GEETAJI ha ricordato ai praticanti più anziani qualcosa di profondamente importante:
“L’ETÀ NON È UNA MALATTIA.”
È una FASE della VITA con i suoi punti di FORZA e le sue ESIGENZE.
La pratica di una persona di sessant’anni NON DOVREBBE imitare quella di una ventenne.
Questa non è una concessione.
È UN’ISTRUZIONE.
In gioventù, la pratica può essere plasmata DALL’AMBIZIONE:
FINO a che punto?
PER QUANTO tempo?
QUANTO?
Ma con il tempo, la pratica pone domande diverse:
Con QUANTA PRECISIONE?
Con QUANTA ONESTÀ?
Con QUANTA COSTANZA?
Le anche CAMBIANO.
La colonna vertebrale CAMBIA.
Il respiro CAMBIA.
I tempi di recupero CAMBIANO.
Questi non sono fallimenti.
Sono INFORMAZIONI.
Nella sala di pratica, lo vediamo ogni giorno.
Una settantenne in Supta Baddha Konasana, completamente SOSTENUTA, che si apre SENZA FORZARE.
Una sessantacinquenne in Setu Bandha CON supporto, il petto che si solleva dolcemente dopo ANNI di PRATICA.
I supporti non sono un passo indietro.
Sono un PROGRESSO in termini di CONSAPEVOLEZZA.
Il praticante maturo non smette MAI di IMPARARE.
La pratica diventa semplicemente PIÙ SAGGIA…
