Non è che un sogno

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Dedico queste parole a mia figlia-gurubajini Laura, a ricordo delle numerose battaglie combattute fianco a fianco come gli opliti spartani

“Ogni qualvolta sopraggiunge l’oscurità, asserisci la realtà e tutte le avversità spariranno. Perché, dopo tutto, non è che un sogno. Per quanto le difficoltà possano apparire insuperabili come montagne, per quanto le cose possano sembrare terribili e buie, esse non sono che Maya. Bando al timore. Affrontalo e sparirà. Schiaccialo e perirà. Non aver paura. Non pensare a quante volte sei caduto. Non importa: il tempo è infinito. Va’ avanti. Continua a riasserire la Realtà e la Luce dovrà venire…

Quando la paura ti assale sei perduto. È la paura la principale causa della sofferenza del mondo; è la paura la più grande di tutte le superstizioni; è la paura la causa delle nostre afflizioni; ed è l’impavidità che in un solo istante può manifestare il paradiso.

Sorgi, dunque, svegliati e non desistere fino a quando la meta non sia raggiunta. Solo su questa base – essere nel giusto e compiere azioni giuste – il mondo può raggiungere l’unità”.     

Fonte: Swami Vivekananda

Saper vedere

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“Perché credete che l’aiuto e il sostegno debbano giungervi unicamente nella forma che vi aspettate?
Quante possibilità vi si presentano!
Ma voi non le vedete, non volete vederle.
Sperate che una certa porta si apra davanti a voi, ma ecco che questa rimane chiusa…
Invece di lamentarvi davanti a quella porta, pensate che lì accanto ce ne può essere un’altra che si aprirà.
O forse è già aperta, ma voi non la vedete.
Vi aspettate la comprensione e l’aiuto di qualcuno, ma questi, oltre a non darveli, si mostra perfino sgradevole.
Ebbene, anziché lasciarvi offuscare da quella delusione, guardate un po’ meglio intorno a voi: vi sono sicuramente altre persone pronte ad aiutarvi.
Se rimanete troppo concentrati sulla vostra delusione, non vedrete gli amici che vi vengono incontro. È anche in questo senso che certe prove sono utili: obbligano a fare o a scoprire ciò che senza di esse non si farebbe o non si scoprirebbe.
Quante volte la vostra ostinazione vi ha impedito di uscire dalle vostre difficoltà! Perciò, d’ora in avanti, non rimanete a lamentarvi davanti a una porta chiusa, ma guardate meglio intorno a voi: se non è una porta, può darsi che vi sia una finestra aperta!”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Saggezza di Paramahansa Yogananda

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“Cercare felicità all’esterno di noi stessi è come cercare di prendere al laccio una nuvola. La felicità non una cosa della mente. Dev’essere vissuta. La libertà dell’uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole; essa non dipende da vittorie esterne, ma interne. Spesso noi continuiamo a soffrire senza fare uno sforzo per cambiare; ecco perché non troviamo pace durevole e appagamento.

Se noi perseverassimo, saremmo certamente capaci di superare tutte le difficoltà. Dobbiamo fare lo sforzo, perché possiamo passare dalla miseria alla felicità, dallo sconforto al coraggio. Se vuoi essere triste nessuno al mondo può renderti felice. Ma se decidi di essere felice nessuno e niente può toglierti la felicità!

Il mio maestro, Sri Yukteswar, diceva: “L’uomo ha chiuso a chiave la miniera della felicità, e corre dappertutto, elemosinando proprio la felicità. Come è sciocco, perché possiede l’intera riserva della gioia dentro di sé!

Paramahansa Yogananda

Intervista a B.K.S.Iyengar

Nove minuti di intima poesia nelle parole del grande maestro, che ci trasmette alcuni frammenti del suo vissuto e ciò che pensa della pratica dello yoga oggi. Come diede vita a questo affascinante sistema di studio, i personaggi famosi ai quali trasmise quest’arte, la fatica, il sudore, le speranze, i dubbi, la ricerca in questo campo che sembra non finire mai e continuamente si raffina. Nove minuti dove viene concentrata la storia di un’anima. Buona visione a voi tutti.

Quando non sarò più che un sogno

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“Vengo a voi per dirvi di Lui
e della via per chiuderlo nel vostro cuore
e della disciplina che porta la sua grazia. …

Per mezzo della mia mente che in silenzio vi parla,
io comunico con voi che mi avete chiesto di guidarvi alla
presenza del mio Amato
o vi parlo con un dolce sguardo espressivo
o con amore vi dico parole sommesse
o, in modo chiaro, vi induco a non allontanarvi da Lui.

Ma quando non sarò più che un ricordo
o un’immagine mentale, o una voce silente,
quando nessun richiamo terreno potrà mai rivelare
la mia dimora nello spazio inesplorato,
quando né lievi implorazioni, né duri, possenti comandi
vi porteranno la mia risposta,
sorriderò nella vostra mente quando sarete nel giusto
e quando avrete torto piangerò coi miei occhi
osservandovi nell’oscurità,
e piangerò coi vostri occhi, forse;
e, sussurrando, parlerò nella vostra coscienza
e ragionerò con voi attraverso la vostra ragione
e amerò tutti attraverso il vostro amore.

Quando non potrete più parlare con me,
leggete i miei Sussurri dall’Eternità;
attraverso di essi
vi parlerò eternamente.

Sconosciuto camminerò al vostro fianco
e vi proteggerò con braccia invisibili.
E non appena conoscerete il mio Amato
e udrete la Sua voce nel silenzio
voi conoscerete anche me in un modo tangibile,
più di quanto mi abbiate conosciuto su questo piano terrestre.

E, inoltre, quando non sarò più che un sogno per voi
verrò a ricordarvi che anche voi non siete altro
che un sogno del mio Celeste Amato,
e quando anche voi saprete di essere un sogno,
come lo so io ora,
saremo tutti per sempre desti in Lui.”

Fonte: Paramahansa Yogananda 
tratto da Sussurri dall’eternità