Il coraggio e la voglia di praticare

Cari amici dello yoga con il post di oggi voglio condividere con voi una toccante esperienza che ho vissuto lo scorso weekend a Firenze. La Yoga Wisdom Italia guidata da Gabriella Giubilaro ha organizzato uno stupendo intensivo di tre giorni, venerdì sabato e domenica 30, 31 ottobre e 1 novembre, in quel di Firenze con l’insegnante americano Garth MacLean sulle metodologie didattiche dello yoga Iyengar per i malati di SLA e SM, malattia degenerativa progressiva del sistema nervoso conosciuta anche come “Morbo di Lou Gehrig”, “malattia di Charcot” o “malattia del motoneurone”. Ho taggato appositamente il termine SLA e SM affinché possiate andare direttamente sul sito specializzato e avere una pallida idea del dramma che molte persone si trovano a vivere: personalmente su sé stessi, sui figli, coniugi, parenti e famiglie.

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Garth MacLean: breve storia

Il seminario è stato magistralmente condotto da Garth, insegnante senior di Iyengar Yoga con problemi di SM, che ha illustrato le molteplici applicazioni terapeutiche e riabilitative dell’Iyengar Yoga in tali casi. A Garth fu diagnosticata questa malattia nel 1996. Cosciente di stare progressivamente perdendo molte facoltà fisiche, Garth fece una scelta a dir poco CORAGGIOSA: si recò all’ashram di Poone in India e chiese aiuto a B.K.S.Iyengar che lo sottopose ad un intenso e serio trattamento con asana e pranayama. Disposto a far recedere i sintomi della malattia e sotto consiglio del proprio medico, Garth iniziò il severo training nello Yoga, con la raccomandazione del proprio neurologo di non “surriscaldare” troppo il corpo con la pratica. Garth ebbe una fede profonda negli insegnamenti che Iyengar man mano gli suggeriva: Guruji lo spronava a procedere con coraggio, estrema cautela e pazienza sovrumana.

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Il potere dello Yoga

Il risultato dopo un pò di tempo fu sconvolgente. Grazie al sapiente e intenso lavoro, Garth riuscì a mandare in remissione la malattia nonostante i pronostici dubbiosi della medicina ufficiale. Dal 2005 la sua malattia viene monitorata tramite risonanza magnetica, e i risultati sono decisamente incoraggianti. La malattia è stata fermata nella sua progressiva espansione. E i medici non sanno dare una risposta a questi risultati. Ho ascoltato la testimonianza del suo percorso di terapia nello Yoga, e ho visto con i miei occhi come sia possibile far gradualmente approcciare lo yoga ANCHE a persone afflitte da questa maledetta malattia, che toglie progressivamente la memoria della vita nel corpo e nella mente.

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Yoga: unione nella pratica

Ho visto  tre ragazzi affetti da SM lavorare sotto direzione di Garth, di cui due su sedia a rotelle, validissimamente supportati da Gabriella e dal team di miei colleghi-insegnanti della LOY: allego qualche foto per darvi una idea di quanto gravoso e serio sia stato il loro impegno in questi tre giorni di intenso lavoro. A loro TUTTI va tutta la mia ammirazione per il luminoso esempio mostratoci! E un grazie INFINITO a questi tre coraggiosi ragazzi i quali, nonostante le loro difficoltà, hanno potuto sperimentare approcci iniziali di asana come Sirsasana e Urdhva Dhanurasana e non solo.

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A tutti i praticanti

Cari studenti che vi tirate indietro davanti a una capovolta o che storcete il naso davanti a pochi secondi di mantenimento in più in Utkatasana o in Virabadrasana I: quei tre ragazzi avrebbero dato l’anima pur di praticare liberamente e senza impedimenti al centro stanza e nelle varie modalità al muro! E se loro hanno potuto approcciare alcuni asana difficoltosi sia pur guidati e assistiti, quanto più noi che abbiamo la fortuna e il previlegio di avere insegnante, spazio, compagni di pratica, tempo a disposizione e un corpo sano senza seri impedimenti, dobbiamo avere un Cuore grande come l’oceano per far divenire quell’insegnamento antico come le montagne che è lo yoga, la nostra regola di vita.

Grazie allo Yoga

Probabilmente non diverremo mai degli Iyengar, ma già il fatto stesso di praticare regolarmente e con onestà, qualunque siano i nostri ostacoli, riuscirà comunque a trasformare la nostra vita in un successo e a dare un potente esempio di Virya a chi vive vicino a noi. Come hanno fatto quei tre ragazzi con me. Onore a loro. GRAZIE per il dono immenso e per il vostro esempio di coraggio che avete dato a noi tutti. Siete stati dei raggi di Sole che renderanno più calda e luminosa la nostra vita. Grazie Garth per averci dato nuove consapevolezze sui sentieri didattici di questa magica arte; grazie Gabriella per aver reso possibile tutto ciò, grazie ai miei colleghi-insegnanti per l’impegno profuso con questi ragazzi…

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