“La rinuncia non dev’essere considerata come una negazione: mi è stato insegnato che consiste nel lasciar andare la presa. Ciò cui si rinuncia è la chiusura, l’esser tagliati fuori dalla vita. Si potrebbe dire che la rinuncia non è che apertura al momento presente….Rinuncia è rendersi conto che la nostalgia per il desiderio di restare in un mondo protetto, limitato e piccolo è insana. Una volta che cominciate a rendervi conto di quanto grande sia il mondo e di quanto vasto sia il nostro potenziale di sperimentare la vita, allora comincerete realmente a comprendere la rinuncia. Quando ci sediamo in meditazione, avvertiamo l’alito che esce ed abbiamo una certa disposizione ad essere aperti al momento presente; ma allora la mente si mette a divagare in ogni genere di storie e fabbricazioni e realtà costruite, così diciamo tra noi e noi: «È pensiero». Lo diciamo con molta gentilezza e precisione. Ogni volta che siamo disposti a lasciar andare il filo della storia e ogni volta che siamo disposti a lasciar andare il respiro alla conclusione dell’esalazione, questa è la rinuncia fondamentale: impariamo come lasciar andare ciò cui ci aggrappiamo e ciò che tratteniamo”.
Archivio dell'autore: aldobenedetti
Saper ascoltare
“Ogni giorno, noi riceviamo dei messaggi dal mondo divino. Ma se al mattino, al risveglio, vi sentite mal disposti, e se, malgrado il programma della giornata che vi attende, tutto vi sembra confuso, significa che non avete ricevuto la posta che vi era destinata. Perché?… Provate a chiedervi se non vi siate recati in luoghi un po’ loschi dove la posta celeste non può venire a cercarvi. I postini celesti fanno bene il loro lavoro, ma presentano ciò che sono incaricati di portarvi, soltanto in luoghi luminosi e puri. Se, per pigrizia o per negligenza, andate a perdervi negli strati inferiori della coscienza dove i vostri organi spirituali si sono intorpiditi, non ricevete niente. Sforzatevi quindi di risalire verso la luce per prendere la posta che si è accumulata durante la vostra assenza. Sappiate infatti che nulla va perduto. I regali e i messaggi che vi sono destinati vi aspettano, e sta a voi andare a cercarli là dove sono stati deposti.”
Tra un pranayama e l’altro
Modellarsi all’interno
“L’essere umano giunge su questa terra per lavorare sulla materia, la sua materia fisica, ma anche e soprattutto la sua materia psichica. Tale idea non deve mai abbandonare chiunque aspiri a vivere la vita spirituale. A ogni ostacolo, a ogni prova che si incontra, invece di lamentarsi e scoraggiarsi, si deve cercare di mobilitare tutte le facoltà ricevute dal Creatore, per poter fare ogni volta un ulteriore passo verso il cammino della luce. Vivere la vita spirituale è la preoccupazione di ogni istante. Non dobbiamo mai essere soddisfatti di ciò che siamo, ma dobbiamo mettere all’opera il nostro intelletto, il nostro cuore e la nostra volontà per eliminare ciò che in noi rimane ancora oscuro, disarmonico, e attirare le particelle più pure. Così, a poco a poco, tutto il nostro essere vibra in modo diverso, la nostra struttura eterica si modifica, ci vengono date nuove possibilità e le gioie più sottili giungono a visitarci.”
La vera preghiera
La vera preghiera è asciugare le lacrime di chi è addolorato. Se per chi soffre non ci fosse una spalla su cui appoggiare il capo, l’oscurità sarebbe massima.
Una volta le differenti parti del corpo stavano discutendo su chi fosse la più importante. La mano disse: “Se non fossi qui a fare tutto il duro lavoro, come potreste mangiare tutti voi?” Gli occhi dissero: “Se non fosse per me, anche il più grande uomo cadrebbe in ogni buco o fossato.” La lingua disse: “Dopo la morte del corpo, tutti voi non esistete più. Rimarranno solo le parole che io ho detto.” La discussione continuò in questo modo finché non divenne una gigantesca lite. In fine dovettero portare il dibattito da Dio.
Dio disse: “Tutti voi siete certamente molto importanti. Tuttavia, la parte più importante è la spalla.”
Tutte le parti del corpo erano stupefatte. “La spalla? Non ha neppure menzionato nessuna delle sue abilità quando discutevamo! Come hai potuto improvvisamente dire che la consideri la più grande?”
Dio disse, “Quando una persona piange, il solo posto dove può appoggiare il capo è sulla spalla di qualcuno. La spalla è la più grande perché dà conforto a chi soffre.”
Preghiamo insieme per la pace di tutti gli esseri della creazione”.

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