Aurobindo: dall’uomo al Divino

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“Quando passeremo oltre la comprensione, avremo la Conoscenza. La ragione fu l’aiuto, la ragione è l’ostacolo.

Quando passeremo oltre la volontà, avremo il Potere. Lo sforzo fu l’aiuto, lo sforzo è l’ostacolo.

Quando passeremo oltre i piaceri, avremo la Beatitudine. Il desiderio fu l’aiuto, il desiderio è l’ostacolo.

Quando passeremo oltre l’individuo, saremo vere Persone. L’ego fu l’aiuto, l’ego è l’ostacolo.

Quando passeremo oltre l’umanità, saremo l’Uomo. L’animale fu l’aiuto, l’animale è l’ostacolo.

Trasforma la ragione in un’intuizione ordinata; che tutto in te sia luce. Questa è la tua mèta.

Trasforma lo sforzo in un flusso uniforme e sovrano di forza d’animo; che tutto in te sia forza cosciente. Questa è la tua meta.

Trasforma il piacere in un’estasi uniforme senza oggetto; che tutto in te sia felicità.Questa è la tua mèta.

Trasforma l’individuo diviso nella personalità cosmica; che tutto in te sia divino. Questa è la tua mèta.

Trasforma l’animale nel mandriano; che tutto in te sia Krishna.
Questa è la tua mèta”.

Aurobindo

Einstein, yogi dell’era atomica

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Ancora una volta le parole di questo moderno yogi risuonando come eco senza tempo nel nostro Cuore, ci guidano lungo il sentiero della nostra esistenza spesso irto di ostacoli. Ognuno di noi incontrerà prove e resistenze nella vita, ma saranno il balsamo della mano dell’Universo che in quell’attimo ci benedice per portarci più in alto. Il lottare per trasformarsi è già un inizio di trasformazione.

“La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza.

L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.

Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

Albert Einstein

Meditation

Pezzo meditativo del miglior Oliver Shanty & friends, gruppo musicale che ha ha accompagnato le pratiche yoga della mia generazione, cullata dalle loro ispiranti melodie. Propongo questo piccolo break come spunto di riflessione sulla bellezza eloquente della Natura.

Amore, dono del Cuore

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Parole senza tempo quelle del Maestro Aivanhov. La questione di come amare è un dilemma che esiste con l’uomo, una sorta di kohan che ha sempre dato motivo di riflessione a intere generazioni e sul quale fiumi d’inchiostro sono stati versati. Spesso vivere l’Amore in modo semplice e spontaneo  è molto più facile di quel che immaginiamo. Basta lasciarlo scorrere come ruscello mormorante dal proprio Cuore, dissetare coloro con i quali condividiamo la quotidianità, creare un’oasi di pace nel nostro ambiente dove, all’ombra di questa quiete, poter udire la voce della propria anima. Non è difficile, ognuno di noi può dare un contributo per rendere il proprio ruscello del Cuore sempre più ricco di acqua preziosa.
“Se cercate l’amore è perché non lo trovate. Direte: «Ma io ho bisogno d’amore! Come lo troverò allora, se non lo cerco?» Se volete veramente trovare l’amore, amate, e cessate di cercarlo. Vedrete, sarà lui a perseguitarvi, e anche se voi ve ne voleste disfare, non ci riuscireste: lo caccerete dalla porta, e lui rientrerà dalla finestra! Sì, quando non cercate più l’amore, poiché vi siete decisi ad amare, esso si presenta; ma più lo cercate, più si allontana. È come se rincorreste la vostra ombra: essa fugge davanti a voi, non potete raggiungerla. Cercando l’amore degli altri, vi concentrate su qualche cosa di esteriore a voi; vi allontanate dunque dal tesoro che possedete in voi stessi e finite per perderlo. È così. Allora, invece di cercare l’amore, donatelo, rinnovatelo senza sosta in voi e vi sentirete sempre abitati dalla sua presenza: esso sarà tutto il tempo là a sorridervi, a guardarvi gentilmente.”

Servire Dio nel prossimo

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Meditare in silenzio con la più grande devozione, è una forma di meditazione. Cercare di dedicare il lavoro a Dio o al mondo, è un’altra forma di meditazione che chiamiamo manifestazione. In quel momento stiamo servendo la divinità nell’umanità. Per servire efficacemente la divinità nell’umanità, dobbiamo sentire consciamente la presenza di Dio in coloro che serviamo.

Quando parliamo con qualcuno, dobbiamo sentire che stiamo parlando alla divinità dentro quella persona, altrimenti, se aiutiamo semplicemente qualcuno nel nostro proprio modo, senza alcun sentimento consapevole di dedizione al Supremo, la nostra azione non può essere considerata una forma di manifestazione o di meditazione in azione. Se preghiamo e meditiamo sentiremo che Dio è presente in tutti, che Egli è una realtà vivente.

Dio è ovunque ed in ogni cosa, è vero, ma se preghiamo e meditiamo, questa convinzione mentale diviene per noi una verità, viva e reale. In quel momento serviremo consciamente ogni persona, precisamente perché sapremo e sentiremo che Dio è in tutti. Se non vediamo Dio, la verità, oppure la luce nelle nostre azioni, la nostra mente fisica potrebbe non sentirsi convinta del valore delle cose che stiamo facendo.

Oggi serviremo qualcuno e domani diremo: “Oh, è così sciocco! Non ha aspirazione, nessuna buona qualità! Perché dovrei servirlo?”. Se guardiamo una persona, senza la preghiera e la meditazione, separeremo la persona dall’anima. Ma se preghiamo e meditiamo, vedremo l’anima, la divinità dentro ogni persona e cercheremo di portare alla luce questa divinità. Se preghiamo e meditiamo, il nostro lavoro sarà un servizio dedicato, che ci aiuterà a fare progresso spirituale.

Ci sono molte persone che lavorano quindici, sedici ore al giorno, ma la loro azione non è servizio dedicato; esse lavorano meccanicamente, solo per fare soldi e aver cura delle loro responsabilità esteriori. Ma se desideriamo veramente dedicare la nostra vita a Dio e al genere umano, la preghiera e la meditazione ci permetteranno di farlo”.

SRI CHINMOY