Cosa si può fare con una sedia

Semplici idee, che possono stimolare la creatività per la vostra pratica tra le quattro mura di casa. Come ripeto spesso basta poco, fatto bene e praticato regolarmente: i risultati sul vostro corpo e sulla vostra mente non tarderanno, gradualmente, a manifestarsi. Buona visione e buona pratica creativa!

Ayurveda e purificazione

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Nella tradizione ayurvedica ci sono tanti metodi naturali efficaci per disintossicare il corpo e la mente. Uno di questi può essere una tazza di acqua, limone e mezzo cucchiaio raso di miele che, bevuto caldo appena svegli, diventa il modo migliore per iniziare la giornata.

Ogni mattina, a digiuno, bevete a piccoli sorsi una tazza di acqua calda dolcificata con un cucchiaio di miele di acacia (per intenderci, quello di colore chiaro e dal sapore delicato) e arricchia dal succo di mezzo limone.
Un toccasana che rafforzerà il vostro sistema immunitario, purificherà completamente l’apparato digerente e vi darà la giusta carica per affrontare con il sorriso lo stress quotidiano.

L’ayurveda definisce questa sorta di limonata calda una vera e propria doccia interna. Si tratta infatti di un’umile bevanda, in grado però di compiere una profonda pulizia del nostro organismo non solo disintossicandolo ma anche favorendone la remineralizzazione. Ricordiamo infatti che il limone è un frutto ricco di vitamine e minerali ed è, inoltre, un potente alcalinizzante in grado di compensare eventuali situazioni di acidosi all’interno del corpo che possono portare alla comparsa di diversi disturbi.

L’acqua  calda che scende a digiuno lungo l’apparato gastrointestinale insieme all’azione solvente del limone agiscono con un’azione di pulizia. Questa bevanda rimuove le tossine, i residui della digestione e il muco che spesso si deposita nell’intestino. È un po’ come quando si lavano i piatti con acqua ben calda e sapone: i detriti si sciolgono e lo sporco viene eliminato. Il calore di questa bevanda al limone esercita inoltre un’azione di drenaggio del fegato e della cistifellea, eliminando i ristagni di bile.

La bevanda dell’acqua e limone aiuta a regolarizzare l’intestino. Spesso si pensa che il limone abbia un’azione astringente. Ma non è vero. L’acqua e limone è indicata sia per la stitichezza che per la diarrea: nel primo caso ha un’azione emolliente sulle feci e stimola l’evacuazione; nel secondo caso ha un’azione disinfettante e battericida. È questo il motivo, e non l’azione astringente, per il quale il limone viene indicato per la diarrea.

Dopo un paio di settimane si possono già notare alcuni miglioramenti, in particolare una digestione più efficace. Grazie a questa semplice bevanda si riesce a:

    • fluidificare il sangue e far scendere un po’ il colesterolo
    • regolare il metabolismo
    • rafforzare il sistema immunitario
    • stimolare la perdita di peso superfluo
    • alleviare i problemi reumatici
    • contribuire a fissare il calcio nelle ossa

Oltre ad eliminare le tossine, una bella tazza di acqua e limone aiuta a fornire all’organismo tante sostanze di cui ha bisogno. Il limone contiene infatti acido citrico, potassio, ferro, fosforo, manganese, rame, e una buona quantità di vitamine: A, B1, B2, B3, C e P.

Affinché il limone possa pulire l’interno del vostro corpo non dovete assumere nessun altro cibo per almeno un’ora per far si che l’acqua, grazie al calore, penetri nei recessi più reconditi delle vostre fibre dilatando le cellule e vivificandole. Non utilizzate acqua molto calda poichè il miele, come insegna l’ayurveda, diventa in tal caso tossico per l’organismo. L’acqua dovrà essere moderatamente calda.

Questa terapia naturale è consigliata generalmente a tutti ad eccezione di coloro che soffrono di disturbi gravi come insufficienze epatiche, iperacidità gastrica o artrite cronica. Provate per almeno un mese questo semplice metodo ayurvedico di purificazione, e praticate sei o sette cicli di Pavanamuktasana dopo aver bevuto la vostra tazza di acqua e limone. Rimarrete strabiliati dal potente effetto di questo rimedio antico come le montagne. Ricordate sempre che il potere dello yoga risiede nella sua quotidiana e regolare applicazione pratica: praticate dunque, raccontate la vostra esperienza condividendola sui commenti e…buona purificazione!

fonte:  http://simonaoberhammer.com/376-la-bevanda-di-acqua-e-limone-la-doccia-interna-mattutina/#sthash.IJTWfVIN.dpuf

Bombay 1968: lezione con B.K.S.Iyengar

Pregevole chicca sulla pratica yoga guidata dal grande Maestro B.K.S.Iyengar. Notare come le azioni da effettuare nell’asana siano scandite con ritmo appropriato, per risvegliare la mente degli allievi e scuoterli dal tamas. Le sue parole sono gradini che portano il praticante sempre più in alto nella comprensione della giusta azione da apportare nella pratica, così da espandere la propria intelligenza fin nelle più remote fibre corporee, illuminandole con la fiamma della consapevolezza yogica. Buona visione e…ascoltate le sue parole!

Fonte: Louis Malle, 1968.

Il viaggio all’interno di sé stessi

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Omaggio a un grande ricercatore ed “entronauta”, Franco Battiato, impegnato anche lui nella diffusione delle pratiche meditative della tradizione Sufi. Ascoltate la musica e le parole. Si viene portati per qualche minuto nell’Eterno Momento Presente, nostra vera dimora.

Meditazione come terapia

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Pratiche spirituali, meditazione o preghiera possono aiutare a difendere il cervello dalla depressione. Lo studio pubblicato su Jama Psychiatry che riabilita il ruolo dimenticato della spiritualità. La meditazione fa bene. E su questo tema, sono ormai decine le ricerche che ne hanno dato conferma. Anche altre pratiche meditative, indubbiamente, sono utili anche alla salute. Ma finalmente adesso ne conosciamo il motivo. Le pratiche spirituali, infatti, sarebbero legate a un ispessimento  della corteccia cerebrale.

Il risultato che ne deriva, secondo alcuni studiosi della Columbia University, proteggerebbe dalla depressione e da altri disturbi di salute mentale, in particolare nei soggetti geneticamente predisposti. I sintomi della depressione provocano nei soggetti calo di interesse nelle attività di gruppo, nelle varie relazioni sociali (amicizie, famiglia, interessi culturali, sportivi ecc.) e nell’amore per la vita stessa.

Secondo recenti stime la depressione colpisce ben 121 milioni di persone in tutto il mondo. Per tale motivo, alcuni ricercatori hanno deciso di indagare sulle motivazioni scatenanti e se ci sono reali effetti protettivi legati alla ricerca spirituale (atma vichara). Per far ciò, sono stati coinvolte 103 persone adulte, sia ad alto che basso rischio di depressione. Tale rischio era basato sostanzialmente sul vissuto familiare dei soggetti. Nei volontari sottoposti a risonanza magnetica si è potuto notare come chi dava grande importanza alla ricerca interiore o alla spiritualità in generale, possedesse delle cortecce cerebrali molto più spesse, rispetto a soggetti non interessati allo yoga o al Dharma. Ma non è tutto: tale ispessimento si notava in particolar modo nelle stessa zona in cui vi era un evidente assottigliamento nelle persone con altissimo rischio di depressione: come se il tessuto cerebrale nei soggetti ad alto rischio depressivo venisse lentamente eroso!

“Il nuovo studio collega questo (estremamente grande) beneficio protettivo della spiritualità o religione” – spiega Lisa Miller, docente di Psicologia e direttrice dello Spirituality Mind Body Institute presso il Teachers College della Columbia University . Studi precedenti erano riusciti a individuare grandi distese di assottigliamento corticale in regioni specifiche del cervello, nei figli adulti di famiglie ad alto rischio di depressione. Prima di tale ricerca, Miller e il suo team avevano rilevato una diminuzione del 90% della depressione nelle persone che seguivano pratiche spirituali  o meditative rispetto ai genitori che, invece, erano soggetti ad alto rischio.

Dai risultati dello studio pubblicato su JAMA Psychiatry è anche emerso che la frequenza regolare di un luogo preposto – per esempio frequentare una chiesa, un tempio, un centro – non era assolutamente necessaria. Era invece di estrema importanza il rilievo che si dava alla disciplina o alle proprie pratiche. Miller afferma che senz’altro saranno necessarie ulteriori ricerche in merito, ma già i dati ottenuti sono molto promettenti e mettono in evidenza come una pratica meditativa possa incidere notevolmente anche a livello fisiologico.

Potremmo concludere l’articolo, ricordando l’antico detto di Virigilio – anche se inizialmente il senso era un po’ differente –  “Mens agitat molem”,  e cioè lo spirito vivifica la materia. A questo aggiungerei il primo degli Yoga Sutra di Patanjali: “Yoga Chitta Vritti Nirodha”, che immancabilmente sottolinea: “La pratica dello yoga tiene sotto controllo le onde agitate (Vrittis) della mente (Chitta)”. Meditate, gente, meditate! Scrivetemi le vostre esperienze utili per chi ci segue.

Fonte: lastampa.it del 22-01-14, – Neuroanatomical Correlates of Religiosity and Spirituality