Perché questo blog si chiama saluto al sole

Il titolo che ho voluto dare a questo blog ha origine dalle mie prime conoscenze dello yoga, quando neanche diciassettenne mi esercitavo nei primi approcci con l’hatha yoga. Allora i miei insegnanti facevano del saluto al sole o Surya Namaskara la pratica di apertura di tutta una sessione di yoga. Non solo, ma se ne studiavano tutte le sfumature come varianti, mantra, velocità d’esecuzione…

E ho dei bei ricordi con il saluto al sole, perché spesso si andava all’alba su una collina nella parte alta del mio paese, e si aspettava l’astro di luce che lentamente faceva la sua comparsa ad annunciare il nuovo giorno. Quale migliore occasione per omaggiare il sole con i Surya Namaskara, il Gayatri mantra e tanti altri mantra che celebravano la sua grandezza spirituale ed introducevano potenti vibrazioni vitali all’interno del sistema nervoso.

Che ricordi, che entusiasmo, quanta energia positiva si sprigionava da quel manipolo sparuto di pionieri che prendevano confidenza con i primi elementi dello yoga, e avevano ricreato un piccolo Himalaya sulle alture di Civitavecchia! A volte Rishikesh sembrava talmente  vicina che l’anima volava in quella vibrazione di pace che si ricreava in collina.

Aver scelto il sole come punto di riferimento per scrivere sullo yoga è per me fondamentale, perché il sole rappresenta il centro del nostro sistema planetario grazie al quale è possibile l’irradiamento di luce, calore e vita . E’ il punto centrale verso il quale tutti i pianeti tendono, e per certi aspetti possiamo dire che i pianeti attuano una forma di concentrazione o dharana, non perdendo di vista il centro del loro sistema solare e mantenendosi in equilibrio nelle loro armoniche orbite.

Questo ci riporta alla nostra pratica, quando la nostra attenzione deve essere unidirezionale, indivisa – ekagrata per dirla yogicamente –, ed essere focalizzata sui movimenti fluidi e armonici degli asana che compongono il saluto al sole. Chi ha avuto esperienza di questa pratica sa cosa voglio dire.

L’insieme di dodici asana che compongono il Surya Namaskara deve essere eseguito con fluidità ininterrotta, con presenza mentale focalizzata sull presente, con concentrazione su ciò che si sta eseguendo e con una potenza che rispecchia lo sfolgorìo dei raggi del sole.