Il semaforo rosso: campana di consapevolezza

Cuore

Esco  per andare al lavoro, ho  fatto tardi e devo arrivare in orario per gli impegni che mi aspettano. Oggi il traffico è qualcosa di caotico, che sfida il mio impegno a mantermi nella pace e sfida l’equanimità  che giorno dopo giorno costruisco con le pratiche di pranayama e meditative del mattino presto. Equanimità… Riuscire a rimanere inseriti nel proprio quotidiano, nel proprio lavoro, nella famiglia che l’Universo mi ha donato, ma senza attaccamenti per i frutti delle mie azioni, libero dal risultato finale sia esso positivo o negativo. Il capitolo secondo verso 48 della Bhagavad Gita afferma “Lo yoga è equanimità”. Ma quando tutto ciò che ci circonda, impegni lavorativi, famigliari, vita veloce e serrata, tentano di minare il nostro equilibrio, con alcuni piccoli ma efficaci accorgimenti yogici possiamo fare la differenza. Si, perché molto spesso ciò che è veramente efficace è semplice e a portata di mano.

Quando con l’auto o il motorino siamo costretti a fermarci al semaforo, possiamo approfittarne per trasformare questo momento, in genere sgradito, in un’occasione di ricarica, benessere e crescita personale.
La regola generale, valida in tutti i casi, è di porre subito l’attenzione al proprio respiro, lo stratagemma che si usa per rientrare in sé stessi e calarsi nel momento presente. In quello che succede qui e ora.

Una prima possibilità consiste nell’approfittare della situazione per rilassare alcune parti fondamentali del nostro corpo, quelle su cui in genere si accumulano le tensioni e si scaricano le emozioni. Esempio:

  • inspirando, calmo il corpo;
  • espirando, rilasso il collo e le spalle.

Si può anche applicare agli occhi, oppure alla bocca.
In alternativa, si può seguire il movimento dell’addome, che si comprime con l’inspirazione e si espande con l’espirazione.

Tutto ciò è molto utile per spezzare l’abituale tensione della giornata tipica in città. È facile da realizzare ed è completamente gratuito, a differenza dei vari medici e terapisti cui ci capita di ricorrere per via dello stress.

Il maestro zen Thich Nhat Hanh invita a vedere il semaforo come una campana di consapevolezza e quindi a sorridergli, se lo troviamo rosso, tornando ancora una volta al respiro:

  • inspirando mi calmo;
  • espirando, sorrido.

Altrimenti  seguendo i consigli di Tetsugen Serra (Zen, Fabbri editori, 2005) rimaniamo immobili e, respirando profondamente, osserviamo tutto ciò che scorre dinanzi a noi. Invece di restare immersi nei nostri pensieri cerchiamo di essere immersi nella Vita, ben consapevoli della realtà circostante. Dopo pochi minuti cominceremo a percepirla con occhi diversi. Con più lucidità, con la consapevolezza che dona una nuova Luce e ci fa notare cose e persone che avevamo tutti i giorni davanti a noi, ma che a causa del flusso “assordante” dei nostri pensieri noi semplicemente non riuscivamo a “vedere”. Provate, sperimentate e costruite giorno dopo giorno la vostra equanimità. Farete la differenza.

Il monaco Thich Nhat Hanh così ci isegna:

“Ho un esercizio di respirazione che vorrei offrirvi. Sono sicuro che se seguirete questo esercizio nei momenti difficili, ne trarrete sollievo.

Inspirando, so che sto inspirando.

Espirando, so che sto espirando.

Inspirando noto che l’inspirazione si è fatta più profonda.

Espirando noto che l’espirazione si è fatta più lenta.

Inspirando, mi calmo; espirando, mi sento a mio agio.

Inspirando, sorrido; espirando, lascio andare.

Inspirando, dimoro nel momento presente.

Espirando, so che è un momento meraviglioso.

Questi versi possono essere riassunti nel modo seguente:

Dentro, fuori; profondo, lento;

calma, agio; sorrido, lascio andare;

momento presente, momento meraviglioso…”

Fonte: Thich Nhat Hanh – Libero ovunque tu sia –  Zeninthecity

One thought on “Il semaforo rosso: campana di consapevolezza

  1. Ottimi suggerimenti! Considerando quanto le giornate siano stressanti approfittare del traffico per rilassarci e’ veramente utile e necessario…e fa bene anche a chi abbiano intorno perche’ non perdiamo piu’ la pazienza 🙂

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