Rendersi più leggeri di una piuma

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Per varcare le porte interiori tramite il pranayama e la meditazione bisogna rendersi sottili, leggeri e spogli da tanti orpelli inutili. Altrimenti i “guardiani” che sono situati all’entrata del nostro tempio interiore ci sbarreranno la strada, impedendoci di entrare. Per qualsiasi cosa c’è sempre il prezzo del “biglietto” di entrata: se il cuore non viene reso più leggero di una piuma ma viene appesantito con mille desideri e paure, ci sarà impossibile avere esperienza delle realtà interne. E saremo noi stessi a precludere la nostra entrata.

Le tre qualità di un discepolo

Questo post invita a riflettere sulle qualità interiori che ogni praticante ha bisogno di sviluppare lungo il suo percorso. Queste qualità rappresentano l’ossatura dei studenti e degli insegnanti di yoga, senza le quali ogni pratica diventa vuota e priva di significato. Commentate!

Sorridi

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 “Quando incontri un uomo
 troppo stanco per offrirti il suo sorriso,
lasciagli il tuo.
Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
quanto colui che non lo sa più donare”.
(Proverbio cinese)

Apri le porte alla vita

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“Quando serriamo porte e finestre della nostra casa e ci chiudiamo dentro, ci sentiamo protetti, al sicuro, indisturbati. Ma la vita non è così, la vita bussa continuamente alla nostra porta, cercando di aprire le nostre finestre in modo che possiamo vedere di più. E se per paura noi chiudiamo le porte e rinforziamo le finestre, i colpi si faranno semplicemente più forti. Più ci aggrappiamo a qualsiasi forma di sicurezza, più la vita preme su di noi. Più abbiamo paura e ci rinchiudiamo, più aumenta la nostra sofferenza, perché la vita non ci lascerà in pace. Noi vogliamo essere sicuri, ma la vita dice che non si può; e allora comincia il nostro conflitto”.

Fonte: Life Ahead,  J.Krishnamurti