La trappola del nostro ego

Buddha-Quotes-2[1]

In questo stupendo brano de “Il piccolo Buddha” di Bernardo Bertolucci viene illustrata in maniera magistrale la raffigurazione dell’ahamkara o ego. Il Buddha, prototipo di ogni praticante dello yoga, ha dovuto affrontare numerose battaglie durante le sua ricerca del Sé, ma la battaglia più dura e sottilmente pericolosa in ultimo è stata quella contro l’ahamkara, l’ego: sé stesso. Commentate con la vostra preziosa esperienza.

L’arte di utilizzare la resistenza

http--win.acateweb.it-public-carica-201204-sensovita[1]

Il post di oggi è tratto dall’insegnamento si S.N.Goenka, insegnante indiano  di meditazione Vipassana. L’invito che Goenka ci fa è quello di sorvegliare i moti dell’animo durante l’arco della giornata e durante la nostra pratica yoga, per osservare come alcuni contenuti interiori (Samksaras) puntualmente si ri-affacciano durante i nostri momenti di prova quotidiani. Spesso noi opponiamo resistenza a determinati vissuti, esperienze, situazioni, persone o contesti. Ma se riflettiamo bene la resistenza altro non è che una forma di energia. Dobbiamo saper utilizzare questa preziosa energia poichè in questo Universo “nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma“. Quando oggi vi arenate su qualche problema puntando i piedi, ascoltate la vostra resistenza come una preziosa voce della vostra saggezza interiore. Sedete quietamente e permettete a quella voce di esprimersi. Ascoltate… Decidete poi quale corso di azione (se necessario) porterete avanti. Ma fatelo con la resistenza come vostra compagna, non come ostacolo fra voi e la Vita.

Quale migliore palestra di allenamento della vita quotidiana? Se tenete viva la vostra consapevolezza avrete centinaia di occasioni per poter affinare il laser della vostra presenza mentale: come un fuoco persistente brucerà ogni vostra vasana, giorno dopo giorno. Ricordate sempre ciò che Krishna insegnò al suo discepolo Arjuna nella Gita: abhyasa e vairagya sono le briglie per tenere  sotto controllo la mente irrequieta. Buona pratica e… scrivete le vostre esperienze!

“Una sensazione compare, allora comincia il gradimento o lo sgradimento. Quest’attimo fuggente, se ne siamo inconsapevoli, si ripete e intensifica fino a diventare brama e/o avversione, e si trasforma in una forte emozione che infine travolge la mente cosciente. Restiamo così intrappolati nell’emozione e tutto il nostro senno viene spazzato via. Il risultato è che ci troviamo coinvolti in discorsi e azioni malsani, nocivi a noi e agli altri. In questo modo ci creiamo da soli l’infelicità di cui soffriamo – adesso e in futuro – a causa di un momento di cieca reazione. Ma se siamo consapevoli nel momento in cui comincia il processo di reazione – cioè se siamo consapevoli della sensazione – possiamo scegliere di non consentire che la reazione avvenga o si intensifichi. In quei momenti la mente è libera. Forse, inizialmente, questi possono essere solo alcuni momenti in un’intera ora di meditazione mentre per il resto del tempo la mente rimane preda della vecchia abitudine di reagire alle sensazioni, prigioniera del vecchio circolo vizioso della brama, dell’avversione e dell’afflizione. Ma, con la pratica, quei pochi brevi momenti si trasformeranno prima in secondi, poi in minuti, finché, infine, la vecchia abitudine a reagire non si spezza e la mente resta continuamente in pace.Questo è il modo in cui la sofferenza può essere interrotta.”

FONTE: www.oradimeditazione.net                                                           L’ora di meditazione

Lasciar andare

imagesCACM3NR0

“La rinuncia non dev’essere considerata come una negazione: mi è stato insegnato che consiste nel lasciar andare la presa. Ciò cui si rinuncia è la chiusura, l’esser tagliati fuori dalla vita. Si potrebbe dire che la rinuncia non è che apertura al momento presente….Rinuncia è rendersi conto che la nostalgia per il desiderio di restare in un mondo protetto, limitato e piccolo è insana. Una volta che cominciate a rendervi conto di quanto grande sia il mondo e di quanto vasto sia il nostro potenziale di sperimentare la vita, allora comincerete realmente a comprendere la rinuncia. Quando ci sediamo in meditazione, avvertiamo l’alito che esce ed abbiamo una certa disposizione ad essere aperti al momento presente; ma allora la mente si mette a divagare in ogni genere di storie e fabbricazioni e realtà costruite, così diciamo tra noi e noi: «È pensiero». Lo diciamo con molta gentilezza e precisione. Ogni volta che siamo disposti a lasciar andare il filo della storia e ogni volta che siamo disposti a lasciar andare il respiro alla conclusione dell’esalazione, questa è la rinuncia fondamentale: impariamo come lasciar andare ciò cui ci aggrappiamo e ciò che tratteniamo”.

Fonte: Pema Chodron© copyleft perle.risveglio.net

Saper ascoltare

ascolto%20conchiglia[1]Messaggi      dal Mondo Divino

“Ogni giorno, noi riceviamo dei messaggi dal mondo divino. Ma se al mattino, al risveglio, vi sentite mal disposti, e se, malgrado il programma della giornata che vi attende, tutto vi sembra confuso, significa che non avete ricevuto la posta che vi era destinata. Perché?… Provate a chiedervi se non vi siate  recati in luoghi un po’ loschi dove la posta celeste non può venire a cercarvi. I postini celesti fanno bene il loro lavoro, ma presentano ciò che sono incaricati di portarvi, soltanto in luoghi luminosi e puri. Se, per pigrizia o per negligenza, andate a perdervi negli strati inferiori della coscienza dove i vostri organi spirituali si sono intorpiditi, non ricevete niente. Sforzatevi quindi di risalire verso la luce per prendere la posta che si è accumulata durante la vostra assenza. Sappiate infatti che nulla va perduto. I regali e i messaggi che vi sono destinati vi aspettano, e sta a voi andare a cercarli là dove sono stati deposti.”

Omraam Mikahel Aivanhov