Basi per costruire una sequenza di asana a casa 2

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Torno di nuovo sulla pratica a casa per parlare dei benefici di una regolare esercitazione tra le mura domestiche.

La Natura ha creato i nostri corpi con l’intento di usarli con saggezza. Conosciamo bene gli effetti disastrosi del riposo forzato e dell’inattività fisica sul nostro apparato scheletrico e muscolare. Pazienti costretti a letto negli ospedali per alcune settimane avranno dei danni osteo-muscolari paragonabili a quelli di persone molto avanti con gli anni.

Deepak Chopra, famoso naturopata di fama mondiale, raccomanda lo yoga e il camminare di buon passo come la combinazione ideale di esercizi per rafforzare e bilanciare il nostro corpo. Sin dalle prime lezioni si può notare come vengano alleviati e rimossi anni di rigidità nella spina dorsale e nelle articolazioni. Lo yoga non rafforza solo il sistema osseo, ma migliora anche l’equilibrio e la coordinazione, l’assetto posturale e i molteplici meccanismi corporei, rendendo il corpo flessibile e tonificando la muscolatura in maniera naturale. Ma secondo me la cosa più importante è che iniziando a praticare a casa secondo le istruzione dateci dal/la nostro/a insegnante, inizieremo a percepire una nuova dimensione interiore, che si rivela progressivamente attraverso la pratica regolare.

Entrando nella nostra stanza di yoga quell’atmosfera di pace, di armonia e di silenzio ha un primo potente effetto sulla nostra mente: non è come entrare in un posto pubblico, non vi pare? Quindi l’ambiente esterno da noi stessi creato grazie allo yoga ha decisamente un forte impatto sul nostro ambiente interno, la nostra mente. E come il corpo diviene più flessibile, anche noi diveniamo più flessibili nell’interagire con la vita e sempre più nuove possibilità ci verranno incontro. Sentiremo che la vita si rivela aperta davanti a noi piuttosto che chiuderci le sue infinite meraviglie. Tutto questo è la poesia dello yoga.

Sequenza di pratica 2

Le sequenze di pratica sono state gentilmente messe a disposizione dall’IYNAUS di New York. Proseguite con queste modalità di allenamento adattandole al vostro tempo e al vostro livello di pratica, usando sempre il buon senso.

La sequenza degli asana nella propria pratica

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La giusta sequenza di asana è la chiave per avere una pratica di yoga efficace e funzionale. Dopo aver eseguito una corretta sequenza si è penetrati progressivamente in profondità dalla pelle ai muscoli, dai muscoli alle ossa del corpo fino ad arrivare a percepire il corpo energetico a un livello più “cellulare”. E’ in quei momenti che viene costruita la nostra mente yogica, e devono gradatamente essere coltivati con la pratica. In alcune modalità di yoga come l‘Ashtanga, le sessioni sono organizzate in Vinyasa, o serie di pratica. Un Vinyasa antico e conosciuto da ogni praticante di yoga è il Surya Namaskar, il famoso “saluto al sole”.

Nella didattica dello yoga Iyengar non ci sono schemi fissi da seguire come i Vinyasa, ma essere in grado di porre gli asana in buona sequenza richiede una conoscenza ottenuta da uno studio approfondito, e l’aver sperimentato sul proprio corpo e sulla mente gli effetti di diverse serie di asana. Saper creare una sequenza funzionale è un discorso avanzato e complesso. Molti asana come Adho Mukha Svanasana vanno studiati prima di asana più impegnative come Urdhva Dhanurasana,  e gli effetti che ne derivano nel corpo e nella mente vanno attentamente analizzati prima ancora di essere insegnati. Solo allora si può parlare di via esperienziale per capire la sequenzialità negli asana. Ci sono molti fattori che possono influenzare il modo di comporre una sequenza: il tempo(caldo, freddo), l’abilità e l’esperienza dei praticanti, il mood mentale e fisico dei praticanti in quel determinato giorno o in quella specifica ora della giornata (mattina, sera).

Differenti “famiglie” di asana hanno effetti completamente differenti sul  nostro corpo, la nostra mente e sulle nostre emozioni. Gli asana in piedi donano stabilità e forza. I piegamenti in avanti sono calmanti. Gli archi sono ottimi antidepressivi e promuovono il buon umore. Le capovolte aumentano il livello di energia e donano equanimità, creando un profondo senso di benessere.

La scelta di una determinata sequenza dipende da come ci si sente fisicamente, mentalmente ed emotivamente in quel giorno. Nessuna sequenza sarà mai appropriata per qualsiasi persona, per ogni tipologia mentale, per qualunque livello energetico (che è personale), per ogni livello di pratica e per tutti i giorni dell’anno. Le variabili sono quindi numerose e strettamente soggettive.

Nel mettere in ordine una sequenza di asana nel sistema Iyengar ci sono alcune regole più o meno strette che il praticante è tenuto ad osservare. Per esempio Sirsasana deve essere seguito in sequenza da Sarvangasana o da asana simili come Sethu Bandha Sarvangasana e Halasana, per riallungare le vertebre cervicali e rinfrescare il sistema nervoso. Altri sistemi di Yoga non usano questa modalità di sequenza.

Ci sarebbero molte altre cose da dire sulla corretta sequenza delle posture e su come osservare la maniera di praticare in maniera sicura e confortevole. Seguitemi nei prossimi post dove, illustrando progressivamente alcune semplici regole di base osservate nell’Iyengar yoga, avrò il piacere di spiegarvi i principi generali per praticare delle corrette sequenze di asana da sperimentare nella pratica personale.

L’amore per lo yoga

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“Lo yoga è una penetrazione interiore che conduce all’integrazione dell’essere, dei sensi, del respiro, della mente, dell’intelligenza, della coscienza e del Sé. E’ sicuramente un viaggio interiore, una evoluzione tramite una involuzione, verso l’Anima, che a sua volta desidera emergere per abbracciarvi nella sua gloria.

Avrete bisogno di un bravo insegnante che vi faccia da guida, che vi insegni a non farvi male, a non forzare, a non distorcere o strappare le fibre interne, i tendini, i legamenti, la mente e le emozioni. In caso contrario pratichereste lo yoga in maniera inadeguata o completamente sbagliata. Lo so per certo, perché ci sono passato anche io. Ma quando lo yoga viene praticato solo per esibizione o auto-gratificazione, non è affatto yoga.

Un atteggiamento del genere finirà per deformare o deturpare persino il carattere con il quale avete iniziato la pratica. Quando, durante le classi di yoga, osservate i vostri compagni e sentite emergere dentro di voi un senso di orgoglio, o di insicurezza, la sua controparte, riconoscetelo per quello che è e lasciatelo andare per la sua strada…”   B.K.S.Iyengar – Vita nello yoga – Edizioni mediterranee

Rileggo spesso queste parole prendendole come indicatrici del Sentiero da seguire. Anche io nel passato ho vissuto quel che Iyengar stesso ha testimoniato. Spesso lo si rivive quando il controllo della mente viene meno.  E’ come guidare un’automobile o una moto: un attimo di distrazione e si è fuori strada! Come testimonia il Maestro, “…quando per noi l’apparenza è più importante della sostanza, possiamo essere certi che abbiamo imboccato la strada sbagliata”… Questo ci fa capire che il controllo dei nostri desideri e aspirazioni è un continuo lavoro di potatura e di rifacimento, piuttosto che cambiamenti “miracolosi e repentini”. Giorno dopo giorno, con infinita pazienza e voglia di ricominciare, in qualsiasi condizione. Da quì si vede se c’è amore per lo yoga oppure…siamo alla ricerca di nome , gloria,  fama e autogratificazione. Iyengar fa riferimento allo yoga come a un “viaggio interiore”, ma se la nostra pratica ristagnerà solo a livello fisico non ci sarà lo spazio per far sbocciare l’intelligenza interna, e rimarremo fermi nella densità oscura del materialismo dell’ego, dove invece lo yoga è far sgorgare quella linfa vitale che va a nutrire ogni parte del nostro essere. L’anima vuole espandersi per permeare ogni livello della nostra coscienza. Dobbiamo avere una fiducia irremovibile in questo.

Lo yoga nell’inverno della vita

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B.K.S. Iyengar ritiene che sono molto poche le persone che fanno un uso consapevole e fruttuoso dell’ultima parte della loro vita, che io chiamo “l’inverno della vita”. Egli ritiene che gli studenti che si affacciano allo studio dello yoga in tarda età, hanno il vantaggio di potersi tenere in forma grazie all’uso dei props, o supporti. Grazie alla sua vasta e lunga esperienza   Iyengar ha potuto osservare l’utilità di coperte, cinture, mattoni, sedie e molti altri supporti, in persone che non erano in grado di prendere la postura in maniera indipendente.

La sua opinione è che i supporti abbassano il livello di ansia in persone che temono la difficoltà di alcuni asana, a causa dell’impegno fisico necessario per eseguirli. Posso anche io confermare per la mia modesta esperienza le parole del Maestro, poiché se non fosse stato per l’uso dei props molti miei studenti ultrasessantenni non avrebbero potuto sperimentare la bellezza della pratica  dello yoga. Leggiamo le parole di Iyengar a proposito:

“Controllare lo scorrere dell’età è un’arte. Per fermare il suo incedere, si dovrebbe fare della vecchiaia un utile strumento. In questo stadio della vita si diventa negativi. Il coraggio inizia a venir meno e l’intelligenza diventa intorpidita. L’ansia circonda le persone anziane. Alcuni in tarda età realizzano l’importanza dello yoga e vi si rivolgono per esserne aiutati. Non hanno mai fatto pratiche yogiche prima d’allora e vogliono apprendere e fare qualcosa; tuttavia non sono capaci di eseguire gli asana. In quello stadio, si realizza la profonda utilità dei props e la loro validità. Anche persone incapaci troveranno speranza di fare un qualcosa che farà scorrere la loro vita con gioia. La pratica con i props conduce al non attaccamento verso il corpo. Il cervello si calma e il sonno ristoratore, un vero sogno per molti anziani, arriva naturalmente grazie all’uso dei props”.

Questo per far capire che lo yoga non è solo destinato a persone giovani, forti, robuste e in perfetta salute, ma che è un dono per l’umanità tutta a prescindere dall’età, dal livello di salute, dalle condizioni sociali, dal sesso e dal contesto in cui si vive. Molta gente di qualsiasi estrazione sociale si avvicina alla pratica dello yoga ognuna attingendo secondo le proprie capacità, e pian piano la sua diffusione sarà talmente capillare da creare nelle generazioni a venire quello stesso amore di ricerca e di studio dei primi pionieri che lo hanno diffuso.

Iniziare la pratica yoga a casa

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State frequentando un corso di yoga due volte la settimana, volete migliorare e approfondire la conoscenza degli asana, migliorare la vostra flessibilità, la resistenza, la capacità di salire e scendere senza aiuti nelle capovolte. Bene! Dovete trovare degli spazi di tempo almeno due volte la settimana per la vostra pratica a casa. Quando dico “spazi di tempo” a chi pratica da poco, intendo che un’ora due volte a settimana va benissimo per chi già frequenta per altre due volte regolarmente le lezioni con un insegnante certificato. Vuol dire che un praticante studierà col proprio insegnante per due volte la settimana, e sperimenterà a casa propria i consigli tecnici dati dall’insegnante per altre due volte. Sono quattro giorni di pratica settimanale, un eccellente inizio per un principiante. Fa la differenza. E il vostro insegnante lo noterà!

Stabilite quindi una stanza nella vostra casa designata per la pratica, e se non avete spazio a disposizione liberate un angolo di questa stanza creando spazio a sufficienza per muovervi tranquillamente. Questo per avere la vostra attrezzatura per lo yoga a portata di mano, senza andarla a cercare a destra o a sinistra in giro, altrimenti il desiderio della vostra pratica a casa svanirà così come è nato! Non importa se il vostro insegnante sia il migliore del mondo o il tipo di scuola che seguite: se le strategie yogiche  che vi dà l’insegnante non vengono messe in pratica ed allenate regolarmente, sia pur per pochi minuti al giorno, saranno completamente inutili per la vostra trasformazione fisica e mentale.

L’angolo di casa vostra designato per la pratica dovrà essere di facile accesso, mantenuto pulito, arieggiato e illuminato. E se praticate vicino a una finestra fate in modo che ci siano  delle tendine che attenuino la luce proveniente da fuori. Non è bene praticare sotto la luce diretta del sole, specialmente nella stagione calda e… immaginate lo spavento dei vicini vedendovi in sirshasana o appesi alle corde! Un pochino di privacy  in tal caso è consigliabile.

Organizzatevi in modo da avere i props (coperte, mattoni, cinture) a portata di mano vicino a voi. Non c’è niente di peggio mentre si è già entrati in un’ asana che scoprire di avere bisogno di “quel mattone o di quella cintura”, e interrompere bruscamente la pratica per ovviare al disagio. Quando partite per un viaggio del resto organizzate bagaglio e biglietti nei minimi dettagli, non vedo perché quì non debba esserci un minimo di pianificazione.

Arredate la stanza con colori chiari, pastello, calmanti per la mente. Potete mettere qualche immagine riguardante la natura, lo yoga, la spiritualità, una pianta, fiori, un brucia-incenso, tutto ciò che porti la mente su quel che state facendo ma che allo stesso tempo non la distragga: per esempio troppi oggetti, troppe immagini e così via. Costruire un angolo armonioso per la vostra pratica è facile, economico e accessibile a tutti. Basta a volte spostare un tavolo per scoprire spazio sufficiente per dar inizio alla vostra “home practice”.

Detto questo cosa aspettate ancora? Trovate lo spazio sufficiente per un tappetino e avrete il vostro centro yoga nelle pareti domestiche. Se poi lo spazio è per due o tre tappetini ancor meglio! Condividere la pratica con altri amici che studiano con lo stesso insegnante sarà un bellissimo incentivo per il vostro e il loro miglioramento.