Lavoro spirituale

 

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Il Sole entra nella costellazione dell’Ariete: è il primo giorno di primavera. La Natura Vivente ci invita al coraggio al rinnovamento interiore, con la forza del seme che si risveglia dal lungo sonno invernale e, venendo alla luce, scaturisce dalla terra come verde germoglio carico di vita. Buona meditazione. 

“Contrariamente a un’opinione generalmente diffusa, il lavoro spirituale richiede solo poche cognizioni, a patto però che queste riguardino l’essenziale e si sia decisi a lavorare. Ogni verità è un seme che viene interrato e, a partire da quel seme, inizierà a crescere un grande albero. Ecco il vero sapere! Chi possiede questo sapere nono si sente mai solo né abbandonato, e quali che siano le difficoltà, trova sempre una via d’uscita.

Volete rendere ogni giorno la vostra vita più ricca e bella? Benedite tutte le creature che incontrate e tutti gli oggetti che toccate! Ringraziate il Signore per tutto quello che ricevete, sia per le gioie sia per i dolori, e consacrate a Lui ogni vostra attività. Tutti i libri di questa terra non potranno mai sostituire queste tre pratiche: benedire, ringraziare e consacrare. Fatene una regola per tutta la vostra esistenza.”

Omraam Mikhael Aivanhov

Conferenza di Radhanath Swami

Segnalo una conferenza con uno swami vaishnava che si terrà sia a Calcata che a Roma. Radhanath Swami parlerà del filo comune che unisce i vari sentieri spirituali.

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Servire l’umanità preparando il terreno per altri che verranno

Questo che pubblico è un pensiero del maestro Omraam Mikhael Aivanhov, fondatore della Fratellanza Bianca Universale, e scomparso nel 1985. Nel 2007 sono stato nel suo ashram al Bonfin, località Frejus, nella Francia meridionale, dove ho meditato a lungo sulle colline del posto al sorgere del sole. Esperienza che ha contribuito a consolidare la profondità delle mie pratiche meditative. Condivido con voi uno dei suoi pensieri, augurandovi che sia d’ispirazione per le vostre pratiche yogiche.

“Chi decide di lavorare per il bene di tutta l’umanità non deve mai chiedersi se riuscirà o fallirà, poichè questa domanda, che introduce in lui un dubbio, lo frena nel suo slancio. Egli deve lavorare, tutto quì. Anche la storia ci insegna che non si può esprimere un giudizio sul valore degli esseri prendendo come unico criterio i loro successi o i loro fallimenti. Quelli che hanno avuto successo, non necessariamente sono i più grandi, così come non sono di minore levatura coloro che hanno fallito.

Ogni creatura viene sulla terra con una missione ben precisa e spesso coloro che sono incaricati delle missioni più grandiose, sono destinati a fallire, almeno in apparenza. Tuttavia essi hanno preparato il terreno – ed è questo il compito più difficile – per altri che riusciranno. Allora, quelli che raggiungono i propri obiettivi non dimentichino che devono quel successo agli sforzi e ai sacrifici di coloro che li hanno preceduti”.

Mahashivaratri

Riporto integralmente l’articolo sulla notte di Mahashivaratri scritto dagli amici del blog passoinindia. Chi ama l’India non può non iscriversi alle news di questo blog, dove escono molto spesso degli articoli ben redatti. Buona lettura e godetevi le foto!

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 Mahashivratri, (altrimenti detto Shivratri o “grande notte di Shiva) è il nome della festa, che quest’anno cade oggi, 10 marzo, molto importante per gli induisti, dedicata a Shiva, una delle divinità indu che formano la Trinità (Vishnu, Brahma, Shiva). Sono varie le storie mitologiche cui si attribuisce l’origine di questa festa. Una delle leggende più popolari racconta che Shivaratri è il giorno in cui Shiva e Parvati si sono uniti in matrimonio e pertanto questa festa è una celebrazione della loro unione divina; un’altra, che Lord Shiva abbia eseguito in questa notte la Tandava, ovvero la danza che descrive la primordiale creazione, conservazione e distruzione dell’universo; un’altra ancora, secondo i Veda, racconta che in questa notte Shiva si sarebbe manifestato per la prima volta sotto forma di Linga (Lingum) (fallo) per rendere l’uomo consapevole della presenza di un tempo eterno, senza inizio né fine. Una delle storie più popolari racconta che i Deva (gli dei) e gli Ashuras (demoni), si unirono per tirare fuori l’ Amrita (il nettare dell’immortalità) dall’oceano ma invece ne venne fuori un piatto di veleno, l’ Halahala, in grado di distruggere l’intero universo. Poiché sia gli dei che i demoni non erano in grado di gestire questo veleno, chiesero l’ aiuto di Brahma che si consultò con Vishnu il quale disse che Shiva era l’unico che poteva digerire il veleno ed eliminare la sua capacità distruttiva. Così Shiva bevve l’ Halahala e Parvati che era a conoscenza di quanto stava per fare il marito, cercò di fermarlo stringendogli il collo. Il veleno era così potente che il collo di Shiva divenne blu. Ecco perché Shiva viene rappresentato con questo aspetto. Il giorno in cui Shiva bevve Halahala viene appunto commemorato come Maha Shivaratri.

Molti induisti celebrano la festa bagnandosi nelle acque sacre, digiunando tutto il giorno e pregando tutta la notte; il digiuno viene rotto la mattina seguente, mangiando il prasad offerto al dio. Durante le celebrazioni si recitano Mantra sacri e si canta l’Om Namah Shivaja, si ascoltano kirtan e bhajan (canti religiosi) organizzati nei templi; si offrono alla divinità latte, bastoncini di incenso, fiori, foglie e frutti. Si cosparge il “fallo” di cenere, miele, ghee (burro), yogurt, pasta di sandalo, gangaajal (acqua santa) e acqua di rose. Perché Shiva rimetterà loro tutti i peccati.

In questa festa le donne sposate pregano per la fortuna e longevità del loro marito e quelle nubili pregano di avere un marito buono come Shiva.

Tra i vari santuari meta di pellegrinaggio vi è Amarnath a circa 140 km. da Srinagar (nello stato di Jammu e Kashmir), circondato da un affascinante paesaggio montano innevato.

Per vedere alcune foto: http://www.huffingtonpost.com/2013/03/10/maha-shivaratri-2013-the-great-night-of-lord-shiva-photos-bhajans_n_2846731.html#slide=2201826

Gabriel Garcia Marquez: il pupazzo

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GABRIEL GARCIA MARQUEZ

 Vi raccomando la sua lettura perche è veramente commovente.

IL PUPAZZO

” Se Dio, per un istante, dimenticasse che sono un pupazzetto di stoffa e mi donasse un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma in fin dei conti, penserei tutto quello che dico.

Darei valore alle cose non per quanto valgono, ma per quello che esprimono .

Dormirei poco, sognerei di più, capendo che per ogni minuto in cui chiudiamo gli occhi perdiamo sessanta secondi di luce.
Andrei quando gli altri si fermano, mi risveglierei quando gli altri si coricano.
Ascolterei quando gli altri parlano e… come saprei godermi un buon gelato al cioccolato!

Se Dio mi facesse dono di un ritaglio di vita vestirei senza fronzoli, mi butterei di pancia al sole, lasciando scoperto non solo il mio corpo, ma pure la mia anima.

Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e attenderei così l’arrivo del sole.
Dipingerei con un sogno di Van Gogh, sulle stelle, una poesia di Benedetti; e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Annaffierei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine, e l’incarnato bacio di quei petali…

Dio mio, se io avessi uno scampolo di vita…
Non lascerei passare un solo giorno senza dire alla gente che amo, che la amo. Ad ogni donna e ad ogni uomo farei capire che sono loro i miei prescelti e vivrei innamorato dell’amore.

Agli uomini dimostrerei che sbagliano quando pensano che uno smette di innamorarsi perché invecchia, ignorando che uno invecchia proprio perché ha smesso di innamorarsi!
A un bambino darei le ali, ma lascerei che da solo imparasse a volare.
Ai vecchi insegnerei che la morte non è fatta di vecchiaia, ma di oblio.

Tante cose ho imparato, da voi uomini…
Ho imparato che tutti quanti vogliono vivere sulla cima della montagna, senza capire che la vera felicità sta nel modo di salire quel pendio.
Ho imparato che quando un neonato afferra col suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo fa per sempre.

Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro uomo dall’alto in basso soltanto quando si appresta ad aiutarlo a rialzarsi.
Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma in verità di poco mi serviranno, perché quando mi metteranno dentro quella valigia starò, infelicemente, già morendo.

Dì sempre quel che senti e fa quello che pensi.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedrò dormire, ti abbraccerei forte e chiederei al Signore di poter essere il guardiano della tua anima.
Se sapessi che è questa l’ultima volta che ti vedrò uscire da quella porta, ti darei un abbraccio, un bacio e ti chiamerei poi indietro per continuare a darteli.
Se sapessi che questa è l’ultima volta che sentirò la tua voce, registrerei ognuna delle tue parole per poter ascoltarle una e un’altra volta, all’infinito.
Se sapessi che sono questi gli ultimi minuti che mi restano per guardarti, ti direi “ti amo”, senza pensare, scioccamente, che tu lo sai da sempre.

C’è sempre un domani e la vita di solito ci offre la possibilità di rifare ogni cosa per bene, ma se mi sbagliassi e l’oggi fosse tutto quanto ci rimane, mi piacerebbe dirti questo, che ti amo, e che non mi riuscirà di dimenticarti.

Nessuno, vecchio o giovane, ha il domani assicurato. Oggi potrebbe essere l’ultima volta che vedi coloro che contano per te.
Per questo non aspettare, fallo ora , perchè se quel domani infine non arriva, rimpiangerai il giorno in cui non trovasti il tempo di un sorriso, un abbraccio, un bacio; troppo occupato per concedere alla vita la sua ultima grazia.
Tieni coloro che ami vicino al cuore, sussurragli all’orecchio che hai bisogno di loro, amali, trattali bene, e trova del tempo per dire “mi dispiace”, “scusami”, “ per favore”, “grazie” , voglio dire, tutte quelle parole d’amore che hai in grembo.

Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi la forza e la saggezza per esprimerli. Dimostra ai tuoi amici quanto tieni a loro”.

E’ un invito a riflettere su tutto quello che possiamo apprendere dalla nostra esperienza terrena. E’ un invito a utilizzare il tempo che abbiamo e a non sprecarlo. Fatelo girare, stampatelo e mettetelo su un posto a portata di sguardo, leggetelo più e più volte, imparatelo a memoria perché la vita, come dice un canto vaishnava, “è come una goccia d’acqua che scivola leggera su una foglia di loto”. Un attimo…