Modellarsi all’interno

5858_4896465699495_342202087_n[1]
Voglio pubblicare questo pensiero del Maestro Aivanhov riguardo all’atteggiamento da usare nei riguardi delle prove della vita. Scrivetemi le vostre impressioni commentando.
LAVORO DELLO SPIRITO SULLA MATERIA : ogni ostacolo ce ne fornisce l’occasione.
“L’essere umano giunge su questa terra per lavorare sulla materia, la sua materia fisica, ma anche e soprattutto la sua materia psichica. Tale idea non deve mai abbandonare chiunque aspiri a vivere la vita spirituale. A ogni ostacolo, a ogni prova che si incontra, invece di lamentarsi e scoraggiarsi, si deve cercare di mobilitare tutte le facoltà ricevute dal Creatore, per poter fare ogni volta un ulteriore passo verso il cammino della luce. Vivere la vita spirituale è la preoccupazione di ogni istante. Non dobbiamo mai essere soddisfatti di ciò che siamo, ma dobbiamo mettere all’opera il nostro intelletto, il nostro cuore e la nostra volontà per eliminare ciò che in noi rimane ancora oscuro, disarmonico, e attirare le particelle più pure. Così, a poco a poco, tutto il nostro essere vibra in modo diverso, la nostra struttura eterica si modifica, ci vengono date nuove possibilità e le gioie più sottili giungono a visitarci.”

La vera preghiera

images[7]

La vera preghiera – Amma

“Non siamo isole separate ma tutti anelli della stessa catena. Tutte le nostre azioni – sia che siano fatte intenzionalmente o involontariamente – hanno un effetto sugli altri. Se aspettiamo di cambiare finché gli altri non cambiano per primi, non ci sarà mai nessun cambiamento. Ma se siamo pronti a cambiare per primi, ciò determinerà anche un cambiamento negli altri.
  Ci sono nella vita certe situazioni che assolutamente non possono cambiare. Ma indipendentemente dalla situazione abbiamo sempre la libertà di scegliere come reagire. Se abbiamo l’attitudine corretta, potremo progredire senza fallire, non importa quanto difficile la situazione possa essere. Se abbiamo l’atteggiamento di abbandono, capiremo che nella vita non c’è niente da rifiutare. Saremo solo disponibili ad accettare. Se le piante riescono a crescere dal concime e dare in cambio dei fiori profumati, se la civetta e il mosco (cervo) possono diffondere dolci profumi, perché non possiamo noi trasformare le nostre vite in fiori che siano eternamente pieni e profumati? Perché non possiamo diventare come degli arcobaleni che non svaniscano, che rechino sempre gioia a tutti?
I nostri Rishi ci insegnarono a amare e servire il mondo, vedendo ogni cosa come Dio. Il vero servizio è il potere che sostiene questo mondo. Quando gli esseri umani servono la natura, la natura serve gli esseri umani. Quando gli esseri umani servono la flora e la fauna, queste servono il genere umano in cambio. Nella vita, dovremmo avere l’attitudine di cercare di capire e rispettare i sentimenti degli altri. Tramite il servizio disinteressato, potremmo costruire un ponte di amore che ci porta verso tutti gli altri.
La vera preghiera è asciugare le lacrime di chi è addolorato. Se per chi soffre non ci fosse una spalla su cui appoggiare il capo, l’oscurità sarebbe massima.
Una volta le differenti parti del corpo stavano discutendo su chi fosse la più importante. La mano disse: “Se non fossi qui a fare tutto il duro lavoro, come potreste mangiare tutti voi?” Gli occhi dissero: “Se non fosse per me, anche il più grande uomo cadrebbe in ogni buco o fossato.” La lingua disse: “Dopo la morte del corpo, tutti voi non esistete più. Rimarranno solo le parole che io ho detto.” La discussione continuò in questo modo finché non divenne una gigantesca lite. In fine dovettero portare il dibattito da Dio.
Dio disse: “Tutti voi siete certamente molto importanti. Tuttavia, la parte più importante è la spalla.”
Tutte le parti del corpo erano stupefatte. “La spalla? Non ha neppure menzionato nessuna delle sue abilità quando discutevamo! Come hai potuto improvvisamente dire che la consideri la più grande?”
Dio disse, “Quando una persona piange, il solo posto dove può appoggiare il capo è sulla spalla di qualcuno. La spalla è la più grande perché dà conforto a chi soffre.” 
Preghiamo insieme per la pace di tutti gli esseri della creazione”.
18 Dicembre 2005, Amritapuri

 

Ricominciare a fluire

imagesCA6KVYC6

Esperienze di meditazione all’alba                

   Questa poesia è tratta dall’opera senza tempo di Kalhil Gibran “Il Profeta”. Questo poeta-veggente mediorientale descrive con un rapido affresco in versi quel che un praticante di yoga incontra quando si inoltra sui sentieri dell’ottuplice via di Patanjali. Attraverso le pratiche del pranayama, il prana viene controllato e ricondotto all’interno della colonna vertebrale. La mente allora diviene calma e pacifica, permettendo ai praticanti di accedere gradatamente alla concentrazione dei pensieri e successivamente agli stati meditativi più profondi. La meditazione è paragonabile allo scorrere di un filo di olio da un recipiente all’altro – dal sé al Sé – ininterrotto, continuo, armonioso, dove nell’Eterno Presente la coscienza “ricomincia a fluire”. Nel l’ora del Brahmamurta l’etere è carico dell’energia di migliaia di praticanti che si mettono laboriosamente all’opera nelle loro “officine interne”. Gibran la chiama preghiera, ma è lo stesso sentiero senza tempo che da migliaia di anni calca ogni viandante dei sentieri dell’anima. Raccontatemi la vostra esperienza, condividendola sul web con tutti noi.

 

 

Allora una sacerdotessa disse: Parlaci della Preghiera. E lui rispose dicendo: Voi pregate nell’angoscia e nel bisogno, ma dovreste pregare anche nella pienezza della gioia e nei giorni dell’abbondanza. Perché non è forse la preghiera l’espansione di voi stessi nell’etere vivente? Se riversare la vostra notte nello spazio vi conforta, è gioia anche esprimere l’alba del vostro cuore.

E se non potete fare a meno di piangere quando l’anima vi chiama alla preghiera, essa dovrebbe spingervi sempre e ancora al sorriso. Pregando vi innalzate sino a incontrare nell’aria coloro che pregano nello stesso istante, e non potete incontrarli che nella preghiera. Perciò la visita a questo tempio invisibile non sia altro che estasi e dolce comunione.       Giacche se entrate nel tempio soltanto per chiedere, voi non avrete. E se entrate per umiliarvi, non sarete innalzati. O se entrate a supplicare per il bene altrui, non sarete ascoltati. Entrare nel tempio invisibile è sufficiente.           

Con la parola io non posso insegnarvi a pregare. Dio non ascolta le vostre parole, se non le pronuncia egli stesso attraverso le vostre labbra. E io non posso insegnarvi la preghiera dei monti, dei mari e delle foreste. Ma voi, nati dalle foreste, dai monti e dai mari, potete scoprire le loro preghiere nel vostro cuore.

E se solo tendete l’orecchio nella quiete della notte, udrete nel silenzio: ” Dio nostro, ala di noi stessi, noi vogliamo secondo la tua volontà. Desideriamo secondo il tuo desiderio. Il tuo impero trasforma le nostre notti, che sono le tue notti, in giorni che sono i tuoi giorni. Nulla possiamo chiederti, perché tu conosci i nostri bisogni prima ancora che nascano in noi. Tu sei il nostro bisogno, e nel donarci più di te stesso, tutto ci doni”.

Imparare dal vento

onda[1]

Dove la mente non conosce paura e la testa si tiene alta; dove il sapere è libero;

dove il mondo non è ridotto in frammenti da anguste pareti domestiche;

dove le parole sgorgano dalle profondità del vero;

dove un instancabile impegno protende le braccia verso la perfezione;

dove il limpido ruscello della ragione non s’è perduto nelle monotone deserte sabbie di stanche abitudini;

dove la mente è da Te condotta a un pensare e a un agire sempre più vasti … Sotto tal cielo di libertà, Padre mio, fa che il mio popolo si desti.

Rabindranath Tagore

Respirando l’alba

540276_10151141406966672_1314225615_n[1]

Ricercando sul web ho trovato un blog interessante e pieno di molti spunti di riflessione, www.pomodorozen.com,  da visitare e dal quale ho postato questo articolo che sottopongo alla vostra attenzione. Molto spesso ai miei studenti di yoga dico di svegliarsi poco prima dell’alba per assistere al glorioso levar del sole. E’ uno spettacolo che se non viene vissuto in prima persona, difficilmente può essere compreso. A quell’ora il silenzio “parla” al nostro cuore, e racconta della grande legge del Dharma attraverso i suoni della Natura vivente. Questa fase del giorno viene chiamata dagli yogi Brahmamuhurta ed è il periodo migliore per il pranayama, la meditazione e il canto dei mantra, cose che vengono regolarmente svolte in India a quest’ora: chi è stato in India conosce ciò di cui parlo. Approfittate di quei momenti magici che l’Universo ci dona per “rimodellare” voi stessi ad immagine del vostro Sé interiore. A volte basta poco per iniziare e dopo…non si smette più! Raccontatemi le vostre esperienze perché incoraggeranno me e molti altri praticanti.

Meditazione e respirazione – Dalai Lama

Meditazione e respirazione – Dalai Lama

Certo la vita in Occidente è molto affannata e piena di distrazioni. Ma volendo, se ci si impegna, si riesce a ritagliare spazi per l’attività spirituale. Io dico sempre che, invece di fare lunghi weekend o le ore piccole per divertirsi, ci si può svegliare presto la mattina e godersi le emozioni della natura che si risveglia.

“In linea di massima, il respiro durante la meditazione viene utilizzato per calmare la mente e sviluppare pace interiore. Il primo passo da compiere per meditare è di eliminare le distrazioni e rendere la nostra mente più chiara e lucida. Scelto un posto tranquillo e seduti in una posizione confortevole (magari a gambe incrociate) con la schiena ritta, chiudiamo gli occhi e cominciamo a concentrare l’attenzione sul nostro respiro. Respiriamo naturalmente, preferibilmente attraverso le narici; cerchiamo di divenire consapevoli della sensazione del nostro respiro mentre entra ed esce dalle nostre narici. Questa sensazione è l’oggetto della meditazione. L’obiettivo è di concentrarsi completamente su di essa escludendo tutto il resto. All’inizio, la nostra mente sarà molto irrequieta e impegnata da tanti pensieri, e ci potrebbe sembrare che la meditazione la affolli ulteriormente; ma in realtà stiamo semplicemente divenendo maggiormente consapevoli di quanto sia stressata la nostra mente.

Saremo tentati di seguire i diversi pensieri che sorgeranno inconsciamente, ma dovremo resistere lasciandoli andare per la loro strada concentrandoci sulla sensazione del respiro. Se c’accorgiamo che la nostra mente s’è allontanata e sta seguendo i nostri pensieri, dovremmo immediatamente tornare a concentrarci sul respiro. Ripeteremo l’operazione tante volte quanto sarà necessario.Se continueremo pazientemente per questa strada, gradualmente le nostre distrazioni si faranno da parte e sperimenteremo un senso di pace interiore e rilassamento. La nostra mente sarà più lucida e pronta, conferendoci una sensazione di freschezza.

Quando il mare è agitato vengono a galla i sedimenti e l’acqua diviene torbida, ma non appena il vento si placa, il fango sparisce e l’acqua diviene cristallina. Allo stesso modo, quando l’altrimenti incessante flusso di pensieri viene calmato attraverso la concentrazione sul respiro, la nostra mente diviene insolitamente lucida e rilassata. Anche se questo tipo di meditazione è uno stadio solamente preliminare, può rivelarsi decisamente efficace, dimostrandoci che è possibile sperimentare pace interiore e soddisfazione semplicemente controllando la mente, senza dover minimamente dipendere dalle condizioni esterne.  Questa sensazione di benessere può essere di notevole aiuto per combattere le difficoltà della vita quotidiana.

Quasi tutto lo stress e la tensione che sperimentiamo normalmente proviene dalla nostra mente, e tale stress può aggravare molti problemi, in primis di salute. Facendo anche solo dieci-quindici minuti al giorno di respiro meditativo, saremo in grado di ridurre di molto tale stress.Le situazioni difficili ci appariranno più semplici da risolvere, ci sentiremo più rilassati e ben disposti verso gli altri, e dunque anche le nostre relazioni col prossimo miglioreranno”.

(Dalai Lama)