Il Mantra 2

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Continua il viaggio nel mondo del mantra e dei suoi antichi misteri. Nella filosofia tantrica il mantra è una forza che può essere utilizzata per risvegliare la coscienza del praticante. La base del mantra è il suono, che si manifesta da grossolano a sottile. Nel cosmo esistono onde sonore lente, medie e veloci. Noi possiamo percepire le onde medie, mentre le onde lente e veloci sono al di  fuori dalle nostre percezioni uditive.

Quando si produce vocalmente il suono di un mantra esso ha un grado di frequenza media: è un suono percettibile o grossolano. Ma quando il mantra viene intonato silenziosamente esso ha un’alta intensità di frequenza, più veloce, e diviene suono impercettibile o suono sottile. Il mantra ha così un’azione sul mondo fisico e sulla sostanza mentale. Quando si produce un suono e se ne accelera la frequenza si produce un effetto sullo stato di coscienza.

Se prendete un sasso e lo gettate in uno stagno calmo a tranquillo, l’impatto con la superfice dell’acqua genera delle increspature che espandendosi formano dei cerchi sempre più larghi, a secondo del peso del sasso e dell’energia di chi lo lancia. Allo stesso modo quando si ripete un mantra il suono colpisce l’omogeneità della coscienza, creando delle increspature che aiutano la mente a rilassarsi e ad espandersi. Il suono del mantra crea delle vibrazioni nella mente.

Quando la mente diviene calma, rilassata e concentrata queste vibrazione create dal suono del mantra rompono le barriere che dividono la mente individuale, l’ego, dalla mente universale. Sono queste barriere che danno il falso senso di separazione dagli altri individui e non fanno percepire l’interconnessione che esiste tra ogni essere senziente.

Ecco perché lo yoga con le sue sperimentate modalità, crea spazio all’interno del corpo per creare spazio ed espansione all’interno della mente. Con una mente quieta e ben concentrata è allora possibile la ricerca interiore attraverso la meditazione, ricerca che lo yoga chiama “Atma-vichara“, o esplorazione (auto-indagine) dell’Anima.

Il musicista e fisico tedesco Ernst Chladni osservò nel XVIII secolo che i modi di vibrazione di una membrana, o di una lastra, possono essere visualizzati cospargendo la superficie vibrante con polvere sottile (ad esempio polvere di licopodio, o anche semplice farina o sabbia fine). La polvere, infatti, si sposta per effetto della vibrazione e si accumula progressivamente nei punti della superficie in cui la vibrazione è nulla. Nel caso di una vibrazione stazionaria, questi punti formano un reticolo di linee, dette linee nodali del modo di vibrazione. I modi normali di vibrazione, e il reticolo di linee nodali associato a ciascuno di questi, sono completamente determinati (per una superficie con caratteristiche meccaniche omogenee) dalla forma geometrica della superficie e dal modo in cui la superficie è vincolata. Sollecitando in modi diversi la vibrazione della superficie si eccitano modi normali differenti, e quindi si osservano di volta in volta solo alcuni degli infiniti reticoli nodali propri del corpo vibrante.

Nel 1967 il medico svizzero Hans Jenny, seguace delle dottrine antroposofiche di Rudolf Steiner, ha pubblicato il primo di due volumi intitolati Kymatic, nel quale – traendo ispirazione dalle esperienze di Chladni – ha sostenuto l’esistenza di un sottile potere attraverso il quale il suono struttura la materia. Nei suoi esperimenti egli poneva sabbia, polvere e fluidi su un piatto metallico collegato ad un oscillatore che produceva un ampio spettro di frequenze. La sabbia o le altre sostanze si organizzavano in diverse strutture caratterizzate da forme geometriche tipiche della frequenza della vibrazione emessa dall’oscillatore.

Secondo Jenny queste strutture, che ricordano i mandala ed altre forme ricorrenti in natura, sarebbero la manifestazione della forza invisibile del campo vibrazionale ed ogni forma conterrebbe le informazioni sulle vibrazioni che l’hanno generata.

Hans Jenny fu particolarmente impressionato da un’osservazione: imponendo una vocalizzazione in antico sanscrito come l’OM (Aum) (conosciuto dagli induisti e buddhisti come il suono della creazione e corrispondente al Verbo, al Logos della Bibbia occidentale) la polvere di licopodio rispondeva alle vibrazioni sonore generando un cerchio con un punto centrale, simbolo con il quale antiche popolazioni indiane rappresentavano lo stesso mantra OM (Aum). Non per nulla Pitagora aveva già intuito e sosteneva che “la geometria delle forme è musica solidificata“..

In effetti, per una lastra di forma circolare, appoggiata nel centro (oppure al bordo, o comunque in un insieme di punti dotato di simmetria centrale), i reticoli nodali dei modi di vibrazione presentano tutti una qualche simmetria centrale: quindi l’osservazione di Jenny è perfettamente coerente con proprietà matematiche ben note. Dal punto di vista fisico-matematico, tuttavia, la forma dei reticoli nodali è predeterminata dalla forma del corpo posto in vibrazione (nel caso di onde acustiche in un gas, dalla forma della cavità in cui il gas è contenuto). L’onda sonora incidente, pertanto, non influenza affatto la forma del corpo vibrante né la forma dei reticoli nodali: l’unica cosa che cambia per effetto della vibrazione è la disposizione della sabbia di cui il corpo è stato cosparso. L’immagine formata dalla sabbia, a sua volta, è influenzata dallo spettro di frequenze della vibrazione incidente solo in quanto ogni modo di vibrazione è caratterizzato da una specifica frequenza: pertanto, dallo spettro del segnale che eccita la vibrazione dipende quali reticoli nodali siano effettivamente visualizzati.I fenomeni fisici coinvolti nella formazione delle figure di Chladni sono perfettamente spiegati dalla fisica classica.

Come vedete, cari amici dello yoga, il viaggio attraverso il mondo del mantra è lungo e abbiamo appena cominciato a lambirne alcune sponde. Seguitemi in questo itinerario che, toccando anche le tematiche della scienza moderna, vi farà meglio comprendere la bellezza del praticare lo yoga e ancor di più vi farà comprendere quella magica e antica terra che gli diede i natali: l’India.
Fonti: IL MANTRA – Satyananda Paramahansa – Satyananda  Ashram

Einstein, yogi dell’era atomica

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Ancora una volta le parole di questo moderno yogi risuonando come eco senza tempo nel nostro Cuore, ci guidano lungo il sentiero della nostra esistenza spesso irto di ostacoli. Ognuno di noi incontrerà prove e resistenze nella vita, ma saranno il balsamo della mano dell’Universo che in quell’attimo ci benedice per portarci più in alto. Il lottare per trasformarsi è già un inizio di trasformazione.

“La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza.

L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.

Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

Albert Einstein

Saggezza di Albert Einstein

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Ancora qualche citazione di Albert Einstein, molto in linea con gli insegnamenti dello yoga, non vi pare?

DIECI CONSIGLI DI ALBERT EINSTEIN

1. Segui la tua curiosità “Non ho nessuno talento speciale. Sono solo appassionatamente curioso.”

2. La perseveranza ha un valore inestimabile “Non mi considero particolarmente intelligente, è solo che mi dedico ai problemi molto a lungo.”

3. Poni il presente al centro della tua attenzione “Qualsiasi uomo che guida in maniera sicura mentre bacia una bella ragazza è un uomo che non sta dando al bacio l’attenzione che merita.”

4. L’immaginazione è potente “L’immaginazione è tutto. E’ l’anteprima delle attrazioni che il futuro ci riserva. L’immaginazione è più importante della conoscenza.”

5. Non avere paura di sbagliare “Una persona che non ha mai sbagliato è una persona che non ha mai provato nulla di nuovo.”

6. Vivi nel momento “Non penso mai al futuro: arriva abbastanza presto.”

7. Crea valore “Impegnatevi cercando di creare non il successo, ma il valore in quello che fate.”

8. Non essere ripetitivo “Follia: fare e rifare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati differenti.”

9. La conoscenza deriva dall’esperienza “Informazione non è conoscenza. La sola fonte di conoscenza è l’esperienza.”

10. Impara le regole e giocherai meglio “Devi imparare le regole del gioco. E poi devi giocarci meglio di chiunque altro”.

Lasciar andare

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“La rinuncia non dev’essere considerata come una negazione: mi è stato insegnato che consiste nel lasciar andare la presa. Ciò cui si rinuncia è la chiusura, l’esser tagliati fuori dalla vita. Si potrebbe dire che la rinuncia non è che apertura al momento presente….Rinuncia è rendersi conto che la nostalgia per il desiderio di restare in un mondo protetto, limitato e piccolo è insana. Una volta che cominciate a rendervi conto di quanto grande sia il mondo e di quanto vasto sia il nostro potenziale di sperimentare la vita, allora comincerete realmente a comprendere la rinuncia. Quando ci sediamo in meditazione, avvertiamo l’alito che esce ed abbiamo una certa disposizione ad essere aperti al momento presente; ma allora la mente si mette a divagare in ogni genere di storie e fabbricazioni e realtà costruite, così diciamo tra noi e noi: «È pensiero». Lo diciamo con molta gentilezza e precisione. Ogni volta che siamo disposti a lasciar andare il filo della storia e ogni volta che siamo disposti a lasciar andare il respiro alla conclusione dell’esalazione, questa è la rinuncia fondamentale: impariamo come lasciar andare ciò cui ci aggrappiamo e ciò che tratteniamo”.

Fonte: Pema Chodron© copyleft perle.risveglio.net

Tra un pranayama e l’altro

 
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Il respiro è vita: conosci il respiro, conosci la vita!
“Il primo gesto che facciamo nel mondo   è una inspirazione, …e poi piangiamo, mentre tutti ridono.   L’ultimo gesto che facciamo, invece, è una espirazione, …  mentre tutti piangono …e noi ridiamo.   La nostra vita intera si svolge tra una inspirazione ed una espirazione.”