Il Mantra 1

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Questo post  parla del Mantra, del suo significato, della storia e significato dei vari mantra, dell’uso che se ne può fare e delle varie modalità di pratica. Tutto questo è chiamato Mantra Yoga, l’antica scienza vedica della ripetizione continua di un mantra. Questo sistema di yoga è contenuto nel Tantra Shastra, scrittura vedica antica come il mondo, dove il praticante utilizza le vibrazioni sonore per  risvegliare ed espandere la propria coscienza spirituale latente.

La scienza del Mantra Yoga non è limitata esclusivamente alla cultura vedica dell’India, ma la si può ritrovare  in ogni grande tradizione spirituale. Il concetto di “sangha”, il ritrovarsi assieme per cantare inni sacri alla Divinità ha sempre fatto parte delle antiche culture. Col tempo molte cose vennero omesse, tralasciate, dimenticate o addirittura considerate inutili, poiché le persone avevano perso il profondo senso e valore spirituale di queste pratiche.

In India invece gli yogi, i sannyasi, i santi di ogni tradizione e le caste brahminiche preservarono queste sacre informazioni in una raccolta tramandata sia oralmente, sia come documenti scritti: i Tantra Shastra. Percorreremo assieme un viaggio nel mondo di questa antica Vidya (conoscenza, sapere) che si snoderà attraverso vari post, illustrando nel percorso le principali tradizioni che hanno utilizzato i concetti di suono, canto, controllo della mente connessi con le pratiche spirituali partendo dal nostro luogo di origine: il bacino mediterraneo con la cultura ellenistica.

Nell’antica Grecia, il dio Apollo era la divinità della musica e della medicina.
Esistevano templi di guarigione che usavano la musica come forza principale per armonizzare corpo e spirito. Uno dei pensatori greci più lungimiranti che continua ad influenzare con il suo pensiero la nostra cultura è Pitagora, filosofo del VI secolo a.C., conosciuto al giorno d’oggi come il padre della geometria.
Fu anche il primo intellettuale occidentale a mettere in chiaro le relazioni tra gli intervalli musicali.


La chiave di questa scoperta fu uno strumento molto semplice chiamato
Monocorde, costituito da una sola corda tirata su una struttura in legno. Usando il monocorde, Pitagora riuscì a scoprire che la divisione musicale creata dall’uomo dava origine a determinati rapporti. Esaminando gli intervalli creati da questa divisione, Pitagora scoprì che tutti i rapporti numerici potevano essere espressi. Questi rapporti numerici, come 2:1, 3:2, 4:3, archetipi della forma,  erano dimostrazioni dell’armonia e dell’equilibrio che si potevano osservare in tutto il mondo.
Se, per esempio, una corda viene divisa in 2 parti uguali, la nota che essa produce è di un’ottava più alta della nota prodotta dalla corda intera. Le due parti uguali vibrano in un rapporto di 2 a 1(2:1). Se, poi, la corda viene divisa in 3 parti uguali, la corda vibra in un rapporto di 3 a 1(3:1). Quando la corda è divisa in 4 parti uguali, questa crea un rapporto di 4 a 1 (4:1).

Tornando ai rapporti sviluppati dalle corde armoniche, è evidente che la divisione della corda effettuata dall’uomo segue esattamente i rapporti delle serie armoniche.
È probabile che la nostra comprensione dei rapporti e del sistema matematico che li governa si basi sulle osservazioni di Pitagora in campo musicale. Si dice che abbia detto:
“Studiate il monocorde e scoprirete i segreti dell’universo”.
Dallo studio di un unica corda vibrante si potrebbero scoprire gli aspetti microcosmici della vibrazione sonora e, grazie a questo, si potrebbero studiare le leggi macroscopiche che regolano il cosmo.
Pitagora credeva che l’universo fosse un immenso monocorde, uno strumento con una sola corda tirata tra il cielo e la terra.
L’estremità superiore della corda era legata allo Spirito Assoluto, mentre l’estremità inferiore era legata alla materia assoluta.


Attraverso lo studio della musica come una scienza esatta è possibile conoscere tutti gli aspetti della natura. Egli applicò le sue leggi sugli intervalli armonici a tutti i fenomeni naturali, dimostrando la relazione armonica insita in elementi, pianeti e costellazioni.
Pitagora parlò di “
Musica delle Sfere“.
Pensava che i movimenti dei corpi celesti che si spostavano nell’universo producessero un suono. Questi suoni potevano essere percepiti da chi si era preparato con coscienza ad ascoltarli. La Musica delle Sfere poteva anche essere suonata negli intervalli delle corde pizzicate. Per Pitagora ed i suoi studenti la Musica delle Sfere era più di una metafora. Si diceva che il maestro greco fosse in grado di sentire i suoni dei pianeti che vibravano nell’universo. Per secoli gli scienziati hanno fatto ipotesi sulla relazione tra il movimento dei corpi celesti ed il suono.

Recentemente, usando avanzati principi matematici basati sulle velocità orbitali dei pianeti, un gruppo di scienziati ha abbinato differenti suoni a differenti pianeti. Sembra che esista un’incredibile relazione armonica. Forse questo antico maestro conosceva delle pratiche simili allo yoga che lo rendevano in grado di percepire i movimenti astronomici come suono.
Nell’esempio musicale degli armonici, la loro creazione è spiegata dai rapporti matematici osservati sulla corda pizzicata. In realtà gli armonici sono una manifestazione di tutte le forme di vibrazione.
L’udito è limitato ad oggetti che vibrano con frequenze tra i 16 ed i 25.000 Hz (le vibrazioni comprese in questo campo sono percepite come suoni udibili), ma questo non significa che, solo perché non possiamo ascoltare suoni al di sopra o al di sotto di questi limiti non ci siamo onde sonore impercettibili ovunque.


Tutto ciò che vibra genera armonici.
Poiché l’universo è composto unicamente di vibrazioni, ogni cosa crea note fondamentali con armonici, dagli elettroni che ruotano attorno al nucleo ai pianeti che orbitano attorno al sole. Pitagora aveva una scuola a Crotone, dove insegnava le sue spiegazioni ai fenomeni dell’universo. L’antica scuola misterica operava a tre livelli di iniziazione.
Il primo livello, quello degli
“acoustici”, insegnava a riconoscere ed a mettere in pratica le varie proporzioni musicali, spiegate utilizzando il monocorde.
Il secondo livello, quello dei
“matematici”, approfondiva il discorso con la conoscenza dei numeri, ma anche con la purificazione individuale e l’autocontrollo mentale.
Prima di accedere al livello successivo era necessario che il discepolo fosse pienamente consapevole nel corpo e nello spirito delle responsabilità legate alle sacre informazioni che stava per ricevere.
Il terzo e più alto livello di iniziazione, quello degli
“electi”, portava all’apprendimento di procedimenti segreti di trasformazione fisica e di guarigione con il suono e la musica.


Ben poco è sopravvissuto degli insegnamenti iniziatici più elevati della scuola di Pitagora. Gli insegnamenti relativi ai suoi teoremi di geometria e delle proporzioni musicali sono parte delle nostre conoscenze attuali in campo numerico e acustico. I suoi concetti filosofici, come la Musica delle Sfere, continuano a trovare posto nelle dottrine esoteriche.
Ma fino ad ora, i segreti sull’uso del suono e della musica a scopo curativo sono andati perduti. Si dice che Pitagora morì quando la sua scuola a Crotone andò in fiamme. Alcuni suoi studenti proclamarono di aver tramandato i suoi segreti insegnandoli ad altri discepoli in altre terre. Questo ci fa capire come queste conoscenze riservati a pochi nel mondo occidentale in epoche antiche, si siano poi diffuse in altre culture come quella vedica dell’India e viceversa, rimanendo nell’ombra per secoli prima di ritornare alla luce grazie alla diffusione yoga. Con Alessandro Magno la civiltà ellenica si spinse fino agli estremi confini dell’India, travasando usi e costumi del mondo greco e assorbendo molto della civiltà ariana dell’epoca.

Fonti: Il Mantra – Satyanada Paramahansa – Satyananda Ashram Italia 1989 

Il potere di guarigione dei suoni – Jonathan Goldman

Aforismi dello Yoga di Prashant Iyengar 2

Stato

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Continua la serie di post sui neologismi introdotti da Prashant Iyengar per meglio fissare nella memoria degli allievi le azioni chiave degli asana, così da racchiudere in un modo di dire interi concetti che richiederebbero molto tempo per essere spiegati. In allievi già con esperienza sono dei memento che aiutano a meglio focalizzare l’esecuzione corretta delle posture, utilizzando un linguaggio a suo modo originale e che utilizza i giochi di parole della lingua inglese. La creatività di un grande insegnante si vede anche da come riesce a sopperire alle debolezze degli allievi, aiutandoli a mantenere l’insegnamento ricevuto nella sua più integra purezza.

Unless you improve your perception, your actions will not improve.  Le vostre azioni non miglioreranno se non migliorate la vostra percezione.

Viparita Dandasana means reverse prostration… it can also means cruel and unusual prostration.  Viparita Dandasana significa prostrazione  inversa… può anche indicare punizione crudele e insolita. Riferito all’intensità dell’asana per un principiante.

Kidneys tend to behave like kids. Suck them in. I reni tendono a comportarsi come i ragazzini. Cercate di tenerli “buoni”. Qui Prashant gioca con le parole kidney (reni) e kids (monelli).

Make the kidneys hard as stone, to prevent them from making stones. Agite sui vostri reni con la pratica degli asana, prima che si formino calcoli renali. Prevenire è meglio che curare.

They should be not floating but flying ribs. Dovrebbero essere non costole fluttuanti, ma costole volanti. Il gioco di parole floating/flying si riferisce al controllo verso il basso e al contenimento verso l’interno delle fluttuanti: non fluttuare senza controllo ma volare disciplinatamente.

Pubicize, sternumize, shoulderize your Sirsasana, Trikonasana, Viparita Dandasana.  “Pubizzate”, “sternizzate”, “spalleggiate”, i vostri Sirsasana, Trikonasana, Viparita Dandasana. Cercate di mantenere le azioni chiave nel pube, nello sterno e nelle spalle negli asana indicati.

Learn to become what you are not.  Imparate come diventare ciò che al momento non siete. L’arte di cambiare sé stessi attraverso la pratica disciplinata dello Yoga.

Always do your optimum and not your maximum. Fate sempre le cose in maniera ottimale, e non il vostro massimo. Spesso “dare il massimo” non vuol dire fare le cose al meglio e bene.

Are you resting or rusting? Vi state riposando o state arruginendo? Rest riposo, rust ruggine. Richiamo alla pratica costante.

You are now getting more composed at cost of my composure.  Ora state divenendo più composti al prezzo della mia calma e compostezza. Classico richiamo dell’insegnante all’ordine e al corretto lavoro da parte degli allievi.

From knee-cap to knee-crater. Agite sulle rotule delle ginocchia così da sollevarle e spianarle come crateri, invece che lasciarle sporgerle inattive come uno zuccotto. Rotule su!

Autowitness. Osservarsi attentamente nella pratica dello Yoga, diventando testimoni consapevoli delle nostre azioni.

Yogalisation. Il sapersi centrare in maniera yogica, corpo e mente.

Fonte: Yoga Rahasya vol.20 n.1; 2013 pag.36 – 37 – 38

Shanty: la conquista della pace interiore

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Le parole di Shivananda di Rishikesh, fondatore della Divine Life Society, risuonano come campana di consapevolezza in tempi molto difficili come questi, dove i precari equilibri tra le nazioni necessitano di profonda discriminazione da parte di chi le comanda. La pace mondiale arriverà solo dal profondo impegno di ogni singolo nella ricerca in sé di questo divino attributo. Solo allora Shanty (la pace interiore)  potrà lentamente diffondersi nella società, perché ogni individuo, ogni comunità, ogni nazione avranno messo in atto una silenziosa rivoluzione dell’anima che, come una piccola fiamma iniziale, incendierà il cuore della collettività portandola verso una più matura presa di coscienza. Om shanty, shanty shanty.

“La pace è un attributo divino. È una qualità dell’anima. Gli invidiosi non possono conservarla. Essa riempie il cuore puro. Essa abbandona il sensuale.
Fugge l’egoista. È l’appannaggio dei Paramahansa (i grandi saggi).Né ricchezze, né donne, né figli, né beni, né palazzi possono procurarvi una pace durevole.

Guardate nelle profondità del vostro cuore. Quando vi siete stabiliti interiormente nel Sé Supremo, le più gravi disgrazie, perdite o fallimenti, le vibrazioni discordanti o sgradevoli non possono più scuotervi. Supererete facilmente tutte le difficoltà, tutte le crisi della vita e uscirete trionfante da tutte le esperienze.

Misteriosa è questa pace. Realizzatela. Vivete una vita ideale di pace. Distruggete senza pietà il sospetto ed i pregiudizi di ogni sorta, l’invidia e la gelosia, l’egoismo ed i desideri di potenza e di possesso. Praticate ogni giorno la meditazione e instaurate la pace nel vostro cuore. Poi irradiatela ai vostri vicini ed a tutti coloro che verranno a contatto con voi. Diffondetela tutt’intorno, largamente.

Predicate il Vangelo della pace a tutti gli uomini ed a tutte le donne del mondo. Dimorate in una calma silenziosa. Accordatevi alla volontà divina. Abbandonate tutte le preoccupazioni. Cacciate noie ed angosce. Immergetevi nel più profondo del vostro cuore, nell’oceano della pace. Coltivate la pace, prima, nel giardino del vostro cuore, rimuovendo le cattive erbe della concupiscenza, dell’odio, dell’invidia, dell’egoismo e della gelosia.

Soltanto dopo di ciò potrete manifestare questa pace all’esterno e soltanto allora coloro che vi avvicineranno beneficeranno delle vostre vibrazioni di pace e d’armonia. Ascoltate in silenzio il sussurro divino. Prendete coscienza del potere della fede. Sentite il sostegno della grazia di Dio. Conoscete il sentiero dell’evasione.

Costruite il santuario dell’amore, o il tempio della devozione nel vostro cuore. Entrate nel silenzio grandioso. Gioite della trascendenza. Vivete in voi. Immergetevi nella vostra anima. Conoscete il Sé. Divenite Quello. Siate liberi e marciate nella gioia. La pace è il vostro diritto di nascita. Essa riempie completamente il vostro essere e vi circonda. È davanti a voi, dietro a voi, a sinistra, a destra, in alto, in basso. La pace è la sola realtà vivente. Nomi e forme sono tutti illusori. Realizzate questa pace e siate liberi.

Meraviglioso è il potere della pace che dispensa la gioia e la beatitudine eterna. La pace deriva dalla preghiera, dal japa, dai kirtans, dalla meditazione, dalla nobiltà e dall’elevazione dei vostri pensieri, come anche dalla vostra comprensione.”

Fonte: Discorsi di Swami Shivananda Saraswati

Non ti devi mai scoraggiare

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La lettera che segue fu scritta dal Maestro spirituale Paramahansa Yogananda ad una delle discepole della S.R.F.di Mt. Washington nel luglio del 1949. Leggendola oggi sentiamo quanto ancora sia attuale come se fosse stata scritta ieri, e come parli direttamente all’anima dei sinceri praticanti dello yoga. I Veda attestano “Satyam nasti paro dharma”, cioè non esiste dharma (sentiero, via) più grande della verità (Satya). Quella stessa verità che attraverso i secoli si è espressa e continuerà ad esprimersi grazie all’amore e alla dedizione dei maestri di ogni epoca. Possiamo noi beneficiare della loro luce e diffonderla con rinnovato impegno in questo difficile momento storico.

“Non ti devi mai scoraggiare! La Madre Divina mi ha mandato per guidarti fuori dalle nubi della tua mente. Le difficoltà di ciascuno sono differenti e, che sia un lui o una lei, tutti devono vincere la prova del karma e della Madre Divina. Devi superare tutto questo con un continuo ed intimo ricorso a Dio e con la massima devozione nelle parole, pensieri ed azioni ed obbedienza al Guru. I tuoi problemi e turbamenti non mi preoccupano. Io non cesserò mai l’opera che ho iniziato su di te.E’ meglio vincere il male che convivere con esso per sempre.

Non identificare mai, nemmeno per un istante, te stessa con i momenti di caduta che puoi avere. Non avere timori nemmeno se io scompaio dalla tua vita. Tu non sarai mai sola. Io non ti potrò sgridare allora, ma sarò sempre con te ed attraverso la Madre Divina ti proteggerò da tutte le insidie, ti sussurrerò continuamente per guidarti attraverso il tuo Io devoto.

Perciò non ti scoraggiare e non ti stancare, ma sii sempre piena di voglia e di interesse di lavorare per la Madre Divina, non importa se guerre e malattie e morte danzano intorno a te. Questo è il vero segreto per vincere le delusioni e tutti i problemi. Sii superiore alle parti e non demordere mai.

Sii come il Lago Divino, sorseggia alla Fonte della Saggezza anche se ti senti ridotta a pezzetti; una vita semplice e senza ostacoli non è una vita vittoriosa, e io ti darò fiumi del mio buon karma così da permetterti di andare avanti attraverso tutto e malgrado tutto. Non mi dimenticherò mai di te, e ti rialzerò sempre, non importa quante volte cadrai.

Cerca incessantemente di vincere, non solo io ti aiuterò invisibilmente, ma molte volte sarò con te visibilmente. Io non sto costruendo per te un maniero, nè ti darò ricchezze periture, ma sto costruendoti una dimora indistruttibile con tutte le ricchezze nella casa della Madre Divina.” 

Aforismi dello yoga di Prashant Iyengar 1

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Cari amici dello yoga,

l’estate volge al termine, si apre il nuovo anno accademico della scuola di yoga Surya e riprenderò ancora a postare articoli che spero siano d’ispirazione per i principianti e per chi già pratica da tempo. Oggi vi propongo come post d’apertura alcuni aforismi di Prashant Iyengar, figlio di B.K.S. Iyengar, sullo yoga e la modalità di pratica.

Sappiamo che la lingua inglese è in continua evoluzione grazie ai vari neologismi che ogni anno si aggiungono. Questo è testimoniato dalle case editrici che pubblicano i vari dizionari.

Faccio questo preambolo per spiegare come anche Prashant Iyengar abbia fatto delle “yogizzazioni” della lingua inglese, utili per capire ancor più a fondo le intrinseche dinamiche di asana e pranayama. Sappiamo che lo yoga è essenzialmente esperienziale: si comprende facendo. Ma in questo caso Prashant ha formulato dei neologismi tutti suoi, così da rendere in grado gli allievi di fissare nella loro memoria delle azioni utili nella loro pratica personale.

Che dire? Il tocco creativo del genio! Vediamo come alcuni “Prashantism” possano essere  utili per la nostra pratica a casa e per allargare ancor di più la nostra visione mentale e dello yoga. Scrivetevi le frasi che vi appaiono più interessanti, appendetele ben visibili nel vostro angolo di pratica e… buon lavoro!

“While performing asanas learn to draw a line between sincerity and stupidity”.  Quando eseguite gli asana cercate di tracciare una linea tra stupidità e sincerità.

“Mitesh, Viparita Dandasana is done in your spine, not in your face”.  Mitesh (è un suo allievo, lo sta correggendo) Viparita Dandasana va fatto nella tua spina dorsale e non sul tuo viso.

“You are well versed in the static of dynamics. Now understand the dynamics of statics”.  Voi siete abili nelle staticità dei movimenti dinamici. Ora comprendete (ricercate) le dinamicità delle posture statiche.

“This asana involves extension of the body, but the body should be ex-tension”.  Questo asana richiede l’estensione del corpo, ma il corpo dovrebbe essere scevro da ogni tensione.

“Stop being actionholics and be mantainholics”.  Smettete di creare movimenti inutili nell’asana e cercate di mantenerla a lungo per percepirla.

“The internet is inside your body, what is outside should be named externet”.  Le realtà interiori (internet) sono all’interno di questo corpo. Ciò che è esteriore dovrebbe essere chiamato externet.

“An asana begins when the doing of an asana is done”.  Un asana inizia quando si sono effettuate tutte le azioni dell’asana stesso.

“To master yoga we have to learn to learn, learn to teach, teach to learn and teach to teach.”  Per conseguire maestria nello yoga dobbiamo imparare ad apprendere, imparare ad insegnare, insegnare ad apprendere e insegnare ad insegnare”.

“A human being is never a human being but…a human doing”.  Un essere umano non è un umano che è ma…un umano che continuamente fa.

“Scientific knowledge is infinitively finite whereas yogic knowledge is infinitevely infinite”.  La conoscenza scientifica  infinitamente limitata, mentre la conoscenza yogica è infinitamente infinita.

Soffermarsi sul significato profondo degli aforismi di Prashant è un invito a riprendere con rinnovato slancio ed entusiasmo la pratica dello yoga con i vostri insegnanti e tra le mura di casa vostra. Le sue parole vanno meditate a lungo affinché si manifestino come perle luminose lungo il nostro sentiero.

Fonte: Yoga Rahasya vol. 20 – No.1 2013, pag 34 – 35 – 36