La realtà è uno stato dell’anima

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Ho trovato questo articolo sulla sezione “Benessere” della Stampa.it del 01/7/2013 e la mia mente è corsa subito all’antica tradizione vedica con i racconti dello Yoga Vasishta. In questi antichi racconti, se leggete il pdf allegato, si parla di come l’osservatore crei letteralmente la propria realtà e di quanto sia necessaria la conoscenza dello yoga al fine di controllare la mente in modo funzionale. Questa osservazione è stata riportata anche negli insegnamenti dei monaci buddhisti: non dimentichiamo che il principe Siddharta fu cresciuto ed allevato nella più pura tradizione vedica.
“La nostra immaginazione può influire su quanto vediamo e udiamo: un po’ come dire che il pensiero crea la realtà.La realtà che ci circonda può essere differente da ciò che percepiamo davvero a causa della nostra immaginazione. Questo può modificare ciò che effettivamente vediamo e udiamo, a riprova che la realtà è più soggettiva, che oggettiva
Senza andare troppo in là, affermando che tutto quello che ci circonda – noi compresi – è un’illusione, gli scienziati svedesi hanno dimostrato che la nostra immaginazione influisce su ciò che realmente vediamo e udiamo.
Gli scienziati del prestigioso Karolinska Institutet in Svezia hanno infatti condotto uno studio, pubblicato su Current Biology, in cui si mostra come la nostra immaginazione può influenzare il modo in cui facciamo esperienza del mondo, o della realtà. Spesso è infatti più determinante ciò che immaginiamo di vedere o sentire piuttosto di ciò che realmente c’è o accade – un po’ come dire che la realtà è tutto, o solo, un fattore di testa.
Il cervello dunque dietro alla realtà, che di fatto diviene soggettiva più che oggettiva. Il mondo diviene quello che in qualche modo vogliamo, immaginiamo, piuttosto di quello che è per davvero. «Spesso pensiamo che le cose che immaginiamo e quelle che percepiamo nella realtà siano chiaramente separabili – spiega l’autore principale dello studio, Christopher Berger, del Dipartimento di Neuroscienze del Karolinska – Tuttavia, questo studio dimostra che immaginare un suono o una forma può cambiare il modo in cui percepiamo il mondo che ci circonda, esattamente come il fatto di sentire realmente quel suono o di vedere davvero quella forma. In particolare, abbiamo osservato che quello che immaginiamo di sentire può cambiare ciò che effettivamente vediamo, e quello che immaginiamo di vedere può cambiare ciò che sentiamo».
Per questo studio i ricercatori hanno coinvolto 96 soggetti sani che sono stati sottoposti a una serie di esperimenti a base illusionistica.
Le informazioni sensoriali prodotte in questi test nei confronti di un senso distorcevano la percezione di un altro senso. Nello specifico, durante il primo esperimento, i partecipanti avevano l’illusione che due oggetti che passavano di fronte a loro andassero in collisione, piuttosto che passare prima uno e poi l’altro, quando hanno immaginato un suono nel momento che i due oggetti si sono incontrati.
Nel secondo esperimento, la percezione spaziale di un suono da parte dei partecipanti è stata deviata verso un luogo preciso in cui hanno immaginato di sentirlo, osservando la breve apparizione di un cerchio bianco. Infine, nel terzo esperimento, la percezione dei partecipanti di ciò che una persona stava dicendo è stata cambiata dal loro immaginare un suono particolare.
Questo studio, secondo gli autori, può aiutare a comprendere come in certe situazioni  – come per esempio le malattie mentali – per qualcuno può essere difficile distinguere tra la realtà e ciò che è frutto dell’immaginazione. Tuttavia, in modo più o meno evidente è ciò che facciamo tutti, tutti i giorni quando interpretiamo i pensieri degli altri, quando anticipiamo un evento o facciamo le cose più grandi di quelle che sono – o al contrario minimizziamo. Insomma, a tutto quello che accade intorno a noi diamo sempre la nostra personale interpretazione, spesso mediata appunto dalla nostra immaginazione più o meno fervida e da quelle che sono le nostre esperienze.
E’ così che la realtà diviene un’esperienza personale, dove il pensiero crea la realtà.
E, forse, quando lo capiremo davvero anche la nostra vita potrà cambiare e diventare come l’abbiamo pensata – questa volta in modo cosciente.
A chiudere, il professor Henrik Ehrsson, sottolinea che «questa è la prima serie di esperimenti a stabilire definitivamente che i segnali sensoriali generati dalla propria immaginazione sono abbastanza forti per cambiare la propria percezione del mondo reale in una modalità sensoriale diversa». Il pensiero, dunque, crea la realtà”.
Utilizzate sempre al meglio i vostri processi mentali. Siete voi il capitano della vostra nave e siete voi  a decidere dove la nave si dirigerà: se in lidi pacifici o in mari in tempesta. Voi reggete il timone. Voi regolate le vele. Voi decidete il vostro destino. In tutto questo l’insegnamento dello yoga rappresenta le vostre carte nautiche. Commentate con la vostra gradita e preziosa esperienza. Buona navigazione!

Praticare ogni giorno

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Il post che oggi vi propongo è sulla necessità di praticare quotidianamente lo yoga per mantenersi in buona salute e per iniziare a costruire un corpo sano per l’età avanzata. La pratica degli asana del pranayama e della meditazione svolta quotidianamente può veramente salvare la nostra vita: senza tutto questo mente e corpo si deteriorano. Se rimaniamo inattivi le nostre ossa gradualmente si decalcificano arrivando all’osteoporosi, malattia potenzialmente fatale che è molto comune tra le donne in età avanzata. Per cui organizzare la nostra giornata per praticare in una classe di yoga con un buon insegnante almeno due volte alla settimana, non è cosa eccentrica né tantomeno frivola: è essenziale. Non solo.

La mente si ammala nello stesso modo in cui il corpo si ammala. Ecco perché non smetterò mai di raccomandare la pratica quotidiana del pranayama e della meditazione: fosse anche per pochi minuti, all’inizio. Quei pochi minuti diverranno il nostro più prezioso investimento per il futuro, per produrre endorfine nel nostro sistema nervoso, per placare le ansie della mente e per contribuire a creare attorno a noi un ambiente più armonioso.

Il nostro scheletro è la nostra struttura portante corporea. Le ossa ci permettono di stare eretti e di muoverci, grazie alla contrazione dei muscoli attaccati alle ossa. Altra funzione delle ossa è proteggere gli organi interni vitali: il cranio per il cervello e le costole per gli organi interni del torace. Le nostre ossa sono composte prevalentemente da calcio, e continuano a crescere e svilupparsi fino  all’età di circa 25 anni. Il calcio inoltre viene usato dai nervi e in diverse altre funzioni del corpo. A seconda del livello di attività del singolo e in risposta alle sollecitazioni meccaniche il corpo ri-costruisce  le ossa, che divengono più forti se vengono utilizzate nell’esercizio fisico.

Se rimaniamo attivi fisicamente le nostre ossa continuano il salutare processo di rigenerazione e riparazione e rimangono forti. Ma se diveniamo pigri, sedentari e non pratichiamo questo processo rigenerativo viene fermato nel corpo. Un esempio? Gli astronauti che ritornano da lunghe permanenze nello spazio, con assenza di peso e di gravità, presentano una pericolosa perdita della densità ossea e della massa muscolare, che si atrofizza. L’osteoporosi nelle persone anziane e nelle donne in post-menopausa causa fratture ossee, poiché diminuendo la densità ossea le ossa divengono più suscettibili a cedere e a sfaldarsi. Il termine “Osteoporosi”  difatti vuol dire “osso poroso”. Questo significa che in una seria osteoporosi il minimo trauma potrebbe compromettere l’integrità della struttura ossea che cede e si frattura, con le conseguenze che conosciamo. E per ossa intendo TUTTE le ossa, comprese le vertebra della spina dorsale: immaginate cosa può comportare il progressivo  sfaldamento di quella struttura.

Ora il mio non vuole essere un trattato medico sull’osteoporosi, ma un invito a voi tutti a mantenere consolidata la pratica yogica in chi già pratica da tempo, e un invito a scoprire il benessere che l’inizio di una pratica costante può donarvi sin da subito. Aggiungo a tutto questo che uno stile di vita insalubre dove si consuma un eccesso di sale, proteine, zuccheri raffinati,alcolici, fumo e caffeina favorisce enormemente le possibilità di ammalarsi d’osteoporosi. Senza parlare poi degli effetti deleteri dello stress.

Il rimedio? Cercatevi un insegnante di yoga certificato e assieme iniziate il vostro percorso personale verso uno stile di vita salutare e armonioso. Praticate in una classe di yoga per due volta la settimana ,e altre due volte, esercitatevi a casa seguendo disciplinatamente le istruzione del/la  vostro/a insegnante. Cambierà la vostra vita, il vostro stato di salute migliorerà e la vostra mente diverrà più limpida e pacifica. Perché avete messo in moto un cambiamento. Il vostro cambiamento. Tutto il resto dei benefici seguirà lentamente e progressivamente se vi manterrete costanti nella vostra pratica yoga. Vi auguro di sperimentare ogni bene applicando questi insegnamenti senza tempo donatici dall’India. Vi auguro di divenire migliori, voi stessi, creando attorno a voi individui migliori e un ambiente più a dimensione umana, nell’armonia del cuore.

Meditate gente, meditate…

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 Oggi voglio proporvi un articolo interessante tratto da “La Stampa.it” salute, del 06/6/ 2013, dove vengono trattate molti temi della medicina allopatica e delle cure alternative naturali. Si stanno sempre più diffondendo le pratiche meditative anche come supporto per le terapie della mente, la dove a volte i farmaci sono completamente inefficaci. Cosa aggiungere all’articolo? Nulla direi, se non il fatto che scriverò molti altri post più approfonditi e “tecnici” in merito alle pratiche meditative, le varie tradizioni dalle quali hanno avuto origine e la loro diffusione nella nostra società tecnologica, tanto bisognosa del silenzio naturale dell’anima. Buona lettura e…commentate!
 La meditazione Mindfulness pare abbia un evidente effetto anti-ansia. Ecco come la meditazione Mindfulness aiuta a ridurre l’ansia. Uno studio mette in luce quali sono le funzioni cerebrali coinvolte nella pratica della meditazione che agiscono con un effetto calmante. Questo è un problema che attanaglia milioni di persone, e lo testimonia la gran quantità di farmaci ansiolitici venduti ogni giorno. Questi farmaci, che possono essere utili – a volte indispensabili – nel trattamento dei sintomi dell’ansia, non sono tuttavia esenti da effetti indesiderati, tra cui dipendenza, sonnolenza e altri ancora.Esistono delle alternative più naturali e, magari, prive di effetti collaterali? Qualcuna sì, e una di queste pare sia la meditazione.
Sebbene l’effetto anti-ansia della meditazione sia stato provato da diversi studi, il meccanismo per cui tutto questo avviene non è del tutto chiaro. Così, per comprendere meglio, i ricercatori statunitensi del Wake Forest Baptist Medical Center (WFBMC) hanno condotto uno studio in cui sono riusciti a identificare le funzioni del cervello coinvolte in questo processo.
Il dottor Fadel Zeidan e colleghi del WFBMC hanno reclutato 15 volontari che soffrivano di ansia di intensità media, o a livelli definiti normali, non patologici, per avviarli a un programma di meditazione Mindfulness, o Consapevolezza. Il programma prevedeva quattro sessioni della durata di 20 minuti ciascuna. Tutti i partecipanti non avevano mai praticato la meditazione. Durante il training, ai volontari è stata insegnata la tecnica Mindfulness, che consiste nel concentrare l’attenzione sul momento presente; prendere consapevolezza del proprio respiro e delle sensazioni che il corpo trasmette. Allo stesso tempo si fa attenzione ai pensieri, per identificare le fonti di disturbo o distrazione. Tuttavia non si attua una strategia di opposizione, ma si osserva e si lascia andare.
«Anche se abbiamo scoperto che la meditazione può ridurre l’ansia, non avevamo individuato i meccanismi cerebrali specifici coinvolti nella alleviare l’ansia in individui sani – ha spiegato il dottor Fadel Zeidan, autore principale dello studio – In questo studio, siamo stati in grado di osservare quali aree del cervello sono state attivate e quali sono state disattivate durante la meditazione per combattere l’ansia».
Ai partecipanti, sia prima che dopo le sessioni di meditazione, sono state eseguite delle scansioni cerebrali per immagini con una speciale risonanza magnetica particolarmente efficace nel rilevare i processi cerebrali in attività con la meditazione. Allo stesso modo sono stati valutati i report sull’ansia prima e dopo la scansione del cervello. I risultati dello studio, pubblicati su Social Cognitive and Affective Neuroscience, hanno mostrato che la maggior parte dei partecipanti ha riportato una diminuzione nei livelli di ansia: nello specifico, l’ansia si era ridotta del 39 per cento.

Le scansioni del cervello hanno evidenziato che quando i volontari praticavano la meditazione Mindfulness vi era un’attivazione della corteccia cingolata anteriore e la corteccia prefrontale ventromediale, le aree del cervello coinvolte nelle funzioni di livello esecutivo. Durante la meditazione, poi, si è osservata una maggiore attività nella corteccia prefrontale ventromediale, l’area del cervello che controlla la preoccupazione. Infine, a seguito di un aumento dell’attività nell’area che governa il pensiero e l’emozione – la corteccia cingolata anteriore – l’ansia è diminuita.
«Questi risultati dimostrano che pochi minuti di meditazione Mindfulness possono aiutare a ridurre l’ansia normale di tutti i giorni – fa notare Zeidan – La Mindfulness ha come premessa il mantenere l’attenzione nel momento presente e il controllare il modo in cui reagiamo ai pensieri e sentimenti quotidiani. E’ interessante notare che gli attuali risultati rivelano che le regioni del cervello associate con la meditazione per il soccorso in caso d’ansia sono notevolmente coerenti con i principi dell’essere consapevoli». Consapevoli, dunque, e meno ansiosi. Pensiamoci, prima di impasticcarci.

Week-end di primavera alle terme

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Seminario primaverile all’insegna della pratica yoga disintossicante, del rilassamento profondo con il training autogeno e con la visita alle Terme sensoriali di Chianciano, dove nel cuore della Toscana rigogliosa i cinque sensi avranno una full immersion rigenerante tra natura, terme, pratica yoga, rilassamento nel verde. Siete invitati a partecipare a questa esperienza di connubio tra yoga e natura, dove ci prenderemo cura di noi stessi nel pieno fiorire della Primavera. Due giorni di autentico relax in uno dei posti più suggestivi della Toscana.  

scarica la locandina: locandina chianciano

Alimentazione e salute

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Per  praticanti dello yoga e non solo, ancora tante idee e soluzioni alimentari alternative  non violente su come avvicinarsi al vegetarianesimo. Dal blog di greenstyle segnalo questo interessante post sugli alimenti che non dovrebbero mai mancare sulla tavola di chi ha smesso il consumo di carne e derivati. Fate girare!

La dieta vegetariana e quella vegana vengono scelte sempre da più persone, incuriosite dagli effetti benefici di  questo tipo di alimentazione.  Non basta, tuttavia, scegliere un regime alimentare che abbondi di frutta e  verdura, serve anche scegliere le giuste pietanze. Quali sono allora i cibi  considerati irrinunciabili per chi ha abbandonato definitivamente carne e  latticini?

La redazione di VegNews ha voluto stilare una lista di 10 alimenti – dei veri  e propri super-cibi – famosi per il loro impatto immediato  sulla salute. Di seguito, ecco gli  elementi che non dovrebbero mai mancare sulla tavola di vegetariani e vegani provetti.

    1. Barbabietola: un vegetale ricco, usato dall’uomo da diversi  secoli, perfetto per un’alimentazione completa e benefica. Una sola porzione può  fornire il 37% della razione giornaliera di folati, a cui si aggiunge un’alta  concentrazione di vitamina C e di fibre;
    2. Acqua di cocco: ricca di potassio, elettroliti e minerali  vari, è la bevanda energetica per antonomasia. Perfetta per chi è amante dello  sport;
    3. Dulse: un’alga marina poco conosciuta, ricca di proteine,  iodio e minerali. Ideale per chi non ama il pesce o i prodotti del mare: è  solitamente priva del tipico odore salino, tanto da sembrare un ortaggio di  campo;
    4. Grano Freekeh: si tratta di un grano tostato a partire  dalle piante giovani e verdi. Ha un concentrato molto elevato di proteine, così  come di fibre. È particolarmente indicato per la cucina di chi deve seguire una  dieta ipo-glicemica;
 
  1. Olio di semi di canapa: un amico prezioso per la salute,  perché fornisce il giusto apporto di grassi essenziali che il corpo non è in  grado di produrre. Ricco di omega 6 e omega 3, quest’olio è riconosciuto per  avere effetti benefici sulla digestione, il sistema immunitario, la pelle, la  lucentezza dei capelli e molto altro ancora;
  2. Sale rosa dell’Himalaya: un sale grezzo ricavato da vecchie  caverne, si tratta di un preziosissimo toccasana di salute. Contiene calcio,  magnesio, zinco, ferro e rame: minerali solitamente non contenuti nel normale  sale;
  3. Jicama: una radice chiamata anche fagiolo di yam, questo  vegetale di origine messicana è ricco di vitamine A-B-C, fibre, fosforo e  calcio;
  4. Maca: considerato un super-vegetale, ha la capacità di  regolare le funzioni delle ghiandole surrenali e di diminuire lo stress.  Comunemente distribuito in polvere, può essere utilizzato come un normale  condimento;
  5. Semi e olio di Sachi Inchi: scoperto e coltivato dalle  popolazioni indigene dell’Amazzonia, contiene tutti i grassi essenziali,  proteine e facilita l’eliminazione di tossine e altre sostanze dannose per la  salute;
  6. Crauti: i famosissimi crauti, così come qualsiasi altro  vegetale fermentato, sono ricchissimi di probiotici e possono quindi essere  d’aiuto nel rafforzare il sistema immunitario.

Scopri  i benefici sulla salute della dieta vegana

Fonte: VegNews