Sii sempre una sorgente!

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“Anche se otterrete solo indifferenza o ingratitudine, non cessate mai di amare e di fare del bene. Poiché l’amore in voi è una sorgente, se decidete di impedirle di sgorgare sarete innanzi tutto voi a inaridirvi….
Certamente a quel punto nessuno potrà abusare di voi, deludervi, ma l’acqua della vostra sorgente spirituale non sgorgherà più e perderete la vita. Sì, poiché quando lasciate prosciugare la vostra sorgente, il mondo divino si chiude e diventate poveri e vuoti.
Che le persone lo meritino o no, lasciate almeno fluire in voi la sorgente dell’amore. Direte: «Sì, ma non meritano che li ami, non è giusto!» Non preoccupatevi tanto di ciò che è giusto o ingiusto: praticate quell’ingiustizia che è l’amore, altrimenti diventerete un deserto! “
Fonte: Omraam Mikhaël Aïvanhov

Corso di yoga rigenerante

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Da lunedì 7 ottobre è iniziato al centro yoga Surya il corso di yoga rigenerante. Il corso si terrà il lunedi dalle 17 alle 18 e comprenderà una combinazione di asana ristorative ogni volta diversa, con una seduta di training autogeno finale di rilassamento. Spesso la nostra vita è fatta di molte ore di lavoro  e, sebbene di notte dormiamo, raramente ci prendiamo delle pause di riposo dove dare ristoro al corpo e rilassarci profondamente e completamente. Tutti gli organi interni traggono beneficio nel rilassamento profondo che si produce durante una seduta di yoga rigenerante. Alcuni degli effetti riscontrati sono il riequilibrio della pressione del sangue, la riduzione dei livelli di glicemia e dei trigliceridi, l’incremento dei livelli del “colesterolo buono”, così come il miglioramento della digestione, dell’eliminazione, la riduzione delle tensioni muscolari, la scomparsa dell’ insonnia e del senso di fatica cronica. La pratica dello yoga è un atto di gentilezza verso sé stessi: è creare spazio all’interno del nostro corpo per creare spazio nella nostra mente.

Per info. chiamare al 3472663490.

Il Mantra 2

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Continua il viaggio nel mondo del mantra e dei suoi antichi misteri. Nella filosofia tantrica il mantra è una forza che può essere utilizzata per risvegliare la coscienza del praticante. La base del mantra è il suono, che si manifesta da grossolano a sottile. Nel cosmo esistono onde sonore lente, medie e veloci. Noi possiamo percepire le onde medie, mentre le onde lente e veloci sono al di  fuori dalle nostre percezioni uditive.

Quando si produce vocalmente il suono di un mantra esso ha un grado di frequenza media: è un suono percettibile o grossolano. Ma quando il mantra viene intonato silenziosamente esso ha un’alta intensità di frequenza, più veloce, e diviene suono impercettibile o suono sottile. Il mantra ha così un’azione sul mondo fisico e sulla sostanza mentale. Quando si produce un suono e se ne accelera la frequenza si produce un effetto sullo stato di coscienza.

Se prendete un sasso e lo gettate in uno stagno calmo a tranquillo, l’impatto con la superfice dell’acqua genera delle increspature che espandendosi formano dei cerchi sempre più larghi, a secondo del peso del sasso e dell’energia di chi lo lancia. Allo stesso modo quando si ripete un mantra il suono colpisce l’omogeneità della coscienza, creando delle increspature che aiutano la mente a rilassarsi e ad espandersi. Il suono del mantra crea delle vibrazioni nella mente.

Quando la mente diviene calma, rilassata e concentrata queste vibrazione create dal suono del mantra rompono le barriere che dividono la mente individuale, l’ego, dalla mente universale. Sono queste barriere che danno il falso senso di separazione dagli altri individui e non fanno percepire l’interconnessione che esiste tra ogni essere senziente.

Ecco perché lo yoga con le sue sperimentate modalità, crea spazio all’interno del corpo per creare spazio ed espansione all’interno della mente. Con una mente quieta e ben concentrata è allora possibile la ricerca interiore attraverso la meditazione, ricerca che lo yoga chiama “Atma-vichara“, o esplorazione (auto-indagine) dell’Anima.

Il musicista e fisico tedesco Ernst Chladni osservò nel XVIII secolo che i modi di vibrazione di una membrana, o di una lastra, possono essere visualizzati cospargendo la superficie vibrante con polvere sottile (ad esempio polvere di licopodio, o anche semplice farina o sabbia fine). La polvere, infatti, si sposta per effetto della vibrazione e si accumula progressivamente nei punti della superficie in cui la vibrazione è nulla. Nel caso di una vibrazione stazionaria, questi punti formano un reticolo di linee, dette linee nodali del modo di vibrazione. I modi normali di vibrazione, e il reticolo di linee nodali associato a ciascuno di questi, sono completamente determinati (per una superficie con caratteristiche meccaniche omogenee) dalla forma geometrica della superficie e dal modo in cui la superficie è vincolata. Sollecitando in modi diversi la vibrazione della superficie si eccitano modi normali differenti, e quindi si osservano di volta in volta solo alcuni degli infiniti reticoli nodali propri del corpo vibrante.

Nel 1967 il medico svizzero Hans Jenny, seguace delle dottrine antroposofiche di Rudolf Steiner, ha pubblicato il primo di due volumi intitolati Kymatic, nel quale – traendo ispirazione dalle esperienze di Chladni – ha sostenuto l’esistenza di un sottile potere attraverso il quale il suono struttura la materia. Nei suoi esperimenti egli poneva sabbia, polvere e fluidi su un piatto metallico collegato ad un oscillatore che produceva un ampio spettro di frequenze. La sabbia o le altre sostanze si organizzavano in diverse strutture caratterizzate da forme geometriche tipiche della frequenza della vibrazione emessa dall’oscillatore.

Secondo Jenny queste strutture, che ricordano i mandala ed altre forme ricorrenti in natura, sarebbero la manifestazione della forza invisibile del campo vibrazionale ed ogni forma conterrebbe le informazioni sulle vibrazioni che l’hanno generata.

Hans Jenny fu particolarmente impressionato da un’osservazione: imponendo una vocalizzazione in antico sanscrito come l’OM (Aum) (conosciuto dagli induisti e buddhisti come il suono della creazione e corrispondente al Verbo, al Logos della Bibbia occidentale) la polvere di licopodio rispondeva alle vibrazioni sonore generando un cerchio con un punto centrale, simbolo con il quale antiche popolazioni indiane rappresentavano lo stesso mantra OM (Aum). Non per nulla Pitagora aveva già intuito e sosteneva che “la geometria delle forme è musica solidificata“..

In effetti, per una lastra di forma circolare, appoggiata nel centro (oppure al bordo, o comunque in un insieme di punti dotato di simmetria centrale), i reticoli nodali dei modi di vibrazione presentano tutti una qualche simmetria centrale: quindi l’osservazione di Jenny è perfettamente coerente con proprietà matematiche ben note. Dal punto di vista fisico-matematico, tuttavia, la forma dei reticoli nodali è predeterminata dalla forma del corpo posto in vibrazione (nel caso di onde acustiche in un gas, dalla forma della cavità in cui il gas è contenuto). L’onda sonora incidente, pertanto, non influenza affatto la forma del corpo vibrante né la forma dei reticoli nodali: l’unica cosa che cambia per effetto della vibrazione è la disposizione della sabbia di cui il corpo è stato cosparso. L’immagine formata dalla sabbia, a sua volta, è influenzata dallo spettro di frequenze della vibrazione incidente solo in quanto ogni modo di vibrazione è caratterizzato da una specifica frequenza: pertanto, dallo spettro del segnale che eccita la vibrazione dipende quali reticoli nodali siano effettivamente visualizzati.I fenomeni fisici coinvolti nella formazione delle figure di Chladni sono perfettamente spiegati dalla fisica classica.

Come vedete, cari amici dello yoga, il viaggio attraverso il mondo del mantra è lungo e abbiamo appena cominciato a lambirne alcune sponde. Seguitemi in questo itinerario che, toccando anche le tematiche della scienza moderna, vi farà meglio comprendere la bellezza del praticare lo yoga e ancor di più vi farà comprendere quella magica e antica terra che gli diede i natali: l’India.
Fonti: IL MANTRA – Satyananda Paramahansa – Satyananda  Ashram

Autostima

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Un professore mostra un biglietto da 20 € e chieda ai suoi studenti: “Chi vuole questo biglietto? ” Tutte le mani si alzano. Allora comincia a sgualcire il biglietto e poi chiede di nuovo: “Lo volete ancora?” Le mani si alzano di nuovo. Getta per terra il biglietto sgualcito, lo pesta con i piedi e chiede: “Lo volete sempre?” Tutte le mani si rialzano. Quindi dice: “Avete appena avuto una dimostrazione pratica! Importa poco ciò che faccio con questo biglietto, lo volete sempre, perché il suo valore non è cambiato. Vale sempre 20 €”.
Molte volte nella vostra vita, sarete sgualciti, rigettati dalle persone e dagli avvenimenti. Avrete l’impressione di non valere più niente, ma il vostro valore non sarà cambiato agli occhi delle persone che vi amano davvero. Anche nei giorni in cui sentiamo di valere meno di un centesimo il nostro vero valore è rimasto lo stesso.

Aurobindo: dall’uomo al Divino

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“Quando passeremo oltre la comprensione, avremo la Conoscenza. La ragione fu l’aiuto, la ragione è l’ostacolo.

Quando passeremo oltre la volontà, avremo il Potere. Lo sforzo fu l’aiuto, lo sforzo è l’ostacolo.

Quando passeremo oltre i piaceri, avremo la Beatitudine. Il desiderio fu l’aiuto, il desiderio è l’ostacolo.

Quando passeremo oltre l’individuo, saremo vere Persone. L’ego fu l’aiuto, l’ego è l’ostacolo.

Quando passeremo oltre l’umanità, saremo l’Uomo. L’animale fu l’aiuto, l’animale è l’ostacolo.

Trasforma la ragione in un’intuizione ordinata; che tutto in te sia luce. Questa è la tua mèta.

Trasforma lo sforzo in un flusso uniforme e sovrano di forza d’animo; che tutto in te sia forza cosciente. Questa è la tua meta.

Trasforma il piacere in un’estasi uniforme senza oggetto; che tutto in te sia felicità.Questa è la tua mèta.

Trasforma l’individuo diviso nella personalità cosmica; che tutto in te sia divino. Questa è la tua mèta.

Trasforma l’animale nel mandriano; che tutto in te sia Krishna.
Questa è la tua mèta”.

Aurobindo