“Prendi un sorriso, regalalo a chi non l’ha mai avuto. Prendi un raggio di sole, fallo volare là dove regna la notte. Scopri una sorgente, fa bagnare che vive nel fango. Prendi una lacrima, posala sul volto di chi non ha pianto. Prendi il coraggio, mettila nell’animo di chi non sa lottare. Scopri la vita, raccontala a chi non sa capirla. Prendi la speranza e vivi nella sua luce. Prendi la bontà e donala a chi non sa donare. Scopri l’amore e fallo conoscere al mondo”.
Le parole di saggezza di Sri Anandamayi Ma, come quelle degli antichi Rishi e saggi di tutta l’India, contribuiscono ancor oggi a rendere spiritualmente vitale la sacra terra di Baratha. Sono parole che spingono alla pratica e all’osservazione del Dharma. Parole senza tempo, che sembrano provenire da una India di altre epoche, ma sono tremendamente attuali nella loro applicazione pratica. Sri Anandamayi Ma è stata una delle più grandi sante e Guru moderne che abbiano mai calcato il suolo del nostro pianeta. Semplice, umile e semianalfabeta, dava spiegazione degli intricati passaggi dei Veda agli eruditi pandit che ricorrevano a lei per avere spiegazioni su molti punti oscuri degli Shastra. Il mio primo viaggio in India è stato nel suo stupendo ashram a Brindavan, Uttar Pradesh. Nel 1989 Ma aveva lasciato il corpo, ma la sua presenza aleggiava potente tra le mura dell’ashram come sottile ed impalpabile benedizione. Sono stato anni dopo anche a Kankhal, Haridwar, in Himalaya a deporre un grande fiore di loto fresco e profumatissimo sul suo samadhi, meditando profondamente in quel santo luogo: lì il silenzio parlava dal più profondo dell’anima. Per molti anni Ma ha ispirato la mia ricerca nello yoga, e spero che sia altrettanto così per voi che proseguite sul sentiero del Dharma. Il filmato è in inglese ma…chi è seriamente interessato supererà questa piccolo ostacolo.
“Un giorno un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli: – Perchè le persone gridano quando sono arrabbiate?- Gridano perchè perdono la calma – rispose uno di loro. – Ma perchè gridano se la persona a cui si rivolgono è vicina a loro?- disse nuovamente il pensatore. … – Gridano perchè desiderano che l’altra persona li ascolti – replicò un altro discepolo. Il maestro tornò a domandare: -Allora non è possibile parlargli a voce bassa? – Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore. Allora il maestro esclamò : – Voi sapete perchè si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per farsi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono, tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. Perchè? Perchè i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. E quando l’amore è più intenso non è nemmeno necessario sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono e si comprendono. E’ questo che accade quando due persone si amano: si avvicinano.- Infine il pensatore concluse dicendo: Quando voi discutete con qualcuno, non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perchè arriverà un giorno in cui la distanza sarà troppa…”
“Quando serriamo porte e finestre della nostra casa e ci chiudiamo dentro, ci sentiamo protetti, al sicuro, indisturbati. Ma la vita non è così, la vita bussa continuamente alla nostra porta, cercando di aprire le nostre finestre in modo che possiamo vedere di più. E se per paura noi chiudiamo le porte e rinforziamo le finestre, i colpi si faranno semplicemente più forti. Più ci aggrappiamo a qualsiasi forma di sicurezza, più la vita preme su di noi. Più abbiamo paura e ci rinchiudiamo, più aumenta la nostra sofferenza, perché la vita non ci lascerà in pace. Noi vogliamo essere sicuri, ma la vita dice che non si può; e allora comincia il nostro conflitto”.