Le catene schiavizzanti dei Samskara

Morte e rinascita

La mente esercita la sua sovranità attraverso i samskara. Dai samskara emanano i vasana, come sciami di cavallette. Dai vasana scaturisce la corrente del desiderio e dal desiderio del godimento dei sensi nasce un intenso desiderio interno (trishna). Questo tipo di desiderio è molto potente. I samskara sono impressi nella mente, nel corpo causale.

Nella mente sorge una memoria di piacere, e quindi la mente pensa agli oggetti dei sensi. Maya ha la sua potente sede nell’immaginazione. Segue poi l’attaccamento. La mente pianifica e fa programmi. Siete fuorviati dalle passioni. Vi sforzate di possedere fisicamente quegli oggetti e di goderne. In questo tentativo favorite alcuni e avversate altri (raga e dvesha). Dovrete raccogliere i frutti delle vostre azioni virtuose e di quelle immorali.

Con i sei raggi di raga e dvesha, virtù e vizio, piacere e dolore, la ruota samsarica di nascita e morte continua a girare ininterrotta sin dall’inizio dei tempi. La natura dei desideri e dei pensieri dipende dalla natura dei samskara. Se avete samskara buoni avrete pensieri e desideri buoni, e viceversa.

Anche se fino a quarant’anni vi siete lasciato andare ad azioni malvage, iniziate subito a praticare azioni virtuose quali carità, japa, autocontrollo, studio, meditazione, servizio dei poveri e dei malati, servizio dei santi, ecc., e questi samskara vi spingeranno a fare sempre più azioni virtuose. Stimoleranno i buoni desideri e i nobili pensieri.

Nella Bhagavad Gita capitolo IX verso 30 il Signore afferma: “Api chet suduracharo bhajate mam-anayabhak / Sadhureva sa mantavyah samyag-vyavasito hi sah”, che significa “Se anche il più grande dei peccatori Mi adora con tutto il cuore, anche lui va considerato giusto, perché ha deciso rettamente”.

Fonte:  Swami Sivananda “La mente, i suoi misteri e il suo controllo” Vidyananda editore

Smarana: l’arte yogica della memoria.

 

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Le parole di B.K.S.Iyengar non hanno tempo e risuonano nel tempio della nostra anima con un’eco di altre epoche, anche se sempre attuale. Con la saggezza degli antichi Rishi il maestro ci esorta a rendere perennemente nuova, come un’ eterna primavera, la conoscenza dello yoga che è antica come le montagne.

L’uso che facciamo della nostra memoria può incatenarci a un passato traumatico nel quale restare bloccati e senza alcuna speranza, o può farci brillare nel momento presente senza essere legati dal passato nè, per motivazioni egoistiche, dall’incerto futuro.

Si agirà semplicemente, consapevoli dell’attimo che scorre via come sabbia tra le dita e centrati nel presente. Per usare le parole del maestro, “Ciò che facciamo per un lungo periodo di tempo rimuove ciò che abbiamo creato in un lungo periodo di tempo. Attraverso molti minuti, molte ore, molti anni di pratica costante e attenta (tapas), possiamo lavare via le nostre macchie e curare le nostre ferite e fragilità.”

Il suo insegnamento rivivrà in ognuno di noi che, mettendo in pratica la ricerca di tutta la sua lunga vita, cesellerà con silenziosa pazienza il proprio corpo e la propria mente alla luce delle sue parole.

 

“Il ruolo della memoria nella pratica degli asana è quello di permetterci di confrontare la pratica di ieri con quella di oggi, per notare gli eventuali passi avanti effettuati nella giusta direzione. Ma molte persone ripetono ciò che hanno imparato in passato, e la loro presentazione degli asana diventa meccanica, cosa che porta il corpo e la mente a stagnare.

Un’asana non è una posizione che può essere assunta in maniera meccanica. Richiede l’impiego del pensiero, e quindi di una certa dose d’innovazione e improvvisazione, per conseguire alla fine un equilibrio tra il movimento e la resistenza. Non ripetetevi mai. La ripetizione rende la mente ottusa. Dovete sempre animare e creare interesse in ciò che state facendo.

Per illustrare il mio punto, a volte assumo un asana in piedi davanti ai miei studenti, e dico loro che ciò che ho appena eseguito è un asana perfetta. Nessuno di loro può dirmi se ci sono imperfezioni nella posizione. All’esterno appare perfetta, ma all’interno è morta, la mia mente si trova altrove. Dopodichè, eseguo nuovamente l’asana con la mia piena presenza mentale. Creo unità dentro me stesso, e faccio loro notare la concentrazione riposta sulle gambe, sul torso e sugli organi sensoriali. Le posizioni sono differenti in modo sensibile.

Non lasciate che le esperienze passate rimangano impresse indelebilmente nella vostra mente. Eseguite ogni volta gli asana con una mente fresca e un atteggiameto nuovo. Se state ripetendo ciò che avete fatto in precedenza, state vivendo nella memoria, e quindi nel passato. Ciò significa che non volete superare le esperienze passate. Conservare tali memorie è come dire: “Ieri l’ho fatto così”. Quando invece ci chiediamo: “C’è qualcosa di nuovo rispetto a quello che ho fatto ieri?”, significa che vogliamo progredire.

Chiedetevi se state facendo dei passi avanti o indietro. Solo così capirete come creare dinamismo in un asana statica. La memoria deve essere usata come trampolino di lancio, dal quale chiedersi: “Cosa posso fare in più rispetto a quello che ho fatto ieri?”. Questo sia nella pratica degli asana che nella vita.

Normalmente quando una persona è in grado di padroneggiare una posizione, questa perde il suo interesse. Per questo motivo si vedono molte persone che eseguono più volte la stessa posizione in maniera meccanica, mentre le loro menti si trovano altrove. In questo modo si sviluppano delle lacune, e il praticante non riesce più ad assaporare l’asana. Non è l’atteggiamento corretto da seguire.

Le persone pensano di aver raggiunto il traguardo. Ma come fanno veramente a saperlo? Potrebbe essere solamente un inizio. Dovete sempre vedere se riuscite a superare la linea delle esperienze passate.

Dovete creare dentro di voi un sentimento di bellezza, di liberazione e d’infinito, che può essere sperimentato solamente nel momento presente.”

 

Fonte: B.K.S.Iyengar – Vita nello yoga – Edizioni Mediterranee

 

Quando non sarò più che un sogno

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“Vengo a voi per dirvi di Lui
e della via per chiuderlo nel vostro cuore
e della disciplina che porta la sua grazia.

Per mezzo della mia mente che in silenzio vi parla,
io comunico con voi che mi avete chiesto di guidarvi alla
presenza del mio Amato
o vi parlo con un dolce sguardo espressivo
o con amore vi dico parole sommesse
o, in modo chiaro, vi induco a non allontanarvi da Lui.

Ma quando non sarò più che un ricordo
o un’immagine mentale, o una voce silente,
quando nessun richiamo terreno potrà mai rivelare
la mia dimora nello spazio inesplorato,
quando né lievi implorazioni, né duri, possenti comandi
vi porteranno la mia risposta,
sorriderò nella vostra mente quando sarete nel giusto
e quando avrete torto piangerò coi miei occhi
osservandovi nell’oscurità,
e piangerò coi vostri occhi, forse;
e, sussurrando, parlerò nella vostra coscienza
e ragionerò con voi attraverso la vostra ragione
e amerò tutti attraverso il vostro amore.

Quando non potrete più parlare con me,
leggete i miei Sussurri dall’Eternità;
attraverso di essi
vi parlerò eternamente.

Sconosciuto camminerò al vostro fianco
e vi proteggerò con braccia invisibili.
E non appena conoscerete il mio Amato
e udrete la Sua voce nel silenzio
voi conoscerete anche me in un modo tangibile,
più di quanto mi abbiate conosciuto su questo piano terrestre.

E, inoltre, quando non sarò più che un sogno per voi
verrò a ricordarvi che anche voi non siete altro
che un sogno del mio Celeste Amato,
e quando anche voi saprete di essere un sogno,
come lo so io ora,
saremo tutti per sempre desti in Lui.”

Paramahansa Yogananda

Shraddha: il potere della fede

 
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“Perdere fede in se stessi significa perdere fede in Dio. Credete in quell’infinita, buona Provvidenza che lavora in voi e attraverso di voi? Se credete che questo Uno Onnipresente si trovi in ogni atomo, in ogni cosa, penetrando il vostro corpo, mente e anima, come potete scoraggiarvi?

Agli uomini viene insegnato fin dall’infanzia che sono deboli e che sono dei peccatori. Insegnate loro che sono tutti figli gloriosi dell’immortalità, anche quelli che sembrano essere più deboli.

Lasciate che pensieri positivi, forti, giovevoli entrino nei vostri cervelli dall’infanzia. Apritevi a questi pensieri, e non a pensieri svilenti e paralizzanti. Dite alle vostre menti, “Io sono Lui, io sono Lui.” Lasciate che questo risuoni nelle vostre menti come una canzone giorno e notte, e in punto di morte dichiarate, “Io sono Lui.” Questa è la verità. La forza infinita del mondo è vostra.

Coloro che incolpano altri (e aihmè! il numero di questi sta crescendo ogni giorno) sono in genere infelici, con cervelli deboli. Si sono messi loro in quella condizione attraverso i loro errori, e incolpano gli altri; ma questo non altera la loro posizione. Non li aiuta in alcun modo. Questo tentativo di gettare la colpa su altri non fa altro che indebolirli di più.

Perciò non incolpate altri per i vostri errori; reggetevi sulle vostre gambe e assumetevi la vostra responsabilità. Dite: “Questa infelicità che sto soffrendo è opera mia, e ciò vuol dire che dovrà essere disfatta da me solo.” Quello che io ho creato posso annientare; quello che è creato da qualcun altro non sarò mai in grado di distruggere. Perciò alzatevi, siate audaci, siate forti!

Tutta la forza e l’aiuto che volete è dentro di voi. Dunque create il vostro futuro. Lasciate che il passato morto seppellisca i suoi morti. Il futuro infinito è dinanzi a voi, e voi dovrete sempre ricordarvi che ogni parola, pensiero, e azione è di grande importanza, e che come i pensieri cattivi sono pronti ad aggredirvi come tigri, così esiste anche la speranza ispiratrice che i pensieri buoni e le buone azioni siano pronti, con il potere di centomila angeli, a difendervi sempre e per sempre.”

Vivekananda

Pensieri del Maestro Peter Deunov

L’11 luglio 1864 intorno alle 12 di mezzogiorno nel villaggio Hadarcia (all’epoca parte dell’Impero Ottomano, oggi Nikolaevka, a 30 chilometri dalla città bulgara Varna) nasce Peter Konstantinov Deunov. È il terzo figlio del prete Konstantin Deunovski e Dobra Atanassova che prima di lui hanno avuto un figlio di nome Atanas e una figlia di nome Maria.

Nel 1872 è iscritto alla scuola primaria bulgara nel villaggio Hadarcia che viene chiusa durante la guerra di liberazione russo-turca (1877-1887).Dopo la liberazione della Bulgaria, termina gli studi superiori nella scuola maschile quinquennale di Varna.

Il 25 Luglio 1886 termina gli studi alla scuola metodista americana di Svishtov e dopo di che insegna per due anni alla scuola di Hotanza, vicino a Russe.

Nel mese di agosto 1888 parte per gli Stati Uniti e si iscrive come studente alla Scuola Metodista di Teologia “Drew” di Madison, nel New Jersey e termina i suoi studi nel 1892. Nell’autunno dello stesso anno si iscrive alla Facoltà Teologica dell’Università di Boston, scrive la sua tesi di laurea sul tema “La migrazione delle tribù germaniche e la loro cristianizzazione” e si laurea nel mese di giugno del 1893. Per un anno frequenta lezioni presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Boston e nel 1894 ottiene un certificato che gli attribuisce il diritto di praticare la medicina.

Nel 1895 Peter Deunov ritorna in Bulgaria e trascorre gli anni fino al 1899 in solitudine e lavoro interno e profondo. Si stabilisce a Varna e rinuncia ai posti di lavoro come predicatore metodista e teosofo che gli vengono offerti. Nell’autunno del 1896 scrive il libro “Nauka i vazpitanie” (“Scienza ed educazione”) in cui analizza la via dell’uomo nel dramma del mondo e parla delle basi della nuova cultura che verrà nel secolo successivo.

Il 7 marzo 1897, all’età di 33 anni, nel villaggio Tetovo, vicino a Russe, lo Spirito Divino scende su di lui. La persona di Peter Deunov si trasforma nel Maestro della Fratellanza Bianca Beinsa Duno.

Dal 1898 comincia una corrispondenza con i suoi primi studenti: Penio Kirov della città di Burgas, dr Georghi Mirkovic della città di Sliven e Maria Kasakova della città di Veliko Tarnovo.

Il 13 febbraio 1899, nella città di Varna, scrive “Le dieci testimonianze di Dio” e il 24 febbraio “La promessa di Dio”. Il 28 febbraio sottoscrive, insieme ai suoi studenti Penio Kirov e Todor Stoimenov, le risposte alle “Dieci testimonianze”.

       Nel 1899-1900 vive presso il prete Konstantin Deunovski nella città di Novi Pazar.

Il 7 aprile 1900 convoca a Varna il primo concilio della Fratellanza Bianca, che chiama “incontro della Catena”. Sono presenti Penio Kirov, Todor Stoimenov di Burgas e dr Georghi Mirkovic di Sliven.

Dal 1900 al 1942 organizza, ogni mese di agosto, i concili annuali della Fratellanza Bianca in diverse località: a Varna (1900-1908), a Veliko Tarnovo (1909-1925), a Sofia (1926-1942), sulle montagne Rila e Vitosha.

Dal 1901 al 1912 viaggia e visita diverse città in Bulgaria, tiene lezioni e studia utilizzando la frenologia alcune persone considerate rappresentanti del popolo bulgaro. Nel 1904 si trasferisce a Sofia, dove rimane per un lungo periodo nella casa di Petko Gumnerov in via Opalcenska 66. Comincia a tenere predicazioni pubbliche in forma di lezioni. In queste lezioni Cristo occupa il posto principale e viene considerato come una persona storica, cosmica e metafisica.

Nel 1912, nel villaggio Arbanassi, vicino a Tarnovo, lavora sulla Bibbia ed elabora il “Testamento dei raggi di sole della luce” che viene stampato nel mese di settembre dello stesso anno. Sulla pagina iniziale c’è scritto: “Sarò sempre un servo fedele di Gesù Cristo, Figlio di Dio, il 15 agosto, Tarnovo, 1912”.

Il 9 marzo 1914 organizza una riunione di preghiera per accogliere l’Anno Nuovo Spirituale che viene dichiarato “inizio della Nuova Era dell’Acquario”.

Il 16 Marzo 1914 tiene a Sofia la prima lezione (ufficialmente stenografata) intitolata “Ecco l’Uomo” con cui pone l’inizio della serie “Vita e forza”. In queste lezioni presenta i principi di base dell’Nuovo insegnamento della Fratellanza Bianca.

Il 15 febbraio 1917 inaugura a Sofia un ciclo di lezioni speciali, tenute a donne sposate, che continua fino al 30 Giugno 1932.

Il 24 febbraio 1922 inaugura una scuola esoterica a Sofia che chiama “Scuola della Grande Fratellanza Universale”. È composta da due classi di studenti. La “Classe occulta comune” viene inaugurata con la lezione “Trite jivota” (Le tre vite), mentre quella speciale (per i giovani) viene inaugurata con la lezione “Dvata patia” (Le due vie). Le lezioni tenute nelle due classi continuano per 22 anni con frequenza settimanale, fino al mese di dicembre 1944.

Il 21 agosto 1922, al concilio della Fratellanza Bianca a Velito Tarnovo, presenta la canzone “Fir-Fur-Fen, Benedica”, con la quale comincia la serie di esercizi scolastici musicali, che termina nel 1944 con “La Nuova essenza”.

Nel 1927 Peter Deunov crea, vicino a Sofia, il villaggio Izgrev (oggi quartiere Izgrev) in cui si riuniscono i suoi ascoltatori, seguaci e studenti. Si stabilisce definitivamente ad Izgrev, dove insegna in un salone appositamente costruito.

Il 19 agosto 1927, al concilio della Fratellanza Bianca Universale, tiene una serie di lezioni raccolte nel ciclo “La via dello studente”.

Il 21 Settembre 1930 inaugura una nuova corrente nelle sue lezioni: Lezioni mattutine della domenica.

Nel 1934 presenta la Paneuritmia: un ciclo di ventotto esercizi di musica, testo e movimenti plastici. Più tardi aggiunge gli esercizi “Raggi di Sole” e “Pentagramma”.

Il 4 maggio 1936 un attivista del Partito Democratico lo picchia causandogli un’emoraggia cerebrale e paralisi. Nonostante la malattia, il 14 luglio 1936 esce con i suoi seguaci ai Sette laghi di Rila e il 12 agosto ristabilisce completamente la sua salute.

Il 22 Marzo 1939 scrive un messaggio diretto ai suoi studenti “L’eterno testamento dello Spirito”.

All’inizio del 1944, durante i bombardamenti su Sofia, organizza l’evacuazione di Izgrev verso il villaggio Marciaevo, a 24 chilometri da Sofia. Si stabilisce nella casa (attualmente museo) del suo studente Temelko Temelkov. Ritorna a Izgrev il 19 Ottobre1944.

Il 20 dicembre 1944 presenta l’Ultima Parola davanti alla classe occulta comune.

Il 27 dicembre 1944 abbandona il mondo fisico. Il suo corpo viene sotterrato a Izgrev, presso il punto oggi chiamato “Il luogo”.

Oggi il Maestro Peter Deunov ha seguaci in tutto il mondo.