lo yoga Iyengar venga incluso come parte integrante del loro allenamento settimanale, e come questo creativo stile di yoga sia utile per la riabilitazione dei traumi sportivi e il recupero psico-fisico degli atleti. Buona visione e…buona preparazione atletica con l’Iyengar yoga!