Patricia Walden: l’armonia dello yoga

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Ho conosciuto Patricia Walden agli inizi del 2000 quando venne invitata in Italia a uno stage estivo tenuto a Rapolano, da Gabriella Giubilaro.  Avevo appena iniziato la pratica dell’Iyengar yoga, e il livello di pratica era molto avanzato per me. La ricordo gentilissima, con una voce musicale, geniale nel suo yoga. Mi diede un input di lavoro in Parivritta Trikonasana che tutt’ora insegno ai miei allievi. Spero di poter lavorare ancora in qualche intensivo con lei, perché è un vero piacere praticare con Patricia. Il video che segue trasmette molto più di tante parole.

La pratica dello yoga secondo Geeta

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Questa meravigliosa intervista a Geeta Iyengar riporta molti consigli utili per i praticanti ed è, a mio avviso, un post “di nicchia” per addetti ai lavori e per gli insegnanti. Geeta tocca diversi aspetti profondi della pratica con l’insegnante e nelle quattro mura della propria casa. Leggete molto attentamente e come al solito…buon lavoro su voi stessi!

“C’è un altro modo di costruire le sequenze. Quando una parte del corpo ha bisogno di attenzione, bisogna dedicare particolare cura a questa zona specifica. Per esempio, un malato di cuore ha bisogno di attenzione al petto, ai muscoli del cuore e alla schiena. Inoltre la mente e il corpo si devono calmare. Un allievo che ha dolore al ginocchio necessita d’attenzione al ginocchio. Il gruppo di asana dovrà essere praticato in modo tale da lavorare sul cuore o sul ginocchio. Il ginocchio diventa il fulcro. Come una poesia ha un tema principale, un’idea fondamentale, così il ginocchio o il cuore diventano l’idea centrale ed è intorno a questo fulcro che si programmerà tutta la pratica.

L’attenzione sarà mirata sull’area debilitata. La pratica degli asana  dovrà essere connessa a questo centro. Questo significa che ilginocchio potrebbe venire esteso o potrebbe venire piegato. Nella sequenza di asana si studierà quali lavorano sul ginocchio e precisamente su quale parte del ginocchio, e via dicendo. Potrebbe essere il procedimento antigravitazionale in cui si sollevano le gambe con le ginocchia estese in Urdwa Prasarita Padasana. Se non si è in grado di estendere il ginocchio, si metterà l’allievo contro il muro e gli si chiederà di estenderlo; oppure lo si farà stendere a terra supino e gli si farà estendere il ginocchio in modo passivo. Si farà Supta Padangusthasana con le ginocchia piegate e con le ginocchia estese oppure Utthita Hasta Padangusthasana con le ginocchia piegate e le ginocchia estese, davanti e di lato o con la torsione.

Virasana e Baddha Konasana lavorano sul ginocchio. Per alcune persone Padmasana è dolorosa, ma anche se si sente dolore, bisogna trovare il modo di aprire la giuntura ed estendere i legamenti. Bisogna vedere se, con il ginocchio sostenuto, quella zona lavora. Il tema centrale è il ginocchio e la pratica dovrà ruotare attorno a quella zona in tutti gli asana.Tutti i piegamenti in avanti, in cui le ginocchia vengono piegate in modi diversi, devono essere capiti tenendo d’occhio il ginocchio. Il ginocchio si piega in maniera diversa in Janu Sirsasana e in Triang Mukhaikapada Paschimottanasana. Così anche in Marychasana, Ardha Baddha Padma Paschimottanasana, Bhekasana e Utthita Bhekasana. Tutti questi asana lavorano sul ginocchio. Bisogna praticarli e capire come lavora il ginocchio. Per quanto riguarda il cuore, il torace deve essere aperto. Supta Virasana, Supta Baddha Konasana, Supta Swastikasana o Matsyasana,  Salamba Purvottanasana (sulla piattaforma), Dwipada Viparita Dandasana e Ustrasana sono asana che aprono il torace. Si crea spazio e quella parte del corpo si ossigena, la forza vitale si sposta in questa particolare area. Si può fare tutto con o senza sostegni. Se non avete alcun tipo di problema e volete concentrarvi sul vostro cuore e sul vostro torace, queste sono le posizioni che dovete praticare. L’intera sequenza può essere fatta con questo obiettivo. Esiste un altro modo di praticare. Eseguire una sequenza di asana che riguardano gli organi sani.

La sequenza delle posizioni varia da individuo ad individuo. La parte del corpo interessata può essere il cuore o il ginocchio, ma ogni individuo avrà le sue limitazioni, le sue paure e le sue potenzialità. Dovete osservare la vostra posizione in quel particolare asana. Non potete andare diritto alla posizione finale. Piuttosto dovete osservare i numerosi stadi intermedi che sono di diverso livello. Supponete che il vostro ginocchio abbia difficoltà a piegarsi. Dovete osservare quando e come compaiono le limitazioni. A volte è il dolore che vi limita. Quindi dovete osservare ogni grado di movimento del ginocchio. Allo stesso tempo dovete stare attenti mentre state lavorando sul ginocchio, che le altre parti del corpo, come gli inguini, il sacro, la schiena non siano disturbate.

Se è il cuore il problema dovete vedere fino a che punto si ha giovamento dall’asana. Potete allargare, aprire e sollevare il torace, ma avere tensioni nelle spalle, alla gola, al collo, al viso, e così via. Di conseguenza la sequenza e le posizioni degli asana variano in modo da rimuovere le involontarie tensioni che si creano nel corpo. Dwipada Viparita Dandasana è un asana che nutre e alimenta il cuore. A volte avete bisogno di osservare il respiro. Dovete osservare il diaframma e i muscoli intercostali.

Per esempio Dwipada Viparita Dandasana è un asana di grande giovamento e nutrimento per il cuore. Ma se l’estensione della curvatura della spina dorsale non è uniforme, ma eccessiva da una parte e insufficiente dall’altra, l’energia si interrompe, non è ben distribuita e così l’energia si esaurisce. In questo frangente avete bisogno di seguire, nello stesso asana, questa sequenza: l’azione, il movimento, la correzione, la comprensione profonda e il rilassamento. In altre parole anche l’asana progredisce gradualmente.

Tutti voi praticate le torsioni come Bharadvajasana, Marichyasana, e ArdhaMatsyendrasana, etc. Sono tutte posizioni di rotazione laterale. Le basi di queste posizioni sono nelle posizioni in piedi.

In Parivrtta Trikonasana, Parivrtta Parsvakonasana, Virabhadrasana I e Parsvottanasana ruotate l’addome. In Parsva Sirsasana e Parivrtta Parsvaikapada Sirsasana fate una rotazione. Dovete cercare di scoprire in questa sequenza di posizioni quando e come ruotate la colonna vertebrale. In Ja nu Sirsasana e Triang Mukhaikapada Paschimottanasana potete sedere con la spina dorsale eretta, senza piegarvi in avanti e ruotare. Lavorate concentrandovi sul tema della rotazione.

Le diverse sequenze lavorano su molte parti del corpo. Nel commercio trovate una gran varietà di settori per guadagnare. Perché non potete intraprendere un cammino nello yoga per guadagnare la salute? Non avete delle buone ragioni per addentrarvi nella mente e scoprire cosa accade praticando questi asana al corpo e alla mente? Avete osservato la parte destra e la parte sinistra del vostro cervello? Avete sperimentato fino a che punto siete in grado di fronteggiare il dolore, di tollerarlo? “Tatahdvandvah anabhighatah” Yoga Sutra II. 48: “Da questo punto in poi il sadhaka non è più disturbato dalle dualità”.Quando provate a fare una posizione e non vi riuscite, non siete colti dai dubbi? Avete mai provato a sperimentare questo durante gli asana? Perché  dovreste esser colti da questa dualità?

Se il ginocchio vi fa male in Janu Sirsasana o Ardha Baddha Padma Paschimottanasana, avete due modi di reagire. Il primo è trascurare il ginocchio piegato per concentrarvi sulla gamba estesa. Il ginocchio piegato vi fa male, ma sopportate il dolore. Fine, nessun danno. Vi concentrate sulla gamba estesa e cercate di capire come lavora il vostro corpo in questo punto. Significa che state cercando di mettere da parte il vostro dolore e di concentrare la vostra attenzione da un’altra parte. Questo è ancora il gioco della mente.

L’altro modo è quello di osservare il vostro ginocchio dolorante e cercare di capire perché, come e quando vi fa male, confrontandolo con l’altro ginocchio che non vi duole. Domandatevi in che modo potete lavorare sul ginocchio piegato allo stesso modo di come lavorate con quello della gamba estesa che non vi duole. Cosa succede al ginocchio quando non vi fa male? Non è forse anche lo studio della mente coinvolto in questo dolore? Siamo davanti a due modi di procedere: non essere presente oppure concentrare la mente. Ma così devono essere fatti e costruiti gli asana.

Anche la pratica corretta di Savasana può essere poco chiara agli studenti di yoga. Una persona ha scritto a un giornale chiedendo se era corretto praticare Savasana in posizione prona invece che supina. E’ stato risposto che Savasana poteva essere fatta anche in posizione seduta. Nell’Hatha Yoga Pradipika è scritto:“Uttanam Shavavat Bhumau Shayanam Tat Shavasanam”. Uttanam è uno stato di completo allungamento.

Shavavat significa “come il corpo di un cadavere”. Bhumau vuol dire “sul pavimento”. Shayanam Tat Shavasanam: questo modo di stare distesi si chiama “Shavasanam”. Nell’ Hatha Yoga Pradipika Swatmarama dice: “Savasanam Shrantiharam Chitta Vishrantikarakam”. Come dovrebbe essere questa Savasana?Dovrebbe essere Shranti Haram. Dovrebbe portare via ansia e stanchezza e condurre la vostra mente (chitta), in uno stato di quiete. Spiegando gli effetti, egli dice quale deve essere la tecnica. La tecnica è nascosta nell’effetto dell’asana.

Come dicevo prima, a seconda dei benefici che si vogliono trarre dall’asana, la tecnica dovrà essere aggiustata o corretta. Se è il ginocchio a dover trarne l’effetto, per eliminare il dolore o aumentare la mobilità, dovrò lavorare durante la pratica dell’asana per vedere che tali risultati siano ottenuti. Dovrò praticare l’asana con la  ginocchio in modo tale che si allunghi, si crei spazio in esso e sia lubrificato. Allo stesso modo si devono considerare queste cose in Savasana. In Savasana dovete stare distesi supini come un corpo morto,“Shavavat Bhumau”.A molte persone accade che i dolori aumentano quando si sdraiano a terra. Il corpo e la mente diventano irrequieti. In tal caso la posizione è scorretta. Il corpo è inclinato da un lato o dall’altro.

Dopo giorni di pratica vi accorgete di ciò e dite: “Quando sto in Savasana, questa spalla mi fa male e l’altra no. Questa gamba diventa pesante e l’altra no”. I vostri muscoli si contraggono, il vostro corpo pende da un lato, il torace si chiude ed è impedita la circolazione; in alcuni punti del corpo si creano delle chiusure. Talvolta non siete in grado di respirare in maniera uniforme stando nella posizione finale. Sono necessarie, allora, delle modifiche in Savasana. Il corpo e la mente le richiedono.

Guruji ci ha insegnato molte tecniche. Potete praticare Savasana con le gambe piegate su uno sgabello o una sedia o Swastikasana Savasana, semplicemente abbandonate le gambe incrociate in Savasana. Quando una persona non riesce ed allungare le gambe in Savasana, potete mettergli un cuscino tondo sotto le ginocchia. Se una donna è in gravidanza e non si può stendere dritta a causa del peso dell’addome, mettete uno o due cuscini rotondi sotto le sue gambe piegate in modo che le gambe si allontanino un po’ dall’addome e si crei spazio per il bambino. La posizione è quasi simile a Navasana, dove le gambe sono sollevate. E’ Navasana con le gambe piegate su un supporto e non Navasana con impegno muscolare. Le gambe si riposano mentre la spina dorsale e la testa sono sostenute e l’addome è rilassato. Se le persone lamentano senso di peso nell’addome e sono affetti da ulcera e da reflusso gastrico, questo tipo di Savasana aiuta a ridurre il senso di bruciore.

Dovete mettervi in Savasana correggendo la posizione secondo i vostri problemi personali.

In Savasana supina, la spina dorsale può essere sollevata con un cuscino, un supporto (cuscino rotondo) o una coperta. La regione del cuore può essere sostenuta con una coperta ripiegata, un mattone, un mattoncino a superficie arrotondata o anche una tavola inclinata. La testa è in posizione più alta rispetto al torace in modo da rilassare la gola se qualcuno ha problemi di gola, di tiroide, difficoltà respiratorie o asma.

Savasana prona è un’altra posizione. La persona è distesa sullo stomaco con il dorso dei piedi rivolto verso il pavimento, le dita dei piedi girate in dentro, i talloni verso l’esterno e la regione posteriore delle cosce completamente ruotata lateralmente. Le braccia possono essere poste ai lati del corpo o possono essere piegate o poste in modi diversi, secondo le necessità della persona. Il peso va messo nella regione posteriore delle cosce quando c’è mal di schiena o sciatica. Le gambe possono essere legate con una cintura quando le caviglie tendono ad allargarsi. Le ginocchia sono separate da un mattone, ma le caviglie sono legate insieme nelle persone con osteoartrosi.

Quando talvolta le ginocchia si allontanano troppo, vanno legate con una cintura e bisogna tenere i piedi separati per evitare problemi alle ginocchia. Dovete correggere la posizione in Savasana secondo i problemi di ciascuno. Comunque il modo tradizionale, originario, autentico e corretto di praticare Savasana è solo in posizione supina.

Mentre Savasana può essere praticata in diverse maniere, la posizione seduta non consente il rilassamento. Nell’articolo citato si afferma che si può stare seduti e rilassarsi come in Savasana. Savasana da seduti la facciamo solamente in treno o in aereo. Se devo viaggiare da Pune a Bombay, spesso dopo Lonavla posso schiacciare un pisolino. Ma non lo chiamo Savasana: è sonno. Supponete di avere un viaggio più lungo da fare, da Pune a Bangalore, e che vi addormentiate più volte in una posizione seduta. Il corpo crolla. Non può essere Savasana. Swatmarama dice: “Shavavat Bhumau”. Quando voi siete distesi sul pavimento, Savasana può diventare Shranti Haram e Chitta Vishrantikarakam. Ciò non accade da seduti. La forza dell’energia non riesce a diffondersi.Uttana significa estesi, espansi, completamenti allungati. Ciò non accade da seduti. Quindi,Savasana da seduti non è Savasana. Noi concediamo ai pazienti asmatici di sedersi in Swastikasana e Dandasana, con un supporto per il torace, perché questi lamentano difficoltà respiratorie. Si chiama Upashraya Sthiti. In Upashraya Sthiti, ci si inclina un po’ indietro, come quando si reclina il sedile in aereo o in treno. Quando il torace ha un supporto, la persona avverte benessere. Respira liberamente. E’ Savasana per quelle persone che praticandola respirano bene, ma non è Savasana classica.

Le persone che hanno dispnea, che avvertono un grande senso di peso nella pelvi, specialmente le donne che hanno un abbondante flusso mestruale, diventano irrequiete. Quando la mestruazione è abbondante, c’è sempre tensione mentale. Se le mettete in Dandasana, Swastikasana, o Baddha Konasana, con un supporto ad arco a sostegno della schiena si sentiranno bene e troveranno sollievo nella posizione. Sentiranno che la mente si riposa un poco. Il torace chiuso, contratto e costretto si apre. Gli organi interni compressi trovano spazio. In diversi modi si possono sicuramente rimuovere le tensioni, la rigidità e la pesantezza. Si possono superare le difficoltà respiratorie. Ma alla fine bisogna praticare Savasana nel modo classico e originale in maniera da sperimentarne la reale essenza.

Guruji ha sviluppato ed insegnato così tante cose. Il mio obiettivo era di informarvi che anche Savasana può essere praticata dagli studenti in modi diversi. Sta a voi scoprire cosa dovete acquisire, cosa dovete imparare e praticare. Se la classe avesse un solo modello, sarebbe terminata in un giorno. Ma questo non accade a causa dei sentimenti, delle esperienze, delle sensibilità, dei cambiamenti.

Tutto deve essere sentito e acquisito tramite l’esperienza.

Le trasformazioni avvengono. Bisogna osservarle. Tutte le tecniche che Guruji ci ha dato devono essere studiate. Ogni cosa deve essere sentita e sperimentata. Spero che abbiate capito. Vi ringrazio moltissimo.”

Fonte: Sadhana – Rivista di Iyengar yoga – n.5 del 2007, pag.18 – 24

Aforismi dello Yoga di Prashant Iyengar 2

Stato

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Continua la serie di post sui neologismi introdotti da Prashant Iyengar per meglio fissare nella memoria degli allievi le azioni chiave degli asana, così da racchiudere in un modo di dire interi concetti che richiederebbero molto tempo per essere spiegati. In allievi già con esperienza sono dei memento che aiutano a meglio focalizzare l’esecuzione corretta delle posture, utilizzando un linguaggio a suo modo originale e che utilizza i giochi di parole della lingua inglese. La creatività di un grande insegnante si vede anche da come riesce a sopperire alle debolezze degli allievi, aiutandoli a mantenere l’insegnamento ricevuto nella sua più integra purezza.

Unless you improve your perception, your actions will not improve.  Le vostre azioni non miglioreranno se non migliorate la vostra percezione.

Viparita Dandasana means reverse prostration… it can also means cruel and unusual prostration.  Viparita Dandasana significa prostrazione  inversa… può anche indicare punizione crudele e insolita. Riferito all’intensità dell’asana per un principiante.

Kidneys tend to behave like kids. Suck them in. I reni tendono a comportarsi come i ragazzini. Cercate di tenerli “buoni”. Qui Prashant gioca con le parole kidney (reni) e kids (monelli).

Make the kidneys hard as stone, to prevent them from making stones. Agite sui vostri reni con la pratica degli asana, prima che si formino calcoli renali. Prevenire è meglio che curare.

They should be not floating but flying ribs. Dovrebbero essere non costole fluttuanti, ma costole volanti. Il gioco di parole floating/flying si riferisce al controllo verso il basso e al contenimento verso l’interno delle fluttuanti: non fluttuare senza controllo ma volare disciplinatamente.

Pubicize, sternumize, shoulderize your Sirsasana, Trikonasana, Viparita Dandasana.  “Pubizzate”, “sternizzate”, “spalleggiate”, i vostri Sirsasana, Trikonasana, Viparita Dandasana. Cercate di mantenere le azioni chiave nel pube, nello sterno e nelle spalle negli asana indicati.

Learn to become what you are not.  Imparate come diventare ciò che al momento non siete. L’arte di cambiare sé stessi attraverso la pratica disciplinata dello Yoga.

Always do your optimum and not your maximum. Fate sempre le cose in maniera ottimale, e non il vostro massimo. Spesso “dare il massimo” non vuol dire fare le cose al meglio e bene.

Are you resting or rusting? Vi state riposando o state arruginendo? Rest riposo, rust ruggine. Richiamo alla pratica costante.

You are now getting more composed at cost of my composure.  Ora state divenendo più composti al prezzo della mia calma e compostezza. Classico richiamo dell’insegnante all’ordine e al corretto lavoro da parte degli allievi.

From knee-cap to knee-crater. Agite sulle rotule delle ginocchia così da sollevarle e spianarle come crateri, invece che lasciarle sporgerle inattive come uno zuccotto. Rotule su!

Autowitness. Osservarsi attentamente nella pratica dello Yoga, diventando testimoni consapevoli delle nostre azioni.

Yogalisation. Il sapersi centrare in maniera yogica, corpo e mente.

Fonte: Yoga Rahasya vol.20 n.1; 2013 pag.36 – 37 – 38

Seminario di yoga rigenerante sull’Amiata

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1 – 3 novembre: fine settimana dedicato alla pratica yoga Iyengar, con lo studio degli asana rigeneranti e del pranayama, l’antica scienza indiana del respiro.

Praticheremo ad Arcidosso, immersi nell’oasi di pace e di silenzio del Monte Amiata, tra conifere e aria pura dei boschi. Saremo ospiti dell’Hotel Colle degli Angeli, dotato di Spa e di ogni comfort.

La pratica mattutina è adatta sia ai principianti sia ai praticanti con più esperienza. Il tema del seminario è la pratica del pranayama che ci riporta nella nostra interiorità, indicato nello yoga col termine sanscrito Pratyahara. Si inizierà a preparare il corpo con gli asana rigeneranti e si proseguirà con il pranayama per rendere la mente centrata e stabile e ottenere i primi stadi meditativi. La lezione si concluderà con un profondo rilassamento guidato.

Nel pomeriggio ci rilasseremo nella Spa, tra bagno turco, saune, grotta del sale, vasche calde con cromoterapia, idromassaggi, percorso Kneipp con acque calde e fredde, stanza con lettini per rilassamento e una varietà di tisane disintossicanti.

La colazione comprende un ricchissimo buffet con dolci fatti in casa, frutta, succhi, yogurt, muesli. I pasti sono all’insegna della migliore tradizione della cucina toscana.

Programma

Arrivo nel pomeriggio di venerdì 1 novembre.

La pratica si svolge la mattina dalle 9.30 alle 12.30.

Partenza dopo il pranzo di domenica 3 novembre.

Aforismi dello yoga di Prashant Iyengar 1

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Cari amici dello yoga,

l’estate volge al termine, si apre il nuovo anno accademico della scuola di yoga Surya e riprenderò ancora a postare articoli che spero siano d’ispirazione per i principianti e per chi già pratica da tempo. Oggi vi propongo come post d’apertura alcuni aforismi di Prashant Iyengar, figlio di B.K.S. Iyengar, sullo yoga e la modalità di pratica.

Sappiamo che la lingua inglese è in continua evoluzione grazie ai vari neologismi che ogni anno si aggiungono. Questo è testimoniato dalle case editrici che pubblicano i vari dizionari.

Faccio questo preambolo per spiegare come anche Prashant Iyengar abbia fatto delle “yogizzazioni” della lingua inglese, utili per capire ancor più a fondo le intrinseche dinamiche di asana e pranayama. Sappiamo che lo yoga è essenzialmente esperienziale: si comprende facendo. Ma in questo caso Prashant ha formulato dei neologismi tutti suoi, così da rendere in grado gli allievi di fissare nella loro memoria delle azioni utili nella loro pratica personale.

Che dire? Il tocco creativo del genio! Vediamo come alcuni “Prashantism” possano essere  utili per la nostra pratica a casa e per allargare ancor di più la nostra visione mentale e dello yoga. Scrivetevi le frasi che vi appaiono più interessanti, appendetele ben visibili nel vostro angolo di pratica e… buon lavoro!

“While performing asanas learn to draw a line between sincerity and stupidity”.  Quando eseguite gli asana cercate di tracciare una linea tra stupidità e sincerità.

“Mitesh, Viparita Dandasana is done in your spine, not in your face”.  Mitesh (è un suo allievo, lo sta correggendo) Viparita Dandasana va fatto nella tua spina dorsale e non sul tuo viso.

“You are well versed in the static of dynamics. Now understand the dynamics of statics”.  Voi siete abili nelle staticità dei movimenti dinamici. Ora comprendete (ricercate) le dinamicità delle posture statiche.

“This asana involves extension of the body, but the body should be ex-tension”.  Questo asana richiede l’estensione del corpo, ma il corpo dovrebbe essere scevro da ogni tensione.

“Stop being actionholics and be mantainholics”.  Smettete di creare movimenti inutili nell’asana e cercate di mantenerla a lungo per percepirla.

“The internet is inside your body, what is outside should be named externet”.  Le realtà interiori (internet) sono all’interno di questo corpo. Ciò che è esteriore dovrebbe essere chiamato externet.

“An asana begins when the doing of an asana is done”.  Un asana inizia quando si sono effettuate tutte le azioni dell’asana stesso.

“To master yoga we have to learn to learn, learn to teach, teach to learn and teach to teach.”  Per conseguire maestria nello yoga dobbiamo imparare ad apprendere, imparare ad insegnare, insegnare ad apprendere e insegnare ad insegnare”.

“A human being is never a human being but…a human doing”.  Un essere umano non è un umano che è ma…un umano che continuamente fa.

“Scientific knowledge is infinitively finite whereas yogic knowledge is infinitevely infinite”.  La conoscenza scientifica  infinitamente limitata, mentre la conoscenza yogica è infinitamente infinita.

Soffermarsi sul significato profondo degli aforismi di Prashant è un invito a riprendere con rinnovato slancio ed entusiasmo la pratica dello yoga con i vostri insegnanti e tra le mura di casa vostra. Le sue parole vanno meditate a lungo affinché si manifestino come perle luminose lungo il nostro sentiero.

Fonte: Yoga Rahasya vol. 20 – No.1 2013, pag 34 – 35 – 36