Archivi categoria: Poesia
Ali per volare
“Voglio ringraziarti Signore, per il dono della vita.Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche tu abbia un’ala soltanto. L’altra la tieni nascosta: forse per farmi capire che anche Tu non vuoi volare senza di me.
Per questo mi hai dato la vita: perché io fossi Tuo compagno di volo. Insegnami, allora, a librarmi con Te. Perché vivere non è trascinare la vita, non è strappare la vita, non è rosicchiare la vita. Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all’ebbrezza del vento.Vivere è amare le cose che non piacciono per poterle cambiare.Vivere è assaporare l’avventura della libertà. Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te!
Ma non basta saper volare con Te: Signore tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il mio fratello e di aiutarlo a volare. Ti chiedo perdono per ogni peccato contro la vita e per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi. Non farmi lasciare il prossimo nel vestibolo malinconico della vita dove si “tira a campare”, dove si vegeta solo.Non farmi passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala, l’unica ala, inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine e… si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te.
Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi, o Signore, un’ala di riserva. Non tutti riusciremo ad esprimerci, ma tentare sarebbe già essere sulla strada per divenire uomini”…
Dal dolore alla Luce
“Il dolore è lo spezzarsi del guscio
che racchiude la vostra conoscenza.
Come il nocciolo del frutto deve spezzarsi
affinché il suo cuore possa esporsi al sole,
così voi dovete conoscere il dolore.
E se riusciste a custodire in cuore la meraviglia
per i prodigi quotidiani della vita,
il dolore non vi meraviglierebbe meno della gioia;
accogliereste le stagioni del vostro cuore
come avreste sempre accolto le stagioni
che passano sui campi.
E vegliereste sereni durante gli inverni del vostro dolore.
Gran parte del vostro dolore è scelto da voi stessi.
È la pozione amara con la quale il medico che è in voi
guarisce il vostro male.
Quindi confidate in lui e bevete il suo
rimedio in serenità e in silenzio.
Poiché la sua mano, benché pesante e rude,
è retta dalla tenera mano dell’Invisibile,
e la coppa che vi porge,
nonostante bruci le vostre labbra,
è stata fatta con la creta che il Vasaio
ha bagnato di lacrime sacre”.
Non è che un sogno
Dedico queste parole a mia figlia-gurubajini Laura, a ricordo delle numerose battaglie combattute fianco a fianco come gli opliti spartani…
“Ogni qualvolta sopraggiunge l’oscurità, asserisci la realtà e tutte le avversità spariranno. Perché, dopo tutto, non è che un sogno. Per quanto le difficoltà possano apparire insuperabili come montagne, per quanto le cose possano sembrare terribili e buie, esse non sono che Maya. Bando al timore. Affrontalo e sparirà. Schiaccialo e perirà. Non aver paura. Non pensare a quante volte sei caduto. Non importa: il tempo è infinito. Va’ avanti. Continua a riasserire la Realtà e la Luce dovrà venire…
Quando la paura ti assale sei perduto. È la paura la principale causa della sofferenza del mondo; è la paura la più grande di tutte le superstizioni; è la paura la causa delle nostre afflizioni; ed è l’impavidità che in un solo istante può manifestare il paradiso.
Sorgi, dunque, svegliati e non desistere fino a quando la meta non sia raggiunta. Solo su questa base – essere nel giusto e compiere azioni giuste – il mondo può raggiungere l’unità”.
Fonte: Swami Vivekananda
Messaggio in una bottiglia
Citazione
Nel processo di evoluzione dell’anima, l’identificazione con il corpo è una fase funzionale e necessaria, ma su questo piano la distorsione avviene quando impariamo a crederci: il non amo…re, il rifiuto, la disperazione che troviamo attorno a noi, a partire dai nostri genitori.
Così la nostra capacità di amare incondizionatamente è irrimediabilmente compromessa. Incontriamo persone per amarle, ma l’ego diventa un filtro che pone le sue necessità e aspettative come priorità rispetto a quelle dell’altro. Tutti abbiamo questo animale arrabbiato dentro, che cerca l’affetto, l’amorevolezza, non avendo ancora imparato a ritrovarle in se stesso, perché la gioia è la sua vera natura.
Dovremmo amarci per prenderci cura di chi abbiamo affianco, invece amiamo col peso di come desideriamo che l’altro ci ami, e alla fine si finisce per ferirsi. Il miracolo avviene quando ci si accorge entrambi che vedere quelle ferite è il più grande atto d’amore e la più grande possibilità per tornare ad essere liberi , perché dona la possibilità di guarirsi insieme, nella compassione e nell’accettazione dell’altro come essere umano nella tua stessa condizione.
Amici miei… vorrei un cuore per abbracciarvi tutti ma…. è in officina a riparare qualche ingranaggio!”.
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