La pratica interiore dello yoga

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“Programmate la vostra vita. Progettate la vostra routine spirituale. Attenetevi a essa con metodo e regolarità Applicatevi con diligenza. Non sprecate minuti preziosi. La vita è breve e il tempo è fugace. Quel domani non arriverà mai. Ora o mai più. Alzatevi con questo proposito:  – Diventerò uno yogi in questa stessa vita, in questo stesso istante – . Praticate lo yoga sadhana o abhyasa con rigore e costanza. Se siete veramente sinceri nella vostra pratica, se nella vostra mente esercitate il vairagya, o assenza di desideri, e aspirate alla liberazione, raggiungerete lo scopo della perfezione entro sei anni. Non c’è alcun dubbio al riguardo.”

Fonte: Swami Sivananda

Il mantra 3

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Prosegue il nostro affascinante itinerario lungo le vie del mantra yoga. Abbiamo spiegato nei post precedenti, “Il mantra 1” e “Il mantra 2”, come il suono abbia un effetto specifico sulla nostra mente e come scenda in profondità nel nostro inconscio. La filosofia dello yoga divide la mente in Manas, Chitta, Buddhi e Ahamkara, ognuna con una particolarità e funzioni di cui ci occuperemo più avanti.

E’ interessante notare che nell’antica tradizione vedica l’essere umano è concepito come entità pensante più che corporea, e come questo sia stato trasportato nelle radici linguistiche indo-europee: man (manas) in inglese indica uomo, così come woman (notate la radice man-as ) indica donna. La “parte” di mente di cui andremo ad occuparci è la Chitta, fonte di ogni nostro problema interiore.

Patanjali nel primo degli Yoga Sutra dice : “Yoga chitta vritti nirodha”, e cioè lo yoga quieta (nirodha) i vortici mentali (vritti) della mente (chitta). Noi concepiamo della mente come un procedimento di pensiero, ma secondo il Tantra è proprio il contrario. Pensiero e sensazioni (vritti) sono espressioni della mente (chitta) e non la mente stessa. Le onde dell’oceano sono una manifestazione dell’oceano, una sua espressione, e non l’oceano stesso. Per cui la rabbia, la passione, la cupidigia, l’orgoglio, la gelosia, l’attaccamento, l’amore, la memoria e sono tutte vritti (vortici senza fine) che danno origine a Chitta (la mente-scimmia agitata). Quando i vritti vengono resi quieti dalla pratica del mantra, Chitta semplicemente scompare…

Quando noi dissociamo la mente dai sensi aumenta la nostra consapevolezza interiore. La mente può essere rivolta al di fuori sperimentando attraverso i cinque organi di senso il mondo esterno: le esperienze sensoriali sono in effetti un gioco esteriore della mente. Ma quando la mente è portata all’interno (pratyahara) ritirata dai cinque sensi esiste solo la consapevolezza interna. Il mantra favorisce questo processo di ritiro della mente dai telefoni sensoriali, disconnettendoli e dissolvendo ogni vritti che dà origine alla mente agitata (Chitta), sviluppando quindi una “consapevolezza concentrata” (Pratyahara).

Come liberarsi da queste interferenze dei vritti? E’ la domanda che si sono posti da gli yogi di ogni epoca e paese: vedremo come le tecniche di pacificazione della mente non sono esclusivo appannaggio dello yoga ma come hanno impegnato l’umanità intera nel tentativo di portare sollievo all’agitazione interiore. Quando ripetiamo un mantra questa pratica viene denominata “japa”. Nel japa facciamo uno sforzo cosciente per dare continuità alla ripetizione del mantra. Ripetere il mantra in forma udibile richiede il suono come tramite. Usando il suono fisico, udibile, permettiamo alle vritti di dissolversi e alla mente di quietarsi.

Ai principianti è consigliata la pratica del mantra in forma udibile, in quanto la loro mente è più agitata. Per allievi con più esperienza si utilizzano metodologie differenti, perché la loro mente è più stabile. Una volta che la ripetizione udibile del mantra porta l’allievo verso una certa stabilità, il mantra verrà ripetuto sussurrandolo, poi sincronizzandolo col respiro e infine ripetendolo mentalmente. Ad ogni stadio mentale dell’allievo corrisponde una fase di pratica. Quanto più silenziosamente viene ripetuto, tanto più il mantra diviene potente perché acquisisce forza. Qualsiasi cosa di silenzioso ha un grande potere dinamico e il mantra vibrato silenziosamente ha un immenso potere.

Continueremo questo discorso nei prossimi post, esaminando diverse modalità di vibrare un mantra e gli effetti che ha sulla mente: la pratica del mantra porta una grande trasformazione negli stati mentali, riarmonizzandoli.

Sii sempre una sorgente!

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“Anche se otterrete solo indifferenza o ingratitudine, non cessate mai di amare e di fare del bene. Poiché l’amore in voi è una sorgente, se decidete di impedirle di sgorgare sarete innanzi tutto voi a inaridirvi….
Certamente a quel punto nessuno potrà abusare di voi, deludervi, ma l’acqua della vostra sorgente spirituale non sgorgherà più e perderete la vita. Sì, poiché quando lasciate prosciugare la vostra sorgente, il mondo divino si chiude e diventate poveri e vuoti.
Che le persone lo meritino o no, lasciate almeno fluire in voi la sorgente dell’amore. Direte: «Sì, ma non meritano che li ami, non è giusto!» Non preoccupatevi tanto di ciò che è giusto o ingiusto: praticate quell’ingiustizia che è l’amore, altrimenti diventerete un deserto! “
Fonte: Omraam Mikhaël Aïvanhov

Corso di yoga rigenerante

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Da lunedì 7 ottobre è iniziato al centro yoga Surya il corso di yoga rigenerante. Il corso si terrà il lunedi dalle 17 alle 18 e comprenderà una combinazione di asana ristorative ogni volta diversa, con una seduta di training autogeno finale di rilassamento. Spesso la nostra vita è fatta di molte ore di lavoro  e, sebbene di notte dormiamo, raramente ci prendiamo delle pause di riposo dove dare ristoro al corpo e rilassarci profondamente e completamente. Tutti gli organi interni traggono beneficio nel rilassamento profondo che si produce durante una seduta di yoga rigenerante. Alcuni degli effetti riscontrati sono il riequilibrio della pressione del sangue, la riduzione dei livelli di glicemia e dei trigliceridi, l’incremento dei livelli del “colesterolo buono”, così come il miglioramento della digestione, dell’eliminazione, la riduzione delle tensioni muscolari, la scomparsa dell’ insonnia e del senso di fatica cronica. La pratica dello yoga è un atto di gentilezza verso sé stessi: è creare spazio all’interno del nostro corpo per creare spazio nella nostra mente.

Per info. chiamare al 3472663490.

Il Mantra 2

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Continua il viaggio nel mondo del mantra e dei suoi antichi misteri. Nella filosofia tantrica il mantra è una forza che può essere utilizzata per risvegliare la coscienza del praticante. La base del mantra è il suono, che si manifesta da grossolano a sottile. Nel cosmo esistono onde sonore lente, medie e veloci. Noi possiamo percepire le onde medie, mentre le onde lente e veloci sono al di  fuori dalle nostre percezioni uditive.

Quando si produce vocalmente il suono di un mantra esso ha un grado di frequenza media: è un suono percettibile o grossolano. Ma quando il mantra viene intonato silenziosamente esso ha un’alta intensità di frequenza, più veloce, e diviene suono impercettibile o suono sottile. Il mantra ha così un’azione sul mondo fisico e sulla sostanza mentale. Quando si produce un suono e se ne accelera la frequenza si produce un effetto sullo stato di coscienza.

Se prendete un sasso e lo gettate in uno stagno calmo a tranquillo, l’impatto con la superfice dell’acqua genera delle increspature che espandendosi formano dei cerchi sempre più larghi, a secondo del peso del sasso e dell’energia di chi lo lancia. Allo stesso modo quando si ripete un mantra il suono colpisce l’omogeneità della coscienza, creando delle increspature che aiutano la mente a rilassarsi e ad espandersi. Il suono del mantra crea delle vibrazioni nella mente.

Quando la mente diviene calma, rilassata e concentrata queste vibrazione create dal suono del mantra rompono le barriere che dividono la mente individuale, l’ego, dalla mente universale. Sono queste barriere che danno il falso senso di separazione dagli altri individui e non fanno percepire l’interconnessione che esiste tra ogni essere senziente.

Ecco perché lo yoga con le sue sperimentate modalità, crea spazio all’interno del corpo per creare spazio ed espansione all’interno della mente. Con una mente quieta e ben concentrata è allora possibile la ricerca interiore attraverso la meditazione, ricerca che lo yoga chiama “Atma-vichara“, o esplorazione (auto-indagine) dell’Anima.

Il musicista e fisico tedesco Ernst Chladni osservò nel XVIII secolo che i modi di vibrazione di una membrana, o di una lastra, possono essere visualizzati cospargendo la superficie vibrante con polvere sottile (ad esempio polvere di licopodio, o anche semplice farina o sabbia fine). La polvere, infatti, si sposta per effetto della vibrazione e si accumula progressivamente nei punti della superficie in cui la vibrazione è nulla. Nel caso di una vibrazione stazionaria, questi punti formano un reticolo di linee, dette linee nodali del modo di vibrazione. I modi normali di vibrazione, e il reticolo di linee nodali associato a ciascuno di questi, sono completamente determinati (per una superficie con caratteristiche meccaniche omogenee) dalla forma geometrica della superficie e dal modo in cui la superficie è vincolata. Sollecitando in modi diversi la vibrazione della superficie si eccitano modi normali differenti, e quindi si osservano di volta in volta solo alcuni degli infiniti reticoli nodali propri del corpo vibrante.

Nel 1967 il medico svizzero Hans Jenny, seguace delle dottrine antroposofiche di Rudolf Steiner, ha pubblicato il primo di due volumi intitolati Kymatic, nel quale – traendo ispirazione dalle esperienze di Chladni – ha sostenuto l’esistenza di un sottile potere attraverso il quale il suono struttura la materia. Nei suoi esperimenti egli poneva sabbia, polvere e fluidi su un piatto metallico collegato ad un oscillatore che produceva un ampio spettro di frequenze. La sabbia o le altre sostanze si organizzavano in diverse strutture caratterizzate da forme geometriche tipiche della frequenza della vibrazione emessa dall’oscillatore.

Secondo Jenny queste strutture, che ricordano i mandala ed altre forme ricorrenti in natura, sarebbero la manifestazione della forza invisibile del campo vibrazionale ed ogni forma conterrebbe le informazioni sulle vibrazioni che l’hanno generata.

Hans Jenny fu particolarmente impressionato da un’osservazione: imponendo una vocalizzazione in antico sanscrito come l’OM (Aum) (conosciuto dagli induisti e buddhisti come il suono della creazione e corrispondente al Verbo, al Logos della Bibbia occidentale) la polvere di licopodio rispondeva alle vibrazioni sonore generando un cerchio con un punto centrale, simbolo con il quale antiche popolazioni indiane rappresentavano lo stesso mantra OM (Aum). Non per nulla Pitagora aveva già intuito e sosteneva che “la geometria delle forme è musica solidificata“..

In effetti, per una lastra di forma circolare, appoggiata nel centro (oppure al bordo, o comunque in un insieme di punti dotato di simmetria centrale), i reticoli nodali dei modi di vibrazione presentano tutti una qualche simmetria centrale: quindi l’osservazione di Jenny è perfettamente coerente con proprietà matematiche ben note. Dal punto di vista fisico-matematico, tuttavia, la forma dei reticoli nodali è predeterminata dalla forma del corpo posto in vibrazione (nel caso di onde acustiche in un gas, dalla forma della cavità in cui il gas è contenuto). L’onda sonora incidente, pertanto, non influenza affatto la forma del corpo vibrante né la forma dei reticoli nodali: l’unica cosa che cambia per effetto della vibrazione è la disposizione della sabbia di cui il corpo è stato cosparso. L’immagine formata dalla sabbia, a sua volta, è influenzata dallo spettro di frequenze della vibrazione incidente solo in quanto ogni modo di vibrazione è caratterizzato da una specifica frequenza: pertanto, dallo spettro del segnale che eccita la vibrazione dipende quali reticoli nodali siano effettivamente visualizzati.I fenomeni fisici coinvolti nella formazione delle figure di Chladni sono perfettamente spiegati dalla fisica classica.

Come vedete, cari amici dello yoga, il viaggio attraverso il mondo del mantra è lungo e abbiamo appena cominciato a lambirne alcune sponde. Seguitemi in questo itinerario che, toccando anche le tematiche della scienza moderna, vi farà meglio comprendere la bellezza del praticare lo yoga e ancor di più vi farà comprendere quella magica e antica terra che gli diede i natali: l’India.
Fonti: IL MANTRA – Satyananda Paramahansa – Satyananda  Ashram